Germania: le norme UE impongono il bail in.

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Il piano di salvataggio delle banche di Renzi dopo la Brexit non è fattibile. Germania: le norme UE impongono il bail in.

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Banche italiane – la Germania si oppone al piano dell’Italia per salvare le banche in crisi ed evitare il bail in. Per Angela Merkel non si può fare: la Brexit non è una giustificazione per non usare le normative UE e le regole vanno rispettate, non “cambiate ogni due anni”.

La signora Merkel manca però di ricordare le concessioni alla Germania del 2003 e al suo Patto di Stabilità, oltre ai 247 miliardi offerti dal Governo tedesco alle banche per evitare il fallimento.

L’impegno del primo ministro Matteo Renzi per sostenere le banche italiane in enorme difficoltà subisce una battuta d’arresto: la cancelliera tedesca Angela Merkel insiste sull’importanza delle normative europee messe in atto dopo la crisi finanziaria per evitare i salvataggi da miliardi e miliardi di euro finanziati dai contribuenti.

«Non possiamo fare tutto da capo ogni due anni»,

ha dichiarato la Merkel ai giornalisti dopo il vertice dell’Unione europea a Bruxelles nella giornata di mercoledì. Le leggi UE sulla risoluzione e la ricapitalizzazione delle banche «offrono margine di manovra sufficiente per le condizioni specifiche all’interno dei singoli Stati membri».

«Sappiamo cosa dobbiamo fare sulle banche e lo faremo sapendo di servire il paese e di rispettare le norme europee»,

ha commentato Renzi in risposta alla Merkel.

«Non siamo qui per farci dare una lezione dalla maestra.»

Il governo italiano, che non è riuscito a trovare sostegno nell’UE per la creazione di una bad bank all’inizio di quest’anno, sta cercando consenso dalla Commissione europea, braccio esecutivo del blocco, alla ricerca di vie alternative per aiutare le banche italiane dopo il pesante sell-off a seguito della Brexit.

Germania: Merkel si oppone al piano salva banche

La Germania si oppone a qualsiasi tentativo di proteggere gli investitori bancari privati da eventuali perdite se l’Italia procederà con il piano per la ricapitalizzare delle banche dopo il pesante sell-off causato dalla Brexit.

Il governo di Angela Merkel afferma che le norme dell’Unione Europea in materia di gestione delle banche in difficoltà devono essere applicate all’interno di ogni piano di salvataggio, nonostante la tempesta finanziaria scatenata dalla Brexit. Queste comprendono il far pagare i creditori per il fallimento delle banche prima che venga utilizzato del denaro pubblico, ovvero il denaro di tutti i contribuenti.

Da giorni sui media italiani si parla del piano del governo Renzi che prevede la rinuncia per sei mesi alle norme sugli aiuti di Stato regolati dall’UE – sostanzialmente Renzi vuole bypassare quanto stabilito dal bail in.
La mossa permetterebbe di sostenere le banche italiane senza costringere gli investitori a dover pagare di tasca propria.

Il Governo Renzi sta prendendo in considerazione delle misure atte ad iniettare fino a 40 miliardi di euro nel capitale delle banche, fornendo liquidità per via diretta o a titolo di garanzia.

Banche italiane: si può davvero evitare il bail in?

Qualsiasi rinuncia alle regole UE è assai complicata; come sottolineato dalla Germania, la direttiva BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive) – più nota al mondo come bail in – deve necessariamente essere applicata.

La direttiva sul bail in specifica la necessità che uno «sostegno straordinario finanziario e pubblico» per una banca implichi che la banca «stia fallendo o rischi di fallire, e quindi comporta la necessità di una risoluzione», secondo quanto stabilito dall’Autorità bancaria europea.

Germania: la Brexit non giustifica il piano di Renzi per salvare le banche

La Germania vuole invece che sia fatto ricorso al capitale dei clienti della banca prima di utilizzare i fondi pubblici.

Berlino rifiuta la giustificazione per cui il SI al referendum per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea costituisca una «circostanza eccezionale» che, ai sensi del diritto europeo, può consentire ad un governo nazionale di concedere un aiuto ad una o più società al di fuori dell’ambito stabilito dalle regole sugli aiuti di Stato.

Il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, aveva già dichiarato a Il Sole 24 Ore che tutti saranno utilizzati tutti gli strumenti a disposizione per rafforzare il sistema bancario italiano.

IL NOSTRO COMMENTO: la grossa Signora Merkel vorrebbe mettere mano sui conti correnti della gente  per salvare, ancora una volta, le banche che sono andate in crisi. Ma per colpa di chi? Non è dato sapere! La Merkel vuole applicare ad ogni costo e subito il bail-in per recuperare moneta prima col privato e, poi, eventualmente, col pubblico. Allora se ha questo prurito inizi, in primis  Lei stessa, poi i politici infine i correntisti che possiedono depositi oltre i centomila euro. Al riguardo si precisa che i conti correnti fino a 100 mila euro sono coperti dal fondo interbancario di garanzia dei depositi. Oltre i 100 mila euro, i depositi di persone fisiche e piccole e medie imprese sono esclusi dal bail-in, ma ovviamente non hanno il fondo di garanzia alle spalle che li protegge dall’insolvenza totale della banca. In ogni caso non ci stanchiamo mai di ripetervi: togliete i soldi dalla banca!

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Categories: Europa, Politica, Primo piano

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1 reply

  1. It’s a relief to find soenmoe who can explain things so well

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