Bollette : Prescrizione e decadenza

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Bollette : Prescrizione e decadenza

Fonte e link: http://www.6sicuro.it/bollette/prescrizione-bollette

Capita a tutti di dimenticarsi di pagare una bolletta della luce o del gas, soprattutto in occasione di un trasloco da una casa all’altra o di una seconda utenza che gestiamo a distanza.
Il tuo fornitore ti sta richiedendo oggi il pagamento di una vecchia bolletta?
In questi casi è fondamentale sapere i nostri diritti, quando vanno in prescrizione le bollette della luce e del gas e cosa possiamo fare in ogni situazione.

Sommario:

Cosa significa prescrizione?

Secondo la legge il passare del tempo può determinare la perdita di un diritto ed il titolare non lo può più esigere. La prescrizione delle bollette è proprio quando quel diritto si riferisce al pagamento di una fattura di luce o gas relativa ad un periodo passato.
Se passa un determinato periodo di tempo, durante il quale non ti viene recapitato alcun avviso, il fornitore non può più chiederti il versamento di quell’importo.

Quando il titolare non esercita per il tempo determinato dalla legge un diritto, questo si estingue per prescrizione.

Art. 2934 del Codice Civile

Quando vanno in prescrizione le bollette di luce e gas?

In generale la prescrizione ordinaria prevede un termine per un periodo di 10 anni, di riferimento per tutti quei crediti per i quali la legge non specifica diversamente.

Per ciò che riguarda le bollette di energia elettrica e gas la prescrizione è di 5 anni, così come per le altre utenze di acqua, telefono, ADSL, fax…

E da quando inizia questo periodo? La prescrizione è valida se sono trascorsi almeno 5 anni dalla data di scadenza del pagamento.
Il caso rientra nell’articolo n. 2948 del Codice Civile, tra i pagamenti da effettuarsi periodicamente entro l’anno oppure in termini più brevi (prescrizioni brevi). Se la bolletta consegnata al cliente passa in giudicato e in procedura giudiziale, il termine si estende a 10 anni.

Qual è la differenza tra prescrizione e decadenza di una bolletta?

Entrambi i termini hanno in comune un elemento: il passare del tempo che estingue un diritto. Tuttavia esiste una sostanziale differenza indicata di seguito.

  • Prescrizione della bolletta
    Con la prescrizione il diritto si estingue poiché il titolare, ossia il fornitore, non lo esercita entro il termine previsto dalla legge (Art. 2934 del Codice Civile).
  • Decadenza della bolletta
    Con la decadenza invece si perde la possibilità di esercitare il diritto per il mancato esercizio di un termine perentorio (Art. 2964 del Codice Civile). In questo caso non possono essere applicate la sospensione o l’interruzione della prescrizione.

Quando e come contestare la prescrizione di una bolletta?

Quando viene richiesto un pagamento e questo è caduto in prescrizione bisogna come prima cosa accertarsi che sia efffettivamente andato in prescrizione.

  • Sollecito di pagamento dopo i 5 anni INGIUSTO
    Non si deve effettuare il pagamento, altrimenti non sarà più possibile opporsi.
  • Sollecito di pagamento entro i 5 anni LEGITTIMO
    Sei tenuto a pagare l’importo e se questo è elevato, puoi richiedere la rateizzazione.

Nel primo caso, una volta accertata la prescrizione, è indispensabile contestare attivamente il decorso dei termini il prima possibile e questo è possibile farlo personalmente oppure tramite un avvocato.
La richiesta dell’adempimento, ossia del pagamento della bolletta, deve essere valutato immediatamente.

E’ bene sapere che se il pagamento viene effettuato non si ha più la possibilità di opporre la prescrizione.

Per contestare una bolletta della luce o del gas consigliamo sempre di inviare la comunicazione in forma scritta, tramite raccomandata A/R, via fax oppure con la posta elettronica certificata (PEC). Nella comunicazione dovrai indicare:

  • i dati dell’intestatario e dell’utenza
    nome, cognome e codice POD (utenza luce) o codice PDR (utenza gas)
  • i motivi del reclamo
  • la copia del documento d’identità dell’intestatario
  • la fattura o il sollecito ricevuto oltre i termini
  • l’eventuale prova del pagamento (ricevuta)
    (se si tratta di un sollecito di una bolletta già pagata)

Per quanto tempo si devono conservare le bollette?

