L’usura un male nascosto

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L’Usura : un male nascosto

Guradatevi questi video – tratti da youtube – per renderVi conto come l’usura possa portare alla rovina totale una azienda o una persona.

di Fernando Cannizzaro  29-04-2016

Il reato di usura: la fattispecie

Ai sensi dell’articolo 644 del codice penale si configura il reato di usura quando taluno si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari.

 Il reato di usura è punito con la reclusione da due a dieci anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro. Alla stessa pena soggiace chi opera in funzione di mediatore.

L’usura è un delitto contro il patrimonio commesso da chi, approfittando dello stato di bisogno di una persona, si fa dare o promettere da questa interessi o vantaggi sproporzionati come corrispettivo di una determinata prestazione di denaro o altro bene mobile.

Alla base del rapporto di usura vi sono due soggetti. Da un lato l’usurario che spesso viene ritenuto, da chi ormai ha tutte le porte chiuse, un “amico” che offre danaro, aiuto e fiducia ma che ben presto si rivela disastroso. Dall’altro  parte un soggetto “usurato”  che ha una necessità urgente e stringente di danaro per sopperire a necessità urgenti ed indilazionabili connesse alla propria attività.

L’usura è diffusa in tutta Italia anche se il fenomeno risulta prevalente nel Mezzogiorno per come si rileva dalle denunce presentate all’autorità giudiziaria. Per molto tempo l’usura non è stata percepita come un vero e proprio pericolo sociale atteso che sino al 1992, in caso di flagranza, non era obbligatorio l’arresto.

Ciò si verificava all’epoca del cd “cravattaro” del quartiere  detto anche  “strozzino” che esercitava l’usura in un ambito ristretto, per l’appunto, il quartiere.

Ultimamente, però,  a questa singola attività dello strozzino  è sorta quella di organizzazioni che concedono prestiti, più a largo raggio,  anche a  piccole aziende in difficoltà.

Infine, poi,  come ciliegina sulla torta, e del resto non poteva mancare , c’è quella gestita dalla mafia che si avvale del credito usurario per riciclare danaro sporco ed allargare il proprio raggio di influenza su tutta l’economia.

Per  uscire dalla tenaglia usuraia la soluzione non è certamente quella di continuare a pagare le rate del prestito. Solo in un modo si esce dalla strettoia dell’usura con una bella “denuncia” all’autorità giudiziaria senza aver paura do farlo  atteso che la legge offre tutela ed assistenza a chi ha il coraggio di segnalare che è stato vittima di strozzini.

 Quadro normativo di riferimento

LEGGE n. 44 del 23-02-1999

(pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 51 del 3 marzo 1999)

Disposizioni concernenti il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive

e dell’usura.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

promulga

la seguente legge:

Art. 1 – (Elargizione a favore dei soggetti danneggiati da attività estorsive)

  1. Ai soggetti danneggiati da attività estorsive è elargita una somma di denaro a titolo di contributo

al ristoro del danno patrimoniale subito, nei limiti e alle condizioni stabiliti dalla presente legge.

Art. 2 – (Limitazione temporale e territoriale)

  1. L’elargizione è concessa in relazione agli eventi dannosi verificatisi nel territorio dello Stato

successivamente al 1 gennaio 1990.

Art. 3 – (Elargizione alle vittime di richieste estorsive)

  1. L’elargizione è concessa agli esercenti un’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o

comunque economica, ovvero una libera arte o professione, che subiscono un danno a beni mobili o

immobili, ovvero lesioni personali, ovvero un danno sotto forma di mancato guadagno inerente

all’attività esercitata, in conseguenza di delitti commessi allo scopo di costringerli ad aderire a

richieste estorsive, avanzate anche successivamente ai fatti, o per ritorsione alla mancata adesione a

tali richieste, ovvero in conseguenza di situazioni di intimidazione anche ambientale.

  1. Ai soli fini della presente legge sono equiparate alle richieste estorsive le condotte delittuose che,

per circostanze ambientali o modalità del fatto, sono riconducibili a finalità estorsive, purchè non

siano emersi elementi indicativi di una diversa finalità. Se per il delitto al quale è collegato il danno

sono in corso le indagini preliminari, l’elargizione è concessa sentito il pubblico ministero

competente, che esprime il proprio parere entro trenta giorni dalla richiesta. Il procedimento relativo

all’elargizione prosegue comunque nel caso in cui il pubblico ministero non esprima il parere nel

termine suddetto ovvero nel caso in cui il pubblico ministero comunichi che all’espressione del

parere osta il segreto relativo alle indagini.

Art. 4 – (Condizioni dell’elargizione)

  1. L’elargizione è concessa a condizione che:
  2. a) la vittima non abbia aderito o abbia cessato di aderire alle richieste estorsive; tale condizione

deve permanere dopo la presentazione della domanda di cui all’articolo 13;

  1. b) la vittima non abbia concorso nel fatto delittuoso o in reati con questo connessi ai sensi

dell’articolo 12 del codice di procedura penale;

  1. c) la vittima, al tempo dell’evento e successivamente, non risulti sottoposta a misura di prevenzione

o al relativo procedimento di applicazione, ai sensi delle leggi 27 dicembre 1956, n. 1423, e 31

maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni, nè risulti destinataria di provvedimenti che

dispongono divieti, sospensioni o decadenze ai sensi degli articoli 10 e 10-quater, secondo comma,

della medesima legge n. 575 del 1965, salvi gli effetti della riabilitazione;

  1. d) il delitto dal quale è derivato il danno, ovvero, nel caso di danno da intimidazione anche

ambientale, le richieste estorsive siano stati riferiti all’autorità giudiziaria con l’esposizione di tutti i

particolari dei quali si abbia conoscenza.

