John Pierpont Morgan (JP MORGAN)

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John Pierpont Morgan (JP MORGAN)

John Pierpont Morgan (Hartford, 17 aprile 1837Roma, 31 marzo 1913) è stato un banchiere statunitense.

Biografia di JP Morgan

Figlio di un finanziere di successo, iniziò con il lavorare nella filiale londinese della società finanziaria paterna.

Oltre che un geniale finanziere e uomo d’affari, fisicamente era un uomo particolare: era infatti molto alto e robusto; tuttavia, a causa di una grave rosacea contratta in gioventù, il suo naso era grottescamente violaceo, deforme e pustoloso.

Studiò nella Nuova Inghilterra, per poi completare la propria educazione in Svizzera e Germania. Tornato negli Stati Uniti, nel 1871 fondò con Anthony Joseph Drexel la Drexel, Morgan & Co., che, dopo la morte del socio, divenne J.P. Morgan & Co.

In breve tempo divenne un vero e proprio “guru” di Wall Street. Fu l’artefice di grandi fusioni (come ad esempio quella che portò alla creazione della General Electric), e in più di un’occasione aiutò il governo statunitense a superare difficili crisi finanziarie.

Morì in un Grand Hotel di Roma, durante un viaggio. Oltre 4.000 lettere di condoglianze furono spedite, e la borsa di New York chiuse per 2 ore in segno di rispetto[1]. Al momento della successione nel 1916, il valore delle sue proprietà fu valutato complessivamente in circa 78 milioni di dollari dell’epoca, circa 25 milioni in meno di quanto si pensava allora. Si stimò che possedesse circa 30 milioni di dollari del tempo in attività e azioni bancarie, oltre a 18 milioni di dollari in titoli. Tali somme andavano, però, ridotte dei debiti contratti, approssimativamente per circa 10 milioni di dollari, e delle tasse sulla successione.[2]

Secondo la classifica Condé Nast è il secondo miglior manager di tutti i tempi.[3]

Secondo Forbes fu, in assoluto, il cinquantanovesimo uomo più ricco di tutti i tempi, con un patrimonio, rivalutato al 2008, che ammonterebbe a circa 40 miliardi di dollari[4].

Magnate della siderurgia e della finanza

Contribuì in maniera decisiva al finanziamento dell’industria siderurgica americana, oltre che all’ampliamento delle reti ferroviarie. Coinvolto in innumerevoli affari, dalla sottoscrizione dei bond messicani al finanziamento di progetti innovativi, al controllo di compagnie assicurative e mercantili. La sua inclinazione nel rilevare imprese in difficoltà per poi ristrutturarle e portarle alla redditività è nota come “morganizzazione”.

Nel 1912 il famoso affondamento del RMS Titanic, di proprietà della controllata White Star Line, procurò un disastro finanziario alla holding IMMC, finanziata dalla JP Morgan & Co.[5]. La Banca fu poi oggetto, dopo la sua morte, di un ridimensionamento di attività grazie al Glass–Steagall Act, separando le sue gestioni di investment-banking nella Morgan Stanley.

La JP Morgan vive ancora sotto il nome di JPMorgan Chase & Co., dopo che, nel 2000, si è fusa con la Chase Manhattan Bank.

Collezionista d’arte

 

  1. P. Morgan

Fu un collezionista d’arte, di libri e di pietre preziose. La maggior parte dei suoi pezzi fu donata o prestata al Metropolitan Museum of Art di New York, e poi raccolta alla Pierpont Morgan Library.

Fu il finanziatore principale dell’opera The North American Indian del fotografo-etnologo Edward Sheriff Curtis.

Nella cultura di massa

Orgoglioso del suo cognome, perché era il medesimo del famoso bucaniere Henry Morgan, Morgan chiamò tutti i suoi panfili con nome Corsair[6].

Viene citato, insieme a Re Mida e a Mecenate, ne «Il grande Gatsby», il romanzo di Francis Scott Fitzgerald, in cui il coprotagonista Nick compra alcuni libri di economia con l’intento di «unfold the shining secrets», cioè aprire i segreti apportatori di lucro che i tre personaggi sopra citati conoscevano.

JPMorgan Chase

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JP Morgan Chase & Co. è una società finanziaria con sede a New York, ed è leader nei servizi finanziari globali.

Attualmente JPMorgan Chase serve più di 90 milioni di clienti in tutto il mondo.

Indice

Storia

Nell’albero genealogico di JP Morgan Chase figurano quasi un migliaio di antenati (banche di credito ordinario, banche d’affari e holding) confluiti nel corso di oltre due secoli nell’attuale colosso. I flussi principali derivano dai seguenti eventi:

  • Nel 1799 Aaron Burr (poi vice presidente degli USA) fonda la “Bank of the Manhattan Company”.
  • Nel 1871 il leggendario finanziere John Pierpont Morgan e Anthony Joseph Drexel, un banchiere di Filadelfia, fondano la “Drexel, Morgan & Co”, che poi sarebbe diventata la J.P. Morgan & Co.
  • Nel 1877 John Thompson (editore e finanziere di Wall Street) fonda la “Chase National Bank” (così chiamata in onore di Salomon P. Chase, segretario del Tesoro di Abramo Lincoln), che nel 1930 diventa il più grande istituto di credito del mondo.
  • Nel 1930 “Chase National Bank” si fonde con la “Equitable Trust Company”, controllata dalla famiglia Rockefeller.
  • Nel 1955 “Chase National Bank” e “Bank of the Manhattan Company” si fondono nella “Chase Manhattan Bank”.
  • Nel 1996 “Chase Manhattan Corp.” si fonde con “Chemical Banking Corp.”, dando vita alla maggiore holding bancaria.
  • JPMorgan Chase nasce nel 2000 con la fusione tra “Chase Manhattan Corporation” e “J.P. Morgan & Co.”.
  • Nel 2004 l’azienda acquista la Bank One of Chicago, quinto gruppo bancario USA.
  • Nel 2006 acquisisce il controllo di “Manhattan Financial Corp” che si fonde con “Morgan Manhattan & Co.”
  • Nel 2008 acquista per 10 dollari ad azione la Bear Stearns, per una somma complessiva di circa 1,2 miliardi di dollari.

Truffa dei mutui subprime

Il 1º settembre 2011 la procura di New York denuncia per frode Bear Stearns e Emc Mortgage, del gruppo JP Morgan, per la truffa dei mutui subprime. Fannie Mae e Freddie Mac hanno perso più di 30 miliardi nel 2008, quando il mercato immobiliare legato ai mutui subprime è esploso. Le perdite sono state coperte in gran parte dalle tasse dei cittadini americani.[1]. Le perdite della Bear Stearns ammontarono a 22,5 miliardi di dollari, provocarono la disoccupazione di 7 milioni di persone negli Stati Uniti d’America e una Grande recessione che dal 2008 è imperversata in tutti i paesi civili d’Europa e del mondo, escluso la Cina e l’India[2].

Nel 2012 la banca fu denunciata dal governo federale americano perché ritenuta responsabile della crisi.[3] Il 19 novembre 2013, la banca J.P. Morgan patteggiava un risarcimento di 13 miliardi di dollari per la truffa dei mutui subprime[4].

Scandalo London Whale

Il 7 ottobre 2010, Jp Morgan Chase è stata coinvolta nello scandalo che riguarda le operazioni di compra-vendita di titoli derivati e che hanno causato un ammanco di circa 6 miliardi di dollari.

Martin-Artajo, lo spagnolo che guidava la filiale di Londra, venne accusato di frode per aver nascosto l’ingente ammontare dell’ammanco, insieme con Julien Grout, un francese che si era occupato di falsificare le registrazioni dei valori giornalieri sulle posizioni di JP Morgan.[5]. Ne derivò uno scandalo che, assieme agli altri, ha messo in negativo la reputazione dell’amministratore delegato Jamie Dimon, che tardivamente ha avviato un’indagine interna sulla catena dei controlli.

Il 13 settembre 2013 la Securities and Exchange Commission – d’accordo con l’Office of Comptroller of the Currency, l’ente che regola le banche americane, la Federal Reserve e la Financial Conduct Authority, autorità di vigilanza finanziaria nel Regno Unito – ha multato per 920 milioni di dollari la JP Morgan Chase, per la cosiddetta truffa della Balena di Londra (London Whale)[6]: in tal modo era stata ribattezzata quella bolla speculativa, che comportò perdite di trading per circa 6 miliardi di dollari[7].

Manipolazione del mercato dell’energia

Il 30 luglio 2013, il governo statunitense e gli investitori sono stati risarciti da J.P. Morgan Chase, per aver manipolato il mercato energetico in California e nel Midwest fra il 2010 e il 2011[8], spacciando azioni ai propri clienti, di centrali elettriche in perdita per incredibili fonti di profitto.

Il Report 2013 sui paesi del Sud Europa

Il 28 maggio 2013 banca Jp Morgan ha pubblicato un rapporto in cui affermava la necessità di intervenire politicamente a livello locale presso gli Stati del Sud Europa per consentire ai governi riforme strutturali improntate all’austerity, arrivando in particolare a definire le costituzioni adottate in seguito alla caduta del fascismo come «inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea», in quanto mostrano una «forte influenza delle idee socialiste», per cui i sistemi costituzionali presentano «esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti, governi centrali deboli nei confronti delle regioni, tutele costituzionali nei confronti dei diritti dei lavoratori». In particolare, vi si lamenta «la licenza di protestare se sono proposte modifiche sgradite dello status quo».[9]

Il 19 giugno 2013, il rapporto ha sollevato numerose critiche, dal momento che JP Morgan – a dispetto dall’ispirazione neoliberista della sua analisi – con i suoi progetti di finanza creativa è stata tra le protagoniste della crisi dei subprime e della grande recessione del 2008[10].

IL NOSTRO COMMENTO: Più volte avete sentito citare nei nostri commenti JP Morgan ma non tutti lo conoscevano. Ecco a Voi un bel quadretto. Divertitevi se ci riuscite.

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Categories: Politica

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