Brexit: sarà la fine della BCE e delle banche centrali

image_pdfimage_print

Brexit: sarà la fine della BCE e delle banche centrali

bank

Fonte  e link: https://www.forexinfo.it/Brexit-sara-la-fine-della-BCE-e?utm_source=Forexinfo+Forex+Trading+Online&utm_campaign=d598eb9b5d-forexinfo-daily-email&utm_medium=email&utm_term=0_4302bacf08-d598eb9b5d-302716845

22 Giugno 2016 – 08:56

Cristiana Gagliarducci

La Brexit potrebbe significare la fine per le banche centrali. Una perdita di fiducia nei confronti della BCE in seguito alla Brexit potrebbe avere ripercussioni sull’intero sistema.

Le conseguenze della Brexit potrebbero portare alla fine delle banche centrali. Se il Regno Unito deciderà di uscire dall’Unione Europea il risultato potrebbe generare un enorme caos sui mercati e all’interno del sistema bancario internazionale.

Il timore circa la possibilità di una Brexit – con la quale il Regno Unito abbandonerebbe il blocco economico europeo – per settimane ha generato molta incertezza sui mercati finanziari. Il problema è che, con tutte le luci puntate sulla Brexit, nessuno sta parlando dello scenario più spaventoso che potrebbe verificarsi in caso dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea: la fine delle banche centrali.

BCE insolvente con Brexit se fosse una “banca reale”

La BCE, come ogni altra banca centrale inclusa la Fed, esiste e si fonda totalmente sull’elemento fiducia.

La Banca Centrale Europea si è impegnata a comprare miliardi e miliardi di titoli – non solo titoli di stato europei ma anche corporate, inclusi titoli spazzatura – ogni mese fino a chissà quando. Mossa da molti giudicata una pazzia.

Il capitale della BCE sul quale viene misurata la sua solvibilità e la sua stabilità ammonta ad una cifra pari a 10.83 miliardi di euro.

Cosa significa?
Se la BCE fosse una banca “reale” con un bilancio di più di tremila miliardi di euro e con un capitale di soli 10.83 miliardi di euro, il suo rapporto di indebitamento sarebbe molto elevato – circa 362:1.
Quando questo rapporto è eccessivamente alto l’impresa o in questo caso la banca viene percepita come rischiosa.

Questo significa che se la BCE fosse una banca in «carne ed ossa» sarebbe insolvente.
Ma non è finita qui.

Nella realtà dei fatti la BCE non dispone neanche di quei 10.83 miliardi di euro citati in precedenza. Il suo capitale è generato dal contributo dei 28 membri dell’Unione Europea, ma solo parte del loro contributo è stato versato nel corso del tempo.

Il capitale della BCE è determinato dalla grandezza e dalla forza di ciascun stato membro che, in questo caso, viene misurato attraverso il totale della popolazione e il PIL.

Chi contribuisce maggiormente al capitale della BCE

Fra tutti gli stati membri, a contribuire in misura maggiore è sicuramente la Germania, la quale dovrebbe teoricamente sborsare il 17.997% del capitale totale della BCE. In teoria, perché in realtà garantisce solo il 25.71% della quota.

Il secondo Paese a contribuire di più è la Francia, che invece dovrebbe sborsare il 14.179% del capitale totale della Banca Centrale Europea, cosa che in realtà non accade perché la Francia si trova in una condizione di enorme debito.

Al terzo posto fra coloro che contribuiscono – o che dovrebbero contribuire – in misura maggiore al capitale della BCE troviamo il Regno Unito, impegnato a garantire alla BCE il 13.7643% sul capitale totale, ma in realtà contribuisce con uno 0 netto.

Non importa se il Regno Unito non ha mai versato questi soldi: è obbligato a contribuire ed ha la possibilità di contribuire, il che è abbastanza per la BCE per far finta che i soldi ci siano e che il suo capitale sia stabile.

Se la Gran Bretagna lasciasse l’Unione Europea porterebbe con sé tutto il capitale destinato alla BCE e in un «mondo post-Brexit» sarebbero gli altri stati membri a dover rimpiazzare gli inglesi nel finanziamento della BCE.

Brexit: perdita di fiducia nella BCE e rischio contagio per le altre banche

Se il Regno Unito decidesse di uscire dall’Unione Europea, allora moltissimi altri stati membri potrebbero decidere di abbandonare l’Unione – il cosiddetto rischio contagio.

In questa ipotesi chi si occuperebbe del capitale della BCE che a sua volta sorregge le altre banche europee?
Nel caso in cui questo scenario divenisse realtà i mercati finirebbero per essere terrorizzati per la sicurezza e l’equilibrio della BCE.
Gli investitori perderebbero fiducia nel suo status di banca centrale, uno scenario senza precedenti. Ricordiamoci ancora una volta che le banche centrali si fondano soprattutto sulla “fiducia”.

Cosa accadrebbe dunque se l’Unione Europea iniziasse a perdere colpi cominciando proprio dall’addio del Regno Unito?
E se il fardello della “fiducia” nella BCE diventasse troppo pesante da sopportare per i vacillanti stati dell’Unione?

Se la fiducia nella stabilità della BCE – che è una delle più grandi banche centrali del mondo – venisse a mancare, tutte le banche centrali inizierebbero ad essere continuamente sottoposte ad un minuzioso esame.
La pressione diventerebbe enorme e le banche potrebbero non sostenerla a lungo.

Insomma, una Brexit potrebbe causare una totale perdita di fiducia nei confronti della BCE e questo evento senza precedenti potrebbe aprire le porte ad uno scenario catastrofico: la scomparsa delle banche centrali

IL NOSTRO COMMENTO: Purtroppo  l’Inghilterra non uscirà e, pertanto, avremo ancora tra le palle la BCE e l’Unione Europea. Speriamo  per poco!

print


Categories: Europa, Primo piano

Questo Articolo è stato visualizzato da 207 Utenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *