Roma, Marino ci ripensa: ritirate le dimissioni. Il Pd ai suoi consiglieri: “Via dal Campidoglio”

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Roma, Marino ci ripensa: ritirate le dimissioni. Il Pd ai suoi consiglieri: “Via dal Campidoglio”

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Il sindaco di Roma, Ignazio Marino (ansa)

Fonte e link: http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/10/29/news/roma_marino_non_ho_niente_da_chiedere_non_devo_negoziare_-126138740/?refresh_ce

Dietrofront del sindaco a tre giorni dalla decadenza d’ufficio. E’ sfida al Nazareno. Il vice Causi, e i tre assessori Esposito, Sabella e Rossi Doria confermano l’addio. In mattinata il primo cittadino in Campidoglio: “Non devo negoziare con nessuno”. Sulle affermazioni di Cantone (“Milano capitale morale”), replica: “Gli anticorpi nella capitale esistono, devono essere valorizzati”. Renzi? “Ho di meglio da fare che andare in aeroporto”, ha detto.

“Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha firmato la lettera con la quale ritira le dimissioni presentate lo scorso 12 ottobre”. La nota ufficiale arriva dal Campidoglio poco prima delle 16.30. A tre giorni dalla scadenza del suo mandato e dalla nomina di un commissario per la città e dopo 17 giorni di tira e molla, il primo cittadino ci ha dunque ripensato.

Appena poche ore prima il commissario del Pd Roma Matteo Orfini aveva convocato i consiglieri comunali dem al Nazareno temendo il dietrofront del sindaco. “Se Marino dovesse ripensarci e decidere di restare alla guida del Campidoglio – la linea del partito – i consiglieri del Pd si dimetterebbero subito dal loro incarico”. Ora dunque, visto che il sindaco ha deciso di sfidare il Nazareno, si profila questa ipotesi.

Intanto a lasciare sono il vicesindaco Marco Causi e l’assessore ai Trasporti Stefano Esposito che confermano le loro dimissioni. Entrambi erano entrati nella giunta Marino con l’ultimo rimpasto, quello della “fase due”. Già protocollate le loro lettere di addio “e non credo saremo i soli” dice il titolare alla Mobilità. L’assessore alla Mobilità Alfonso Sabella è pronto a farsi da parte: “Lunedì tornerò a fare il magistrato” dice a SkyTg24. E lo stesso dice il titolare della Scuola Marco Rossi Doria. Anche loro due “new” entry della giunta.

Per staccare la spina al sindaco in Consiglio comunale invece non basta il passo indietro dei soli 19 consiglieri capitolini dem: in base al Testo unico degli enti locali, infatti, lo scioglimento del consiglio avviene con le dimissioni contestuali della metà più uno dei membri. Essendo 48 i consiglieri, servono le dimissioni di almeno 25 di loro. Ma i numeri per far cadere l’Aula ci sarebbero perché pronti a lasciare non sono solo i dem. A loro si potrebbero accodare almeno altri sei consiglieri, forse di più. In pole i 2 della Lista Marchini, Daniele Parrucci di Centro Democratico, i 2 di Fratelli d’Italia, Roberto Cantiani di Ncd, l’ex sindaco Gianni Alemanno, Alessandro Cochi del Misto, i fittiani Ignazio Cozzoli e Francesca Barbato e Marco Pomarici di Noi con Salvini.

Marino: “Sto riflettendo. Niente da chiedere, né da negoziare”

In mattinata, il sindaco dimissionario, prima di salire nel suo ufficio, aveva rilasciato alcune dichiarazioni. Riferendosi alle affermazioni del presidente dell’Anac Raffaele Cantone su Milano tornata ad essere capitale morale, mentre Roma sta dimostrando di non avere quegli anticorpi di cui ha bisogno e che tutti auspichiamo possa avere”, Marino ha risposto: “A Roma gli anticorpi esistono, questa piazza domenica scorsa ne ha visti migliaia e nella città ce ne sono milioni ma vanno valorizzati da noi delle istituzioni perché, anche all’interno di un organismo vivente, se gli anticorpi vengono annichiliti non potranno svolgere bene la propria funzione”.