Il fornitore ti richiede il pagamento di una bolletta di un anno fa ma tu sei convinto di averla pagata.
Bene, se non la vuoi pagare un’altra volta, devi essere in grado di dimostrare il pagamento che hai già effettuato.
Come dimostrare che hai già pagato quella bolletta?
Questo dipende dalla modalità di pagamento effettuato: avrai bisogno della copia del bollettino postale o della ricevuta della lottomatica, oppure del pagamento effettuato online. Anche in quest’ultimo caso puoi recuperare la ricevuta oppure un documento che attesti il pagamento direttamente online.

Poiché, come detto in precedenza, la prescrizione delle bollette delle utenze è di 5 anni, in teoria queste si dovrebbero conservare per il medesimo periodo di tempo. Solo successivamente il fornitore o chi per lui (la società di recupero crediti) non può venire a chiederti il pagamento, per cui non è necessario conservarle dopo questo tempo.

Quando non si devono pagare le bollette di conguaglio?

La bolletta di conguaglio riguarda un periodo precedente a quello di fatturazione della bolletta appena emessa. Il conguaglio arriva in diverse occasioni, quando ad esempio i consumi fatturati non erano reali ma stimati o se non vengono pagate le bollette per un certo periodo per un qualsiasi motivo (anche per responsabilità del fornitore stesso).
Capita spesso che il fornitore, oppure la società di recupero crediti da lui incaricata, invii la comunicazione anche oltre il termine previsto dalla legge.

E’ importante quindi, conoscere i propri diritti e sapere che le bollette di luce e gas scadute da più di 5 anni, non devono essere pagate.
Ricordiamo che quando l’importo della bolletta è elevato, puoi sempre richiedere la rateizzazione della stessa al tuo fornitore.

 

Decadenza e prescrizione delle bollette sollevano mille dubbi e fraintendimenti che la legge non tollera. Cosa significa prescrizione delle bollette non pagate? Come ci può tutelare in relazione ad essa?

 

Prescrizione e decadenza delle bollette: le differenze

Sommario

Ci sono enormi differenze che sicuramente non puoi sapere se non leggi l’art. 2934 del Codice Civile, che descrive come:

Ogni diritto si estingue per prescrizione, quando il titolare non lo esercita per il tempo determinato dalla legge (per effetto dell’inerzia o del non uso da parte del titolare stesso).

La prescrizione non è automatica, ma solo se opposta dalla parte interessata: “Il giudice non può rilevare d’ufficio la prescrizione non opposta” (art.2938). Significa che bisogna farla valere, avendo ben presenti i termini di prescrizione delle bollette e mostrando tutta la documentazione utile a tale scopo.

Anche la decadenza, è istituto giuridico legato al passare del tempo e riguarda l’impossibilità di esercitare un diritto per il mancato compimento di un’attività (artt. 2964 e ss. del Codice Civile). In pratica non possono essere applicate né la sospensione né l’interruzione della prescrizione.

Sospensione della prescrizione  quando l’inerzia del titolare è giustificata perché è impossibile o difficile l’esercizio del diritto;

Interruzione della prescrizione  quando l’inerzia viene a mancare, in quanto il titolare compie un atto con cui esercita concretamente il suo diritto.

 

Quanto tempo passa per la prescrizione delle bollette?

Per la prescrizione ordinaria si devono aspettare 10 anni ed è applicabile in tutti i casi in cui la legge non dispone diversamente (art. 2946).

Le prescrizioni brevi, invece, si realizzano con il decorso di un tempo più breve di 10 anni: è questo il caso che ci interessa da vicino, in quanto la prescrizione delle bollette per le utenze domestiche si attiva trascorsi 5 anni dalla data di scadenza del pagamento.

Per le bollette è importante che si conservino tutte le ricevute di avvenuto pagamento per almeno 5 anni in modo da fa valere i propri diritti in caso di avvenuta prescrizione così come regola l’art.2948 n. 4 del Codice Civile (pagamenti da effettuarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi). È importante che conservi tutte le ricevute di pagamento per almeno 5 anni, così da far valere i tuoi diritti in caso di avvenuta prescrizione.

Prescrizione bollette: come tutelarsi o quando pagare?

Sicuramente dovrai aver ben chiaro quando una bolletta cade in prescrizione per distinguere i casi in cui:

  • Un sollecito di pagamento sia legittimo (ad esempio se una fattura di conguaglio viene inviata entro i 5 anni previsti). In questo caso dovrai pagare e non potrai rateizzare l’importo, a condizione che tu lo richieda prima della scadenza della bolletta stessa;
  • Un sollecito sia ingiusto, perché già decorso il quinquennio. Non sarai tenuto a pagare e l’azienda fornitrice non potrà interrompere la fornitura in oggetto.

La prescrizione delle bollette non pagate è un argomento che interessa tantissimi consumatori, messi spesso sotto torchio dai continui solleciti da parte delle società di recupero crediti che subentrano all’azienda fornitrice creando molto spesso non pochi problemi e fraintendimenti. 

Conoscere i propri diritti è essenziale. Ricordiamo, a tal proposito, che:

  1. La società di recupero deve sempre specificare per conto di chi e per quale credito sta chiamando;
  2. L’operatore deve fornire il proprio nome e la denominazione della società di recupero;
  3. Meglio diffidare se il numero telefonico della società chiamante non è visibile
  4. Per bollette telefoniche, bollette acqua, luce o gas non è prevista alcuna segnalazione alle banche dati d’informazioni creditizie (può accadere solo se il debito è contratto con una banca o una finanziaria).

I solleciti di pagamento generano sempre molta ansia, è bene accertarsi sempre dell’operato dell’azienda di recupero crediti per evitare di cadere in truffe e violazioni della privacy. Purtroppo una volta versato il dovuto, non potrai più recuperarlo.

Prescrizione delle bollette dell’acqua

La prescrizione per quanto concerne le bollette dell’acqua si verifica dopo 5 anni e decorre dal momento in cui hai effettuato il consumo. A seconda delle clausole del contratto in essere, può includere la richiesta di pagamento di un’intera annualità. Ma molto spesso l’ente erogatore, Comune o altra azienda, arrivi a chiedere il pagamento dei consumi dell’acqua e delle quote fisse, anche a distanza di molto tempo.

La richiesta di pagamento dovrà arrivare al tuo domicilio entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui hai utilizzato il servizio. Ad esempio hai usufruito dell’acqua nel 2011? La raccomandata A.R. dovrà necessariamente arrivarti entro e non oltre il 31 dicembre 2016. La società erogatrice del servizio dovrà assicurarsi che entro tale data sia giunta al tuo domicilio e non solo inviare la richiesta entro il 31 dicembre del quinto anno successivo al consumo.

La quota fissa (prima definita “nolo contatore“) presente in ogni bolletta del servizio idrico, va pagata, perché è legittima. È prevista da una delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica.

Prescrizione delle bollette: quando scatta e cosa fare http://bit.ly/1cN1pEv via @6sicuro

Prescrizione delle bollette del telefono

Anche per quanto riguarda le fatture del telefono cadono in prescrizione dopo 5 anni dalla data di utilizzo del servizio. In questo caso specifico, gli utenti spesso contestano bollette dagli importi esorbitanti, ritenute non coerenti con i propri reali consumi.

Nel frattempo le società di recupero crediti si attivano e iniziano ad arrivare già i primi solleciti. Se sai di non aver a che fare con gli importi che hai ritrovato in fattura ti consigliamo di iniziare a raccogliere il materiale di contestazione.

Se la pratica di contenzioso non dovesse risolversi nell’arco di cinque anni, la società erogatrice non potrà più pretendere alcun pagamento. Solo in caso di contenzioso giudiziale, i termini possono salire a dieci anni, tuttavia è davvero difficile che un operatore citi in giudizio un utente per importi non elevatissimi.

Prescrizione delle bollette Enel

Come per acqua, luce e gas anche le bollette Enel cadono in prescrizione dopo 5 anni. 

Molto spesso i fornitori non effettuino costantemente le letture dei contatori e siano poi costretti a inviare bollette con importi elevati, relativi a diversi mesi di fornitura. Le comunicazioni all’utente arrivano anche oltre il termine dei famosi cinque anni. Il quinquennio decorre dal giorno in cui la società fornitrice ha potuto leggere i contatori, non quindi dalla data di emissione della fattura.

In caso di problemi postali, l’utente non ha alcuna responsabilità. Ricorda che hai sempre diritto di chiedere la rateizzazione degli importi, purché effettui la richiesta prima della data di scadenza della fattura di conguaglio.

Come contestare una bolletta?

Hai bisogno di contestare una bolletta e delle linee guida per farlo nella maniera corretta, ti spieghiamo come e se tutto ciò non dovesse essere utile puoi proporre un ricorso dal Giudice di Pace.

  • inoltrare una raccomandata A/R o di utilizzare la PEC (Posta Elettronica Certificata), spiegando i motivi del reclamo e allegando fotocopia del documento d’identità, della ricevuta di pagamento o delle fatture ricevute fuori termine;
  • affidarti ad un’Associazione Consumatori (senza l’intervento di un legale);
  • rivolgerti all’Autorità Garante competente (per le Telecomunicazioni).
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Categories: Giustizia

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