  1. Non si tiene conto della condizione prevista dalla lettera c) del comma 1 se la vittima fornisce

all’autorità giudiziaria un rilevante contributo nella raccolta di elementi decisivi per la ricostruzione

dei fatti e per l’individuazione o la cattura degli autori delle richieste estorsive, o del delitto dal

quale è derivato il danno, ovvero di reati connessi ai sensi dell’articolo 12 del codice di procedura

penale.

Art. 5 – (Elargizione nel caso di acquiescenza alle richieste estorsive)

  1. Se vi è stata acquiescenza alle richieste estorsive, l’elargizione può essere concessa anche in

relazione ai danni a beni mobili o immobili o alla persona verificatisi nei sei mesi precedenti la

denuncia.

Art. 6 – (Elargizione agli appartenenti ad associazioni di solidarietà)

  1. L’elargizione, sussistendo le condizioni di cui all’articolo 4, è concessa anche agli appartenenti ad

associazioni od organizzazioni aventi lo scopo di prestare assistenza e solidarietà a soggetti

danneggiati da attività estorsive, i quali:

  1. a) subiscono un danno a beni mobili o immobili, ovvero lesioni personali in conseguenza di delitti

commessi al fine di costringerli a recedere dall’associazione o dall’organizzazione o a cessare

l’attività svolta nell’ambito delle medesime, ovvero per ritorsione a tale attività;

  1. b) subiscono quali esercenti un’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque

economica, ovvero una libera arte o professione, un danno, sotto forma di mancato guadagno

inerente all’attività esercitata, in conseguenza dei delitti di cui alla lettera a) ovvero di situazioni di

intimidazione anche ambientale determinate dalla perdurante appartenenza all’associazione o

all’organizzazione.

Art. 7 – (Elargizione ad altri soggetti)

  1. L’elargizione è altresì concessa ai soggetti, diversi da quelli indicati negli articoli 3 e 6, che, in

conseguenza dei delitti previsti nei medesimi articoli, subiscono lesioni personali ovvero un danno a

beni mobili o immobili di loro proprietà, o sui quali vantano un diritto reale di godimento.

  1. L’elargizione è concessa alle medesime condizioni stabilite per l’esercente l’attività.
  2. Ai fini della quantificazione dell’elargizione si tiene conto del solo danno emergente ovvero di

quello derivante da lesioni personali.

Art. 8 – (Elargizione ai superstiti)

  1. Se, in conseguenza dei delitti previsti dagli articoli 3, 6 e 7, i soggetti ivi indicati perdono la vita,

l’elargizione è concessa, nell’ordine, ai soggetti di seguito elencati a condizione che la utilizzino in

un’attività economica, ovvero in una libera arte o professione, anche al di fuori del territorio di

residenza:

  1. a) coniuge e figli;
  2. b) genitori;
  3. c) fratelli e sorelle;
  4. d) convivente more uxorio e soggetti, diversi da quelli indicati nelle lettere a), b) e c), conviventi nei

tre anni precedenti l’evento a carico della persona.

  1. Fermo restando l’ordine indicato nel comma 1, nell’ambito delle categorie previste dalle lettere a),
  2. b) e c), l’elargizione è ripartita, in caso di concorso di più soggetti, secondo le disposizioni sulle

successioni legittime stabilite dal codice civile.

  1. L’elargizione è concessa alle medesime condizioni stabilite per la persona deceduta.

Art. 9 – (Ammontare dell’elargizione)

  1. L’elargizione è corrisposta, nei limiti della dotazione del Fondo previsto dall’articolo 18, in

misura dell’intero ammontare del danno e comunque non superiore a lire 3.000 milioni. Qualora più

domande, per eventi diversi, relative ad uno stesso soggetto, siano proposte nel corso di un triennio,

l’importo complessivo dell’elargizione non può superare nel triennio la somma di lire 6.000 milioni.

  1. L’elargizione è esente dal pagamento delle imposte sul reddito delle persone fisiche e delle

persone giuridiche.

  1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono disporre, per l’elargizione,

l’esenzione dal pagamento dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Art. 10 – (Criteri di liquidazione)

  1. L’ammontare del danno è determinato:
  2. a) nel caso di danno a beni mobili o immobili, comprendendo la perdita subita e il mancato

guadagno, salvo quanto previsto dall’articolo 7, comma 3;

  1. b) nel caso di morte o di danno conseguente a lesioni personali, ovvero a intimidazione anche

ambientale, sulla base del mancato guadagno inerente all’attività esercitata dalla vittima.

  1. Il mancato guadagno, se non può essere provato nel suo preciso ammontare, è valutato con equo

apprezzamento delle circostanze, tenendo conto anche della riduzione del valore dell’avviamento

commerciale.

