Banche, primo sì dal Governo alla proposta di Antonio Patuelli (Abi) di rendere noti i debitori insolventi degli istituti salvati

image_pdfimage_print

Banche, primo sì dal Governo alla proposta di Antonio Patuelli (Abi) di rendere noti i debitori insolventi degli istituti salvati

Fonte e Link  http://www.huffingtonpost.it/2017/01/09/banche-debitori-insolvent_n_14048140.html?utm_hp_ref=italy

L’Huffington Post

Pubblicato: 09/01/2017

Rendere noti i nomi dei debitori insolventi delle banche salvate, attraverso una norma di legge. La proposta, avanzata dal presidente dell’Abi Antonio Patuelli, trova sponda nel Governo, con il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta che si dice favorevole per fare chiarezza, pur spiegando che non è una proposta di facile attuazione.

“Io chiedo a titolo personale che vengano resi noti i primi 100 debitori insolventi delle banche che sono state salvate”, aveva affermato Antonio Patuelli in un’intervista al Mattino, con riferimento al caso Mps ma non solo, chiedendo “un’eccezione alle attuali regole della privacy proprio alla luce del fatto che si tratta di banche nelle quali sul piano della risoluzione o del salvataggio preventivo è intervenuto lo Stato o le altre banche e i risparmiatori”. Una richiesta di chiarezza, per “far luce sui prestiti andati a male, perché sono noti coloro che amministravano queste banche, sono ignoti coloro che invece non hanno restituito i prestiti alle medesime banche” ribadisce oggi al Gr1 . L’Abi non è a conoscenza di questi nominativi, “noi non sappiamo un bel niente perché noi siamo una associazione di banche che non riceve i flussi di vigilanza che oggi sono soprattutto in capo della Banca Centrale Europea e sono successivamente delle competenti autorità italiane. Quindi noi siamo una associazione privata e come tutte le altre associazioni di categoria e per legge non riceviamo alcun flusso di notizie”.

Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia, sempre sul Mattino plaude alla proposta del presidente dell’Abi: “Il fatto che sia il presidente dell’Associazione tra le banche italiane ad avanzare l’idea di rendere pubblici i nomi dei primi 100 debitori colpevoli del fallimento delle loro banche o di avere costretto lo Stato e i risparmiatori a intervenire per salvarle dalla risoluzione è sicuramente un bel segnale di moralizzazione che va raccolto e approfondito”.

E aggiunge: “Nel settore bancario molta gente, molte famiglie hanno pagato prezzi rilevantissimi in questi anni. Mi pare eticamente giusto proporre che siano noti i nomi di chi ha contribuito a creare questa situazione”. Spiega per che “la proposta non è di facile realizzazione perché un intervento legislativo agirebbe direttamente su una situazione di mercato e la cosa potrebbe creare più di un dubbio.

Il tema posto da Patuelli, però, merita di essere affrontato anche perché non c’è solo l’elenco degli investitori da rendere eventualmente pubblico ma anche quello degli amministratori che hanno delle responsabilità per avere condotto le loro banche in questi anni e averle gestite spesso in modo tale da danneggiare i risparmiatori”. Baretta aggiunge che “la discussione del resto sarà fatta in Parlamento dove c’è già la proposta di istituire una commissione d’indagine sullo stesso argomento che noi pensiamo possa essere decisiva per accrescere la trasparenza e la chiarezza sull’operato delle banche. Vorrei ricordare che parliamo di commissione d’indagine e non di inchiesta per non invadere il compito della magistratura cui sono appunto delegate le inchieste sul fallimento degli istituti di credito”.

Garante privacy: “Per persone giuridiche non c’è tutela”. In relazione alle dichiarazioni del presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, “che auspica la pubblicazione dei nomi dei ‘debitori colpevoli’, va anzitutto precisato che la maggior parte di essi, in quanto presumibilmente persone giuridiche, non gode più dal 2011 di alcuna tutela, almeno sotto il profilo privacy”. A sottolinearlo è Antonello Soro, presidente dell’Autorità garante per la privacy.

“Diverso è il caso, ragionevolmente residuale – continua Soro – che a ricevere quei prestiti siano state persone fisiche. In proposito la legge – in primo luogo attraverso il segreto bancario – tutela la legittima aspettativa di riservatezza, che ciascuno deve poter avere nel momento in cui richiede ed ottiene un prestito.

Nell’ipotesi in cui si volesse derogare a questa legittima aspettativa, un’eventuale modifica legislativa non dovrebbe comunque contrastare con la disciplina europea a tutela della riservatezza e dovrebbe circoscrivere adeguatamente l’eccezionalità dei presupposti per determinare la deroga. Sarebbe, infatti, sicuramente spropositato privare della garanzia della riservatezza ogni cittadino che si rivolga a una banca per chiedere un semplice prestito”. “Tutto questo – conclude il Garante – ferma restando, ovviamente, l’esigenza che sia fatta assoluta chiarezza su una vicenda che riguarda tanto i singoli risparmiatori quanto l’intervento statale nel settore bancario”.

IL NOSTRO COMMENTO: Non solo! Ma il Governo non si deve permettere di far gravare il peso del  dissesto di queste banche sugli Italiani. Ormai la gente si è rotta i coglioni di queste lobbies bancarie che sottraggono danaro a 360 gradi.  Italiani! Riprendiamoci i soldi che ci hanno fottuto! Andiamo in massa  a fargli una visita di cortesia nelle loro case se abbiamo palle! Altrimenti raspiamoci il culo puramente e semplicemente!   

print



Categories: Politica, Primo piano

Questo Articolo è stato visualizzato da 54 Utenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *