Un limone protegge da infezioni gastrointestinali

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Un limone protegge da infezioni gastrointestinali

limone

Il succo dell’agrume rappresenta una protezione naturale contro il Norovirus

Fonte e link: http://www.lastampa.it/2015/08/28/scienza/benessere/un-limone-protegge-da-infezioni-gastrointestinali-6SE0l1gFAvXOo5wCnAdUwI/pagina.html?zanpid=2072389173704528896

Il succo di limone ci protegge dalle infezioni, riducendo la possibilità di contrarre infezioni da Norovirus, causa di disturbi gastrointestinali anche gravi. Lo hanno svelato i ricercatori dell’Università di Heidelberg, del German Cancer Research Center (DKFZ) e dell’University of New South Wales in Australia, in uno studio pubblicato sulla rivista Virology.

IL CITRATO ALTERA LA MORFOLOGIA DEL VIRUS

Il citrato del succo di limone o i disinfettanti contenenti citrato possono cambiare la forma delle proteine esterne del virus, impedendogli così di infettare le cellule. Questo lavoro è la continuazione di uno studio precedente finanziato dall’NIH nel quale gli autori avevano notato che il citrato si lega alla proteina del capside, la struttura esterna del norovirus. Questa volta, i ricercatori hanno osservato l’effetto di concentrazioni crescenti di citrato su un virus con caratteristiche simili al norovirus umano, non coltivabile in laboratorio, notando che le particelle del virus modificano la propria forma dopo essersi legate col citrato, come confermato anche dalla cristallografia a raggi X.

Questo meccanismo di alterazione morfologica potrebbe spiegare perché il citrato riduce l’infettività delle particelle virali: «Qualche goccia di succo di limone su cibo o superfici contaminate potrebbe quindi prevenire la trasmissione del virus» ha ipotizzato il responsabile dello studio Grant Hansman, alla guida del gruppo di ricerca sui norovirus del German Cancer Research Center e dell’Università di Heidelberg.

UNA PRIORITÀ PER LA SALUTE PUBBLICA

Il norovirus è un virus molto contagioso. Costituisce la più frequente causa di gastroenteriti acute di origine non batterica, i cui sintomi sono crampi allo stomaco, diarrea, nausea e vomito. Si trasmette per via orale e fecale o tramite le mani o gli alimenti contaminati. Proprio come l’influenza stagionale, il norovirus ha la sua massima diffusione nei mesi invernali.

Nel 2012, dei 351mila decessi per patologie enteriche di origine alimentare nel mondo, 35mila sono stati causati da norovirus. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), sono ogni anno circa 20 milioni gli americani che lo contraggono, circa 70mila i ricoveri e quasi 800 i decessi. Capirne i meccanismi di diffusione è stata definita una priorità di salute pubblica da Aron Hall il responsabile del Norovirus Epidemiology Program dei CDC.

Ora, gli scienziati stanno indagando l’effetto dell’acido citrico su coloro che già sono stati infettati dal norovirus, per verificare se funzioni anche nel ridurre i sintomi.

IL NOSTRO COMMENTO: Per capire bene l’articolo occorre sapere, a grandi linee, cosa sia il Norovirus. Leggete sotto:

Norovirus

Fonte e link: http://www.epicentro.iss.it/problemi/norovirus/norovirus.asp

“Isolati e scoperti nel 1972, i norovirus appartengono alla famiglia dei Caliciviridae, virus a singolo filamento di Rna, e rappresentano uno tra gli agenti più diffusi di gastroenteriti acute di origine non batterica, costituendo così un serio problema nel campo della sicurezza alimentare. Sono anche comunemente noti come virus di Norwalk, dal nome della città dell’Ohio centro di un’epidemia di gastroenterite nel 1968. Le infezioni causate da norovirus si manifestano soprattutto in contesti comunitari, negli ospedali, nelle case di riposo, nelle scuole o, tipicamente, in ambienti confinati, come per esempio le navi da commercio e da crociera. Non coltivabili, i norovirus hanno posto qualche problema diagnostico in passato. Fino a qualche anno fa, infatti, era possibile identificarli solo con l’osservazione al microscopio elettronico, date le minuscole dimensioni, o misurando la presenza di anticorpi nel sangue. Da una decina d’anni sono stati sviluppati test diagnostici rapidi con l’uso di marcatori molecolari su campioni di feci. A oggi, sono noti quattro genotipi di norovirus, da GI a GIV, sottodivisi in almeno 20 cluster.

Sintomi e decorso
Il periodo di incubazione del virus è di 12-48 ore, mentre l’infezione dura dalle 12 alle 60 ore. I sintomi sono quelli comuni alle gastroenteriti, e cioè nausea, vomito, soprattutto nei bambini, diarrea acquosa, crampi addominali. In qualche caso si manifesta anche una leggera febbre. La malattia non ha solitamente conseguenze serie, e la maggior parte delle persone guarisce in 1-2 giorni senza complicazioni. Normalmente, l’unica misura è quella di assumere molti liquidi per compensare la disidratazione conseguente a vomito e diarrea. In particolare, la disidratazione può rappresentare una complicazione più seria per i bambini, gli anziani e i soggetti con precario equilibrio metabolico o cardiocircolatorio, e può quindi richiedere una certa attenzione medica.
Non esiste un trattamento specifico contro il norovirus, né un vaccino preventivo. I meccanismi di immunizzazione contro il norovirus sono poco conosciuti, e secondo i Cdc l’immunità dura solo alcuni mesi: lo stesso individuo quindi può essere infettato dal virus più volte nel corso della vita.

Trasmissione del virus
Il virus è altamente infettivo e bastano 10 particelle virali a dare vita a un’infezione. Data la loro persistenza nell’ambiente, che permette una loro replicazione e diffusione anche per due settimane dopo l’infezione iniziale, i norovirus sono difficili da controllare ed è quindi necessario applicare rigorose misure sanitarie per prevenirli e contenerli. La trasmissione avviene direttamente da persona a persona, per via orofecale o via aerosol, oppure tramite acqua o cibo infetti, ma anche per contatto con superfici contaminate. Nella maggior parte dei casi documentati, la trasmissione è avvenuta per contaminazione di cibi da parte di un alimentarista, produttore o distributore, subito prima del consumo. Le epidemie sono spesso associate al consumo di insalate, cibi freddi, sandwich, prodotti di panetteria. Il cibo potrebbe essere contaminato alla fonte, da acque infette, sia nel caso di frutti di mare sia di verdure fresche o di frutti di bosco. In molti casi, la contaminazione è stata attribuita alle cisterne di raccolta dell’acqua o a piscine e fontane.

Misure di prevenzione
L’unica forma di controllo efficace del norovirus è l’attuazione di rigorose misure igieniche nella manipolazione e distribuzione di cibi e bevande. I norovirus sono piuttosto resistenti nell’ambiente, sopravvivono a temperature sopra i 60° C e anche in presenza di cloro, normalmente utilizzato per disinfettare le acque potabili. Inoltre, rimangono nelle feci delle persone infette per almeno 72 ore dopo la guarigione.
È quindi evidente che solo misure molto stringenti, a partire da un’accurata igiene personale degli addetti alla manipolazione e distribuzione dei cibi, possono prevenirne la diffusione. Vale in questo caso la serie di norme e consigli tipici della prevenzione di qualsiasi tossinfezione alimentare:

  • lavarsi le mani molto bene prima di toccare i cibi
  • non lavorare e soprattutto non stare a contatto con il cibo quando si è indisposti, soprattutto se si è affetti da gastroenterite, e fino a tre giorni dopo la guarigione
  • lavare e disinfettare accuratamente tutti i materiali e le superfici (dalle tovaglie e tovaglioli ai grembiuli e teli da lavoro, fino agli utensili) che possano essere venuti a contatto con una persona infetta e/o con il virus
  • utilizzare solo cibi di provenienza certificata, soprattutto nel caso di alimenti che vengono cotti poco, come i frutti di mare o le verdure fresche
  • eliminare tutte le scorte alimentari che potrebbero essere state contaminate da un addetto infetto e/o da altre fonti di norovirus
  • tenere separati i soggetti che portano pannolini e pannoloni, soprattutto in asili e case di riposo, dalle aree dove viene preparato e distribuito il cibo.”

Bevetevi un bicchiere di acqua con succo di limone la mattina appena alzati. Se non ci sono controindicazioni è salutare.

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Categories: Cronaca e Attualità, Medicina e Psicologia

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