Art. 11 – (Limiti all’elargizione nel caso di lesioni personali o di morte)

  1. Nel caso di morte o di danno conseguente a lesioni personali, l’elargizione è concessa per la sola

parte che eccede l’ammontare degli emolumenti ricevuti dall’interessato, per lo stesso evento lesivo,

in applicazione della legge 20 ottobre 1990, n. 302.

Art. 12 – (Copertura assicurativa)

  1. Se il danno è coperto, anche indirettamente, da contratto di assicurazione, l’elargizione è concessa

per la sola parte che eccede la somma liquidata o che può essere liquidata dall’assicuratore.

Art. 13 – (Modalità e termini per la domanda)

  1. L’elargizione è concessa a domanda.
  2. La domanda può essere presentata dall’interessato ovvero, con il consenso di questi, dal consiglio

nazionale del relativo ordine professionale o da una delle associazioni nazionali di categoria

rappresentate nel Consiglio nazionale dell’ economia e del lavoro (CNEL). La domanda può essere

altresì presentata da uno dei soggetti di cui all’articolo 8, comma 1, ovvero, per il tramite del legale

rappresentante e con il consenso dell’interessato, da associazioni od organizzazioni iscritte in

apposito elenco tenuto a cura del prefetto ed aventi tra i propri scopi quello di prestare assistenza e

solidarietà a soggetti danneggiati da attività estorsive. Con decreto del Ministro dell’interno, da

emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il

Ministro di grazia e giustizia, sono determinati le condizioni ed i requisiti per l’iscrizione nell’elenco

e sono disciplinate le modalità per la relativa tenuta.

  1. Salvo quanto previsto dai commi 4 e 5, la domanda deve essere presentata, a pena di decadenza,

entro il termine di centoventi giorni dalla data della denuncia ovvero dalla data in cui l’interessato

ha conoscenza che dalle indagini preliminari sono emersi elementi atti a far ritenere che l’evento

lesivo consegue a delitto commesso per le finalità indicate negli articoli precedenti.

  1. Per i danni conseguenti a intimidazione anche ambientale, la domanda deve essere presentata, a

pena di decadenza, entro il termine di un anno dalla data in cui hanno avuto inizio le richieste

estorsive o nella quale l’interessato è stato per la prima volta oggetto della violenza o minaccia.

  1. I termini stabiliti dai commi 3 e 4 sono sospesi nel caso in cui, sussistendo un attuale e concreto

pericolo di atti di ritorsione, il pubblico ministero abbia disposto, con decreto motivato, le

necessarie cautele per assicurare la riservatezza dell’identità del soggetto che dichiara di essere

vittima dell’evento lesivo o delle richieste estorsive. I predetti termini riprendono a decorrere dalla

data in cui il decreto adottato dal pubblico ministero è revocato o perde comunque efficacia.

Quando è adottato dal pubblico ministero decreto motivato per le finalità suindicate è omessa la

menzione delle generalità del denunciante nella documentazione da acquisire ai fascicoli formati ai

sensi degli articoli 408, comma 1, e 416, comma 2, del codice di procedura penale, fino al

provvedimento che dispone il giudizio o che definisce il procedimento.

Art. 14 – (Concessione dell’elargizione)

  1. La concessione dell’elargizione è disposta con decreto del Commissario per il coordinamento

delle iniziative antiracket e antiusura, su deliberazione del Comitato di cui all’articolo 19. La

deliberazione deve dare conto della natura del fatto che ha cagionato il danno patrimoniale, del

rapporto di causalità, dei singoli presupposti positivi e negativi stabiliti dalla presente legge e

dell’ammontare del danno patrimoniale, dettagliatamente documentato, salvo quanto previsto

dall’articolo 10, comma 2. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 7, 10 e

13 della legge 20 ottobre 1990, n. 302. Si applica altresì l’articolo 10-sexies della legge 31 maggio

1965, n. 575, e successive modificazioni.

  1. Entro sessanta giorni dalla data della deliberazione, il Ministro dell’interno può promuovere, con

richiesta motivata, il riesame della deliberazione stessa da parte del Comitato.

Art. 15 – (Corresponsione e destinazione dell’elargizione)

  1. L’elargizione, una volta determinata nel suo ammontare, può essere corrisposta in una o più

soluzioni.

  1. Il pagamento dei ratei successivi al primo deve essere preceduto dalla produzione, da parte

dell’interessato, di idonea documentazione comprovante che le somme già corrisposte sono state

destinate ad attività economiche di tipo imprenditoriale.

  1. La prova di cui al comma 2 deve essere altresì fornita entro i dodici mesi successivi alla

corresponsione del contributo in unica soluzione o dell’ultimo rateo.

Art. 16 – (Revoca dell’elargizione)

  1. Salvo quanto previsto dall’articolo 7 della legge 20 ottobre 1990, n. 302, la concessione

dell’elargizione è revocata:

  1. a) se l’interessato non fornisce la prova relativa alla destinazione delle somme già corrisposte;
  2. b) se si accerta l’insussistenza dei presupposti dell’elargizione medesima;
  3. c) se la condizione prevista dall’articolo 4, comma 1, lettera a), non permane anche nel triennio

successivo al decreto di concessione.

  1. Alle elargizioni concesse in favore dei soggetti indicati all’articolo 7 non si applicano le

disposizioni di cui alle lettere a) e c) del comma 1 del presente articolo e di cui ai commi 2 e 3

dell’articolo 15.

Art. 17 – (Provvisionale)

  1. Prima della definizione del procedimento per la concessione dell’elargizione può essere disposta,

a domanda, la corresponsione, in una o più soluzioni, di una provvisionale fino al settanta per cento

dell’ammontare complessivo dell’elargizione, con le modalità previste dal regolamento di cui

all’articolo 21.

  1. Agli effetti di quanto previsto nel comma 1, il Comitato di cui all’articolo 19 acquisisce, entro

trenta giorni dal ricevimento della domanda, a mezzo del prefetto della provincia nel cui territorio si

è verificato l’evento denunciato, un rapporto iniziale in ordine ai presupposti e alle condizioni

dell’elargizione. L’esito dell’istanza deve essere definito in ogni caso, dandone comunicazione

all’interessato, entro novanta giorni dal ricevimento della domanda.

  1. Qualora risulti indispensabile per l’accertamento dei presupposti e delle condizioni

dell’elargizione, il prefetto e il Comitato di cui all’articolo 19 possono ottenere dall’autorità

giudiziaria competente copie di atti e informazioni scritte sul loro contenuto inerenti il fatto

delittuoso che ha causato il danno. L’autorità giudiziaria provvede senza ritardo e può rigettare la

richiesta con decreto motivato. Le copie e le informazioni acquisite ai sensi del presente articolo

sono coperte dal segreto d’ufficio e sono custodite e trasmesse in forme idonee ad assicurare la

massima riservatezza.

  1. Se per il delitto al quale è collegato il danno sono in corso le indagini preliminari, la

provvisionale è concessa, sentito il pubblico ministero competente, che esprime il proprio parere

entro trenta giorni dalla richiesta. Il procedimento relativo alla concessione della provvisionale

prosegue comunque nel caso in cui il pubblico ministero non esprima il parere nel termine suddetto

ovvero nel caso in cui il pubblico ministero comunichi che all’espressione del parere osta il segreto

relativo alle indagini.

  1. Si applicano le disposizioni di cui agli articoli 15, comma 3, e 16.

Art. 18 – (Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive)

  1. È istituito presso il Ministero dell’interno il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste

estorsive. Il Fondo è alimentato da:

  1. a) un contributo, determinato ai sensi del comma 2, sui premi assicurativi, raccolti nel territorio

dello Stato, nei rami incendio, responsabilità civile diversi, auto rischi diversi e furto, relativi ai

contratti stipulati a decorrere dal 1o gennaio 1990;

  1. b) un contributo dello Stato determinato secondo modalità individuate dalla legge, nel limite

massimo di lire 80 miliardi, iscritto nello stato di previsione dell’entrata, unità previsionale di base

1.1.11.1, del bilancio di previsione dello Stato per il 1998 e corrispondenti proiezioni per gli anni

1999 e 2000;

  1. c) una quota pari alla metà dell’importo, per ciascun anno, delle somme di denaro confiscate ai sensi

della legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni, nonché una quota pari ad un terzo

dell’importo del ricavato, per ciascun anno, delle vendite disposte a norma dell’articolo 2-undecies

della suddetta legge n. 575 del 1965, relative ai beni mobili o immobili ed ai beni costituiti in

azienda confiscati ai sensi della medesima legge n. 575 del 1965.

  1. La misura percentuale prevista dall’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 31 dicembre 1991, n.

419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172, può essere rideterminata,

in relazione alle esigenze del Fondo, con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il

Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e con il Ministro dell’industria,

del commercio e dell’artigianato.

  1. Con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della

programmazione economica e con il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sono

emanate, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le norme regolamentari

necessarie per l’attuazione di quanto disposto dal comma 1, lettera a).

Art. 19 – (Comitato di solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura)

  1. Presso il Ministero dell’interno è istituito il Comitato di solidarietà per le vittime dell’estorsione e

dell’usura. Il Comitato è presieduto dal Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket

e antiusura, nominato dal Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno, anche al di

fuori del personale della pubblica amministrazione, tra persone di comprovata esperienza

nell’attività di contrasto al fenomeno delle estorsioni e dell’usura e di solidarietà nei confronti delle

vittime. Il Comitato è composto:

  1. a) da un rappresentante del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato;
  2. b) da un rappresentante del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica;
  3. c) da tre membri designati dal CNEL ogni due anni, assicurando la rotazione tra le diverse

categorie, su indicazione delle associazioni nazionali di categoria in esso rappresentate;

  1. d) da tre membri delle associazioni iscritte nell’elenco di cui all’articolo 13, comma 2, nominati ogni

due anni dal Ministro dell’interno, assicurando la rotazione tra le diverse associazioni, su

indicazione delle associazioni medesime;

  1. e) da un rappresentante della Concessionaria di servizi assicurativi pubblici Spa (CONSAP), senza

diritto di voto.

  1. Il Commissario ed i rappresentanti dei Ministeri restano in carica per quattro anni e l’incarico non

è rinnovabile per più di una volta.

  1. Al Comitato di cui al comma 1 sono devoluti i compiti attribuiti al Comitato istituito dall’articolo

5 del decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio

1992, n. 172, e successive modificazioni.

  1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento previsto dall’articolo 21, la gestione

del Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive, istituito dall’articolo 18 della

presente legge, e del Fondo di solidarietà per le vittime dell’usura, istituito dall’articolo 14, comma

1, della legge 7 marzo 1996, n. 108, è attribuita alla CONSAP, che vi provvede per conto del

Ministero dell’interno sulla base di apposita concessione.

  1. Gli organi preposti alla gestione dei Fondi di cui al comma 4 e i relativi uffici sono tenuti al

segreto circa i soggetti interessati e le procedure di elargizione. Gli organi preposti alla gestione dei

Fondi sono altresì tenuti ad assicurare, mediante intese con gli ordini professionali e le associazioni

nazionali di categoria rappresentate nel CNEL, nonchè con le associazioni o con le organizzazioni

indicate nell’articolo 13, comma 2, anche presso i relativi uffici, la tutela della riservatezza dei

soggetti interessati e delle procedure di elargizione.

  1. La concessione del mutuo di cui al comma 6 dell’articolo 14 della legge 7 marzo 1996, n. 108, è

disposta con decreto del Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura su

deliberazione del Comitato di cui al comma 1 del presente articolo.

Si applica la disposizione di cui al comma 2 dell’articolo 14 della suddetta legge n. 108 del 1996.

Art. 20 – (Sospensione di termini)

  1. A favore dei soggetti che abbiano richiesto o nel cui interesse sia stata richiesta l’elargizione

prevista dagli articoli 3, 5, 6 e 8, i termini di scadenza, ricadenti entro un anno dalla data dell’evento

lesivo, degli adempimenti amministrativi e per il pagamento dei ratei dei mutui bancari e ipotecari,

nonchè di ogni altro atto avente efficacia esecutiva, sono prorogati dalle rispettive scadenze per la

durata di trecento giorni.

  1. A favore dei soggetti che abbiano richiesto o nel cui interesse sia stata richiesta l’elargizione

prevista dagli articoli 3, 5, 6 e 8, i termini di scadenza, ricadenti entro un anno dalla data dell’evento

lesivo, degli adempimenti fiscali sono prorogati dalle rispettive scadenze per la durata di tre anni.

  1. Sono altresì sospesi, per la medesima durata di cui al comma 1, i termini di prescrizione e quelli

perentori, legali e convenzionali, sostanziali e processuali, comportanti decadenze da qualsiasi

diritto, azione ed eccezione, che sono scaduti o che scadono entro un anno dalla data dell’evento

lesivo.

  1. Sono sospesi per la medesima durata di cui al comma 1 l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio

di immobili e i termini relativi a processi esecutivi mobiliari ed immobiliari, ivi comprese le vendite

e le assegnazioni forzate.

  1. Qualora si accerti, a seguito di sentenza penale irrevocabile, o comunque con sentenza esecutiva,

l’inesistenza dei presupposti per l’applicazione dei benefici previsti dal presente articolo, gli effetti

dell’inadempimento delle obbligazioni di cui ai commi 1 e 2 e della scadenza dei termini di cui al

comma 3 sono regolati dalle norme ordinarie.

  1. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5 si applicano altresì a coloro i quali abbiano richiesto

la concessione del mutuo senza interesse di cui all’articolo 14, comma 2, della legge 7 marzo 1996,

  1. 108, nonché a coloro che abbiano richiesto l’elargizione prevista dall’articolo 1 della legge 20

ottobre 1990, n. 302.

  1. La sospensione dei termini di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 ha effetto a seguito del parere favorevole

del prefetto competente per territorio, sentito il presidente del tribunale.

Art. 21 – (Regolamento di attuazione)

  1. Con regolamento emanato entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della

presente legge, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Governo

adotta norme per:

  1. a) razionalizzare ed armonizzare le procedure relative alla concessione dell’elargizione a favore

delle vittime dell’estorsione e alla concessione del mutuo senza interesse di cui all’articolo 14,

comma 2, della legge 7 marzo 1996, n. 108, nonché unificare i Fondi di cui all’articolo 19, comma

4, della presente legge;

  1. b) stabilire i princìpi cui dovrà uniformarsi il rapporto concessorio tra il Ministero dell’interno e la

CONSAP;

  1. c) snellire e semplificare le procedure di cui alla lettera a), con particolare riguardo agli

adempimenti istruttori da attribuire al prefetto competente per territorio, al fine di assicurare alle

procedure stesse maggiore celerità e speditezza, secondo criteri idonei ad assicurare la tutela della

riservatezza degli interessati, in particolare in caso di domanda inoltrata dal consiglio nazionale del

relativo ordine professionale o da un’associazione nazionale di categoria;

  1. d) individuare, nell’ambito del Ministero dell’interno, gli uffici preposti alla gestione del rapporto di

concessione con la CONSAP, attribuendo agli stessi compiti di assistenza tecnica e di supporto al

Comitato di cui all’articolo 19;

  1. e) individuare, nei casi in cui l’elargizione a carico del Fondo di solidarietà per le vittime delle

richieste estorsive e del Fondo di solidarietà per le vittime dell’usura sia stata richiesta per il ristoro

di un danno conseguente a lesioni personali, le relative modalità di accertamento medico;

  1. f) prevedere forme di informazione, assistenza e sostegno, poste a carico del Fondo di cui

all’articolo 18, per garantire l’effettiva fruizione dei benefici da parte delle vittime.

