La Città Metropolitana di Reggio Calabria

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La Città Metropolitana di Reggio Calabria

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Powered by Admin 28 agosto 2016

Chiariamoci le idee sui compiti e le attribuzioni della nuova  città metropolitana

La città metropolitana di Reggio Calabria (città metropolitana di Rriggiu in dialetto reggino) rappresenta uno dei 10 enti amministrativi del territorio italiano identificati dalla legge del 7 aprile 2014 n. 56 recante “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni“.

Gli enti città metropolitane vennero previsti per la prima volta dalla legge n. 142 sul nuovo ordinamento degli enti locali dell’8 giugno 1990, artt. 17-21.

Vennero in seguito inseriti anche nell’art. 114 della Costituzione della Repubblica Italiana, a seguito della modifica del titolo V della Carta, avvenuta nel 2001. Nonostante vari tentativi legislativi, le città metropolitane non hanno mai trovato realizzazione pratica, rimanendo solo sulla carta, fino alla promulgazione della legge del 7 aprile 2014 n. 56 di cui sopra.

La città metropolitana di Reggio Calabria in particolare era già stata prefigurata nell’ordinamento giuridico nazionale con il decreto legge del 5 novembre 2012, n. 188 recante “Disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane”.[1]

La soppressione della provincia di Reggio Calabria con la contestuale istituzione dell’omonima città metropolitana è stata tuttavia posticipata, in quanto il comune capoluogo (il cui sindaco, in sede di istituzione della città metropolitana, dovrà anche assumere l’incarico di primo sindaco metropolitano in attesa dell’approvazione del nuovo statuto metropolitano) nell’ottobre 2012 è stato sciolto per infiltrazioni mafiose ex art. 143 d.lgs. 267/2000 ed è stato commissariato.

Pertanto, l’istituzione della città metropolitana di Reggio Calabria è rimandata al termine del mandato naturale dell’attuale presidente della provincia, Giuseppe Raffa, nel giugno 2016, dopo il quale sarà un “semestre bianco” durante il quale ci sarà la transizione dalla provincia alla città metropolitana.[2]Il 7 agosto 2016 si sono tenute le elezioni di secondo livello per eleggere il primo consiglio metropolitano[3] successivo all’abolizione della storica provincia.

Comuni metropolitani

La città metropolitana di Reggio Calabria dovrebbe comprendere, oltre alla città capoluogo di Reggio Calabria, i seguenti 96 comuni dell’omonima provincia:

Comuni maggiori per popolazione

I comuni con più di 10.000 abitanti[4] della città metropolitana di Reggio Calabria sono:

Stemma Comune Popolazione
Reggio di Calabria 183 019
Gioia Tauro 19 858
Palmi 18 898
Siderno 18 238
Taurianova 15 623
Rosarno 14 874
Villa San Giovanni 13 757
Locri 12 480
Melito di Porto Salvo 11 333
Polistena 10 436
Cittanova 10 404
Bagnara Calabra 10 224

 

 

Reggio – Consiglio Metropolitano, i consiglieri: “Abbassare i toni”

 

venerdì 26 agosto 2016

Fonte e link: http://www.strill.it/citta/2016/08/reggio-consiglio-metropolitano-i-consiglieri-abbassare-i-toni/

“Nessuna aggressione politica, nessuna polemica, nessuno scontro, tanto meno personalizzato come si vorrebbe far apparire, solamente la volontà di chiarire ciò che sta avvenendo soprattutto a beneficio dei cittadini che guardano con grande attenzione, e grandi aspettative, alla nascita di questo nuovo Ente” .

Inizia così la nota diffusa dai consiglieri metropolitani Riccardo Mauro, Caterina Belcastro, Filippo Bova, Antonino Castorina, Salvatore Mafrici, Demetrio Marino, Antonino Nocera, Filippo Quartuccio, Fabio Scionti, Pierpaolo Zavettieri, Giuseppe Zampogna e Domenico Giannetta.

“Qui non è una questione politica-  continua la nota- ma di correttezza istituzionale. Non esiste alcuna dicotomia tra Raffa e Falcomatà. Chi tenta di mettere la questione su questo piano sta certamente sbagliando il tiro. L’ordine del giorno votato dal Consiglio Metropolitano è chiarissimo. Siamo di fronte alla necessità di accelerare l’iter di costituzione del nuovo Ente, che è guidato da rappresentanti democraticamente eletti con un affluenza al voto elevatissima, dalla quasi totalità degli amministratori dei Comuni della Città Metropolitana.

Siamo convinti che ognuno abbia il preciso dovere di anteporre sempre il bene delle istituzioni al proprio destino personale. Crediamo che perpetrare il regime di prorogatio per qualche decina di giorni o qualche mese non avrebbe alcuna utilità per l’Ente, ma soprattutto non la avrebbe per i cittadini, che attendono che la Città Metropolitana entri davvero nel pieno delle sue funzioni.

Guardiamo a ciò che è avvenuto in altri contesti, ad esempio a Venezia o Messina, dove il processo di transizione è stato gestito conferendo agli eletti l’agibilità più assoluta.

Abbiamo affermato chiaramente in Consiglio Metropolitano che la richiesta di dimissioni nei confronti del Presidente Raffa non è un’offesa verso la sua persona, ma risponde alla necessità di accelerare l’iter e conferire pieni poteri alla Città Metropolitana.

