Referendum trivelle. Ingroia denuncia Renzi a Corte Conti per danno erariale

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Referendum trivelle. Ingroia denuncia Renzi a Corte Conti per danno erariale

Pubblicato: 30 Luglio 2016

Fonte e link: http://www.antimafiaduemila.com/home/opinioni/236-societa/61544-referendum-trivelle-ingroia-denuncia-renzi-a-corte-conti-per-danno-erariale.html

 

Tratto da movimentoazionecivile.it

“Ho presentato ieri un esposto alla Procura Regionale del Lazio della Corte dei Conti contro il presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi per danno erariale. A parere mio e del movimento di cui sono presidente esistono gravi responsabilità derivanti dalla violazione delle disposizioni legislative che disciplinano la corretta gestione delle risorse pubbliche”.

 Lo rende noto il presidente di Azione Civile, Antonio Ingroia, facendo riferimento ai reiterati appelli di Renzi agli elettori per disertare le urne in occasione del referendum sulle trivelle dello scorso 17 aprile. “Nell’esposto contestiamo innanzi tutto la scelta della data, 17 aprile e non 5 giugno, giorno in cui erano previste elezioni amministrative in molte città. L’accorpamento avrebbe consentito un ingente risparmio di risorse pubbliche. Ma contestiamo anche il lancio di una massiccia campagna per l’astensione dei cittadini dal voto di aprile, puntando al fallimento del raggiungimento del quorum”.
Renzi, per Ingroia, ha violato la disciplina prevista dall’art. 98 del Testo Unico delle Leggi Elettorali in cui “chiunque investito di un pubblico potere (…) si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati o a vincolare i suffragi degli elettori (…) o a indurli all’astensione commette reato. Un reato punibile “con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000”. La stessa disciplina è stata estesa anche all’istituto referendario dall’art. 51 della legge 352/1970.
“Il combinato disposto del mancato accorpamento di referendum e amministrative – conclude Ingroia – e il reiterato invito all’astensione ha di fatto contribuito in gran parte al mancato raggiungimento del quorum con uno spreco di risorse erariali che, a detta dello stesso premier, sarebbe stato di 300 milioni di euro”.

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Il Quesito

“Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ‘Norme in materia ambientale’, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 ‘Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)’, limitatamente alle seguenti parole: ‘per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale’?”

 

 

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Categories: Giustizia, Politica, Primo piano

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