  1. Lo schema di regolamento di cui al comma 1 è trasmesso, entro il quarantacinquesimo giorno

antecedente alla scadenza del termine di cui al medesimo comma 1, alla Camera dei deputati ed al

Senato della Repubblica, per l’espressione del parere da parte delle competenti Commissioni

parlamentari. Trascorsi trenta giorni dalla data di trasmissione, il regolamento è emanato anche in

mancanza del parere.

Art. 22 – (Modifica all’articolo 14 della legge n. 108 del 1996)

  1. All’articolo 14, comma 2, della legge 7 marzo 1996, n. 108, sono aggiunte, in fine, le parole: «La

concessione del mutuo è esente da oneri fiscali».

  1. Gli oneri finanziari derivanti dall’esenzione prevista dall’articolo 14, comma 2, della legge 7

marzo 1996, n. 108, come modificato dal comma 1 del presente articolo, sono posti a carico del

Fondo di cui all’articolo 18 della presente legge.

Art. 23 – (Modifica all’articolo 6 della legge n. 302 del 1990)

  1. Il comma 1 dell’articolo 6 della legge 20 ottobre 1990, n. 302, è sostituito dal seguente:

«1. Nei casi previsti dalla presente legge, gli interessati devono presentare domanda non oltre tre

mesi dal passaggio in giudicato della sentenza».

Art. 24 – (Disposizioni transitorie)

  1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 2, le disposizioni della presente legge si applicano anche

in relazione agli eventi dannosi verificatisi anteriormente alla data della sua entrata in vigore. Se, a

tale data, sono decorsi i termini stabiliti dall’articolo 13, commi 3 e 4, la domanda può essere

presentata, a pena di decadenza, entro duecentoquaranta giorni dalla data predetta.

  1. Se per gli eventi indicati nel comma 1 è stata presentata domanda e sulla stessa non è stata ancora

adottata una decisione, il Comitato di cui all’articolo 19 invita l’interessato a fornire le integrazioni

eventualmente necessarie.

  1. Se sulla domanda di cui al comma 2 è già stata adottata una decisione, la domanda stessa può

essere ripresentata entro il medesimo termine previsto dal comma 1. Il Comitato di cui all’articolo

19 invita l’interessato a fornire le integrazioni eventualmente necessarie.

Art. 25 – (Abrogazioni)

  1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui all’articolo 21, e comunque non

oltre il centottantesimo giorno dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate le

seguenti disposizioni:

  1. a) il capo I del decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla legge

18 febbraio 1992, n. 172, e successive modificazioni;

  1. b) il decreto-legge 27 settembre 1993, n. 382, convertito, con modificazioni, dalla legge 18

novembre 1993, n. 468.

  1. Al comma 31 dell’articolo 24 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, le parole: «l’elargizione

prevista dal decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18

febbraio 1992, n. 172, e successive modificazioni, e dal decreto-legge 27 settembre 1993, n. 382,

convertito, con modificazioni, dalla legge 18 novembre 1993, n. 468, recanti norme a sostegno delle

vittime di richieste estorsive,» sono soppresse.

  1. Fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui all’articolo 21, e comunque non oltre il

centottantesimo giorno dalla data di entrata in vigore della presente legge, continuano ad essere

applicate le disposizioni di cui alle lettere a) e b) del comma 1 ed al comma 2 del presente articolo.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti

normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla

osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addì 23 febbraio 1999.

SCALFARO

D’ALEMA, Presidente del Consiglio dei Ministri

Visto, il Guardasigilli: DILIBERTO

Le modifiche alla legge 44/1999

L’articolo 2 della legge 3/2012 apporta modifiche alla richiamata legge 44/1999 (Disposizioni concernenti il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura). Come accennato, detto Fondo è ora confluito nel Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell’usura.

La riformulazione dell’articolo 3 della legge 44 è volta anzitutto a precisare il concetto di evento lesivo (che costituisce presupposto per l’elargizione a favore dei soggetti vittime di estorsioni), confermando che esso ricorre in presenza di un danno a beni mobili o immobili, o di lesioni personali o di mancato guadagno inerente all’attività esercitata. Due commi aggiuntivi (1-bis e 1-ter) introducono disposizioni identiche a quelle dell’art. 14, commi 2-bis e 2-ter, L. 108/1996 (v. ante) in relazione sia alla possibilità di accesso all’elargizione del Fondo antiracket anche per l’imprenditore dichiarato fallito, sia alla non imputabilità dell’elargizione alla massa fallimentare.

Un nuovo art. 18-ter affida agli enti locali specifici funzioni di sostegno alle attività economiche in funzione antiestorsiva prevedendo il possibile esonero da tributi o canoni locali in favore di imprenditori che subiscono eventi lesivi volti a costringerli al pagamento del “pizzo”.

Una ulteriore modifica concerne l’art. 19 relativo al Comitato di solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura presso il Ministero dell’interno.

Tale Comitato ha compiti consultivi, propositivi e di verifica della rispondenza della gestione del Fondo alle finalità previste dalla legge. In particolare spetta al Comitato deliberare la concessione dell’elargizione, poi concretamente disposta con decreto del Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura (trasmesso alla Consap, che provvede a darne esecuzione).

La composizione del Comitato prevedeva oltre, al Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura (che lo presiede) altri nove membri: un rappresentante del Ministero dello sviluppo economico ed uno del Ministero dell’economia; tre membri designati dal CNEL ogni due anni, assicurando la rotazione tra le diverse categorie; tre membri delle associazioni od organizzazioni antiracket iscritte nell’elenco tenuto dal Prefetto (art. 13, comma 2) nominati ogni due anni dal Ministro dell’interno (assicurando la rotazione tra le diverse associazioni od organizzazioni), su indicazione delle medesime; un rappresentante della Concessionaria di servizi assicurativi pubblici Spa (CONSAP), senza diritto di voto. Il Commissario ed i rappresentanti dei Ministeri restano in carica per quattro anni e l’incarico è rinnovabile una sola volta.

La novella incide sulle modalità di nomina dei tre rappresentanti delle associazioni antiracket, prevedendone in particolare la designazione da parte delle associazioni più rappresentative a livello nazionale (iscritte nell’elenco tenuto dal prefetto ex art. 13 (condizioni e requisiti per l’iscrizione nell’elenco e modalità per la relativa tenuta sono disciplinati dal DM 220/2007).

Modifiche sono, poi, introdotte all’art. 20 della legge n. 44/1999:

  • attraverso la modifica al comma 7, ai fini dell’efficacia delle sospensioni e proroghe dei termini sostanziali e processuali, si richiede il parere favorevole del PM competente per le indagini sull’estorsione, piuttosto che, come nel testo previgente, del prefetto competente per territorio, sentito il presidente del tribunale. Si precisa, inoltre, in presenza di una pluralità di procedimenti penali che riguardano la medesima persona offesa, la competenza del procuratore della Repubblica del procedimento iniziato anteriormente;
  • vengono introdotti due commi aggiuntivi, l’uno di natura procedurale volto a prevedere che il prefetto, ricevuta la domanda di elargizione compili l’elenco delle procedure esecutive in corso a carico del richiedente informando senza ritardo il procuratore della Repubblica competente e che quest’ultimo trasmetta entro sette giorni il proprio parere al giudice dell’esecuzione (comma 7-bis); l’altro volto ad escludere che nelle procedure esecutive che riguardino debiti nei confronti di pubbliche amministrazioni possano essere applicati interessi e sanzioni nei confronti del soggetto esecutato a partire dal giorno d’inizio dell’evento lesivo fino al termine del periodo di sospensione o di proroga dei termini (comma 7-ter).

Altre misure

L’articolo 3 della legge 3/2012 interviene sull’articolo 1, comma 881, della legge finanziaria 2007 (L. 27 dicembre 2006, n. 296), in materia di confidi.

Il citato comma 881 ha previsto che i consorzi di garanzia collettiva fidi (cd. “confidi”), provvedono ad imputare al fondo consortile o al capitale sociale le risorse proprie costituite da fondi rischi o da altri fondi o riserve patrimoniali derivanti da contributi dello Stato, degli enti locali o territoriali o di altri enti pubblici. Tali risorse sono attribuite unitariamente al patrimonio a fini di vigilanza dei relativi confidi, senza vincoli di destinazione.

La disposizione integra la formulazione della norma prevedendo che i vincoli di destinazione, soppressi dalla citata disposizione con riferimento ai confidi in genere, permangano in relazione ai soggetti beneficiari del Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura.

Gli articoli 4 e 5 della legge intervengono sul codice penale.

L’articolo 4 novella l’art. 629 c.p. aumentando l’entità della multa per il delitto di estorsione aggiungendo, inoltre, una nuova circostanza aggravante speciale.

Il previgente art. 629c.p. puniva con la reclusione da cinque a dieci anni e con la multa da 516 a 2.065 euro chiunque, mediante violenza o minaccia, avesse costretto taluno a fare o ad ammettere qualche cosa, procurando a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno (primo comma). La pena era, invece, la reclusione da sei a venti anni e la multa da 1.032 a 3.098 euro se concorreva taluna delle seguenti circostanze: violenza o minaccia commessa con armi o da persona travisata, o da più persone riunite; violenza consistente nel porre taluno in stato di incapacità di volere o di agire; violenza o minaccia posta in essere da persona che fa parte di associazione mafiosa (secondo comma).

L’estorsione è punita dal nuovo art. 629 c.p.  – oltre che con la reclusione da 5 a 10 anni con la multa da 1.000 a 4.000 euro; la fattispecie aggravata del secondo comma con la multa da 5.000 a 15.000 euro.

L’articolo 5 della legge 3/2012  novella, infine, l’art. 135 del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs 163/2006) stabilendo che – oltre per le altre fattispecie previste – anche la condanna irrevocabile dell’appaltatore per usura e riciclaggio comporta che il responsabile del procedimento debba proporre alla stazione appaltante la risoluzione del contratto.