Marino risponde a Cantone: “A Roma anticorpi ci sono, ma vanno valorizzati”
In Campidoglio continua intanto da giorni il presidio fisso in sostegno del sindaco. Al suo arrivo stamani, oltre alle telecamere e ai giornalisti, c’era anche chi gli ha gridato: “Marino sei un eroe”, mentre un altro ha esposto un cartello con la scritta ‘Non mollare, falli crepare’, che è stato autografato dal primo cittadino. Davanti al Nazareno un altro cittadino ha portato il cartello “Marino resisti”.

Le ultime ore, prima del dietrofront odierno del sindaco, sono state vissute sul filo dell’incertezza. La giornata di ieri si è conclusa con la frase del sindaco “sto ancora riflettendo” al termine di un incontro fiume a casa di Marco Causi tra lo stesso Marino e il presidente del partito: prove tecniche di dialogo tra Campidoglio e Pd, negato invece da Matteo Renzi, che da Cuba dice “La linea del partito è quella di Orfini”. Il “no” a un incontro tra il premier e il sindaco aveva lasciato ipotizzare nelle ore scorse un possibile blitz in aeroporto del secondo al rientro del primo dal suo viaggio in Sud America. Ma Marino ha poi precisato: “Ho cose più serie da fare che andare negli aeroporti, in questi giorni”.

Marino: ”Renzi? Ho cose più serie che andare in aeroporto’
Oggi intanto alle 19.30 la giunta comunale doveva tornare a riunirsi per parlare anche della pedonalizzazione completa di via dei Fori Imperiali. La delibera sulla storica strada nel cuore della città, da cui verrebbero banditi anche bus e taxi, ha fatto ieri il suo ingresso ufficiale in giunta, dove è stata oggetto di una prima discussione. E alla fine si è deciso di approfondire alcuni nodi prima dell’ok definitivo che potrebbe arrivare con la giunta convocata per oggi o con quella che potrebbe essere fissata in zona Cesarini venerdì. La sperimentazione potrebbe partire sotto Natale e durare circa un anno. Prima però alle 18 Marino era atteso ad un altro appuntamento: “Ci vediamo in via Guido Reni, dove presenteremo insieme all’assessore Caudo due anni di trasformazione urbana, due anni di rivoluzione urbanistica straordinari per la città di Roma” aveva detto.

Dopo il ritiro delle dimissioni si attende di capire se ci saranno mutazioni in agenda.

E la prossima sarà una settimana delicata a Roma, sia in Campidoglio sia in tribunale. Il 5 novembre, infatti, inizia il processo di Mafia Capitale, ossia tre giorni dopo che le dimissioni di Marino, se non dovesse ritirarle, saranno diventate effettive. “Se sarò presente al processo di Mafia Capitale? Non ho nessuna anticipazione da fare”, commenta il sindaco in bilico.

IL NOSTRO COMMENTO: Prima si dimette! Poi ritira le dimissioni! Ma che buffonate sono queste! Come crede Marino di poter governare se il PD gli ritira i consiglieri che formano la maggioranza! Sono sufficienti 25 consiglieri per far cadere il consiglio. Ma i conti Marino li ha fatti! Oppure pensa che il PD di Renzi lo aiuti! Se pensa questo è fuori strada! In un nostro precedente articolo abbiamo detto che Marino ha fatto due grosse cazzate La prima è stata quella di raccontare bugie ai Romani ed agli Italiani. Avrebbe fatto passare le spese private (cene e pranzi!) per pubbliche! Avrebbe, cioè, effettuato, il pagamento con la carta di credito del Comune. La seconda cazzata è stata la dichiarazione di volerle rimborsare. Chi commette queste leggerezze non ha attenuanti! Il Partito, infatti, lo ha mollato. Gli Italiani pure! Gli Italiani sono un Popolo strano in politica. Ti perdonano se vai con un mafioso oppure a puttane. Non ti perdonano, neanche se cala Dio, se racconti BUGIE! E’ strano ma è così! Provare per credere! Secondo Noi Marino ha chiuso con la politica. Ove mai si dovesse andare alle urne Marino perderebbe senza alcun dubbio! Provare per credere! Intanto Roma brucia per la seconda volta!

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Categories: Politica

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