Non ha senso continuare a trincerarsi dietro le debolezze della Legge Delrio.

Nonostante questa riforma abbia avuto il merito di rispondere ad una domanda di rinnovamento attesa da anni, è vero che alla luce dei fatti il testo normativo necessita quantomeno di una revisione.

Nessuno mette in dubbio che la riforma abbia dei limiti o delle mancanze da colmare sul piano interpretativo. Lo abbiamo affermato durante la prima riunione del Consiglio Metropolitano e lo stesso Sindaco Falcomatà ha sollevato la questione anche nelle sedi romane.

Ma proprio in virtù di questi aspetti è bene ricordare come altri Presidenti di Provincia in Italia abbiano superato il vulnus riscontrato, dimettendosi responsabilmente alla scadenza naturale del mandato o all’elezione del Consiglio Metropolitano e consegnando pieni poteri a quest’ultimo ed al Sindaco Metropolitano, senza che venisse nominato alcun commissario. Nessun timore dunque, il caso di Venezia è emblematico. E per citare le parole della ex Presidente della Provincia di Bologna Beatrice Draghetti, riteniamo che “quando le norme in vigore sono deficitarie é importante fare di tutto per compensare una situazione sfavorevole, che danneggerebbe l’erogazione dei servizi e la sicurezza dei cittadini”.

L’invito dunque deve essere quello di abbassare i toni. Non c’è alcuna volontà di andare contro, semmai la necessità di guardare avanti, di rispondere in modo celere ed efficace alle esigenze che il territorio ci sottolinea. Riteniamo sia il momento di dimostrare grande compattezza e senso delle istituzioni. Il Presidente Raffa valuti non perda questa occasione “.

 

 

Città metropolitane, province, unione di comuni: in vigore la legge Delrio

 

Fonte e link: http://www.governo.it/approfondimento/citt-metropolitane-province-unione-di-comuni-vigore-la-legge-delrio/2912

In vigore dall’8 aprile 2014 la legge Delrio (Legge n.56 del 7 aprile 2014 “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”) che ridisegna confini e competenze dell’amministrazione locale.

Nel discorso programmatico del 24 febbraio 2014, il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi aveva auspicato l’approvazione del provvedimento in tempi brevi.

In attesa della riforma del titolo V della Costituzione, le province diventano “enti territoriali di area vasta”, con il presidente della provincia eletto dai sindaci e dai consiglieri dei comuni della provincia. Permangono solo due livelli amministrativi territoriali a elezione diretta: Regioni e Comuni. Già alle elezioni amministrative del 25 maggio 2014 non c’è stato il voto per le province, e non sono stati eletti i previsti 86 presidenti, 700 assessori, 2.700 consiglieri; il risparmio iniziale derivante dall’applicazione della legge è stimato in 110 milioni di euro.

La legge Delrio prevede la gratuità degli incarichi di: presidente della provincia, consigliere, componente dell’assemblea dei sindaci, sindaco metropolitano, consigliere metropolitano, componente della conferenza metropolitana. La gratuità decorrerà dalla data di insediamento degli organi delle Città metropolitane e delle Province.

Dal 1º gennaio 2015, terminata la fase attuativa, l’assetto istituzionale degli enti locali italiani sarà completamente rinnovato, con Città metropolitane guidate dai sindaci dei territori, con enti snelli per l’area vasta provinciale, senza personale politico appositamente eletto e retribuito, con incremento di unioni e fusioni dei Comuni, piani di ristrutturazione e dismissione degli enti e delle aziende non più funzionali.

Per dare avvio alla fase attuativa, il 14 maggio si è insediato, presso il Dipartimento per gli Affari regionali della Presidenza del Consiglio, il tavolo del confronto istituzionale tra Governo, Regioni, Province e Comuni. Sul sito del Dipartimento anche una sezione con le risposte ai quesiti più frequenti dei soggetti istituzionali coinvolti nel processo di attuazione della Legge, recentemente modificata in alcuni punti dal decreto- legge 24 aprile 2014 n.66 e dal decreto-legge 24 giugno 2014 n.90. Precisazioni e chiarimenti tecnici sulla fase di avvio delle città metropolitane e delle nuove province sono state fornite con la nota del 23 ottobre 2014 del Ministro per gli affari regionali e le autonomie.

Le Città metropolitane sono: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, più Roma Capitale con disciplina speciale.

 Per Reggio Calabria sarà necessario aspettare la scadenza degli organi provinciali nel 2016.

Le città metropolitane hanno come finalità istituzionali generali:

– cura dello sviluppo strategico del territorio metropolitano;
– promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione di interesse della città metropolitana;
– cura delle relazioni istituzionali afferenti al proprio livello, ivi comprese quelle con le città e le aree metropolitane europee.

Il territorio della città  metropolitana coincide con quello della provincia omonima; dal 1º gennaio 2015  le  città  metropolitane  subentrano alle province omonime. Gli organi delle città metropolitane sono il sindaco, il consiglio, la conferenza. Il sindaco metropolitano è di diritto il sindaco del comune capoluogo.

Fonte: Ministro per gli Affari regionali / Legge n.56/2014

Dossier del 16 aprile 2014 aggiornato il 15 luglio 2014. Ultimo aggiornamento il 27 ottobre 2014

Pubblicato il: 16 Aprile 2014

Aggiornato il: 27 Ottobre 2014

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Categories: Politica, Primo piano

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