 Segnaliamo infine come si rileva il tasso di usura da un link dell’Avv. Andreani

Tasso di Usura

Fonte e link: http://www.avvocatoandreani.it/servizi/calcolo_tasso_usura.php

Il Ministero del Tesoro rileva ogni trimestre il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) degli interessi praticati dall’intero sistema bancario e finanziario italiano; i tassi medi comprendono spese e commissioni ma non la commissione di massimo scoperto.

Ai fini della determinazione degli interessi usurari ai sensi dell’Art. 2 della legge n. 108/1996, i tassi rilevati devono essere aumentati della metà; se ad esempio il tasso medio dei mutui a tasso fisso in un determinato trimestre è il 5%, il tasso di usura per lo stesso trimestre è il 7,5%.

I tassi “tassi di usura” o “tassi usurari” costituiscono il livello massimo oltre il quale si configura il reato di usura.

Nuovo Metodo di Calcolo in vigore dal 14 maggio 2011

L’ Art. 8, comma d, del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, modifica radicalmente il metodo di calcolo del tasso si usura stabilendo che, il limite oltre il quale gli interessi sono ritenuti usurari è calcolato aumentando il tasso effettivo globale medio (TEGM) del 25%, ad aggiungendo al valore ottenuto un margine di ulteriori quattro punti percentuali. La differenza tra il tasso di usura e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali.
Sulla base dell’esempio precedente avremo quindi che il nuovo tasso di usura relativo ad un TEGM del 5% sarà uguale al 5% + 1,25% + 4% = 10,25%.
Per ulteriori approfondimenti leggi l’articolo pubblicato.
Questa utility è stata aggiornata con le ultime disposizioni mantenendo comunque attiva la metodologia di calcolo per periodi antecedenti; poichè l’applicazione richiede l’inserimento di anno e mese, e non di una data, abbiamo stabilito convenzionalmente che fino a maggio 2011 (compreso) sarà applicato ancora il vecchio metodo di calcolo mentre da giugno 2011 (compreso) quello nuovo.
Quindi, chi vuole calcolare il tasso di usura in una data compresa tra il 14 ed il 31 maggio potrà utilizzare come mese di riferimento giugno 2011, mentre per calcolare il tasso di usura tra il 1° ed il 13 maggio si può usare come mese di riferimento maggio 2011.

Tasso di Interesse: TAN e TAEG

La percentuale da inserire nel campo “Tasso di interesse”, per verificare se questo è superiore al tasso di usura, deve essere conosciuta preventivamente.
Inizialmente si considerava come riferimento per il raffronto con il tasso di usura il cosiddetto TAN (Tasso Annuale Nominale), che è un tasso stabilito contrattualmente quando si richiede un fido bancario o qualsiasi altra forma di finanziamento.
In altre parole, il TAN è il tasso di interesse richiesto dall’istituto di credito per la concessione del finanziamento, calcolato in percentuale sul capitale finanziato (qui si innesta la problematica dell’ anatocismo, ovvero l’applicazione degli interessi sugli interessi).
Successivamente si è sentita le necessità di adeguare la normativa in modo da contemplare le molteplici realtà presenti nel mondo creditizio e nel contempo tutelare maggiormente i consumatori, arrivando a formulare una definizione più completa di “tasso di interesse”, che tenesse conto anche di tutti gli oneri supplementari gravanti sul beneficiario del finanziamento.
Si arriva così a definire il cosiddetto TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) che, oltre al TAN, incorpora anche tutte le spese e gli oneri (fissi e variabili) per l’erogazione del finanziamento.

NOTA:
Nel caso in cui si ritiene necessario considerare per il calcolo anche il tasso di mora, secondo quanto stabilito in alcune recenti sentenze della Cassazione, questo deve essere aggiunto al tasso di interesse prima di inserire il valore nel campo.

Normativa e Giurisprudenza

L’art. 644 del Codice Penale recita: “Per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito“.
In altri termini per calcolare il tasso effettivamente applicato in un’operazione di finanziamento si deve tener conto sia del tasso nominale calcolato sul capitale, sia di tutti quei costi che sono strettamente correlati al finanziamento stesso (il TAEG).
Oltre al codice penale, le disposizioni in materia di usura sono contenute nella legge L. 108 del 3/7/1996 e successive modificazioni.

Per quanto riguarda gli affidamenti (fidi) sul conto corrente si è dibattuto spesso in passato se includere negli oneri di cui all’art. 644 c.p. quella che comunemente viene definita la commissione sul massimo scoperto (CMS), ovvero un costo aggiuntivo calcolato in percentuale sull’importo massimo dello scoperto rilevato in un determinato periodo.

A tal proposito segnaliamo le sentenze della Cassazione Penale n. 262/2010 e n. 12028/2010 in cui si ribadisce l’inclusione del CMS tra gli oneri da considerare ai fini del tasso di usura. La stessa Cassazione stabilisce inoltre che non si deve tener conto di eventuali indicazioni contrarie, anche se fornite dagli istituti di credito centrali, in quanto palesemente in contrasto con l’articolo 644 del codice penale.

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