Vaticano, clero e ricchezza: ecco i cardinali milionari

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Vaticash, clero e ricchezza: ecco i cardinali milionari

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Scritto da Flavia Sciolette

Fonte e link: http://www.ilnumerozero.com/attualita-e-costume/8866-vaticash-le-ricchezze-dei-cardinali-milionari.html#

Pubblicato 17 Luglio 2014

Appartamenti, edifici, terreni: in un libro, le fortune di tutti i cardinali, dati aggiornati ad aprile 2014.

San Pietro non aveva conto in banca” ha detto papa Francesco I di recente, il cui nome certo esprime un’intenzione quanto meno a ispirarsi alla povertà, a quella “chiesa dei poveri” tanto cara al fondatore dell’ordine mendicante per eccellenza.

Un conto in banca sembrano averlo però molti sotto la mano di Santa romana Chiesa. E anche bello cospicuo, senza contare le proprietà e i beni.

Precisiamo, moltissimi ottenuti in modo assolutamente lecito, per eredità familiari o lasciti testamentari, molti dei quali raccontati dal giornalista Mario Guarino, su Vaticash, il suo nuovo libro di inchiesta edito da edizioni Koinè.

Condensati in queste pagine vi sono mesi di ricerche catastali, sui patrimoni personali di oltre cento alti prelati, dati aggiornati all’aprile 2014, tutti dichiarati regolarmente al fisco.

Insomma, nessuno scandalo giudiziario, nessun libro denuncia, ma una riflessione su ricchezza e povertà religiosa, con frequenti rimandi ai vangeli e citazioni di Bergoglio.

Tra i nomi che compaiono nel libro, molto ricco e ben documentato, compare anche Monsignor Liberio Andreatta, il responsabile dell’Opera Romana Pellegrinaggi, con 38 fogli di visure immobiliari al catasto, terreni coltivati tra la Maremma e le campagne di Treviso, un edificio di 1432 metri quadrati e tre immobili in usufrutto e una serie di fabbricati rurali tra Fibbianello e Semproniano.

Oppure l’arcivescovo di Palermo, cardinale Paolo Romeo, con 8 appartamenti e sei monolocali, 22 vani abitativi, edifici residenziali, terreni coltivati, tra cui un vastissimo agrumeto.

L’arcivescovo ciellino Ettore Balestrero, classe ’66, pur ricoprendo il ruolo di nunzio apostolico in Colombia., conserva numerose proprietà in Italia, tra cui una residenza di dieci vani a Roma, in via Lucio Afranio, altre quattro unità immobiliari a Genova e un appartamento in nuda proprietà a Stazzano, nell’Alessandrino, dove risulta anche possessore di molti terreni agricoli e boschi da taglio.

Passando per il vescovo Giorgio Corbellini, comproprietario di circa 500 ettari di boschi, due fabbricati e altre centinaia di ettari di pascoli e terreni seminativi sulle colline di Bettola (Piacenza).

Il cardinale Domenico Calcagno presidente dell’Apsa, intestatario di un appartamento di 6,5 vani in via della Stazione di San Pietro e altri quattro edifici residenziali nel suo paese natale.Inoltre, insieme a due parenti, è comproprietario di oltre 70 ettari di campi e vigneti in Piemonte.

E ancora gli appartamenti di Camillo Ruini, di Carlo Maria Viganò e, per terminare in bellezza, un caso a dir poco “singolare”: quello di don Agostino Coppola, ex parroco di Carini, arrestato e condannato perché complice del clan mafioso dei corleonesi.

Fu lo stesso che sposò in segreto Totò Riina quando era in latitanza. Smessi i panni da uomo di Chiesa, a don Coppola vennero sequestrati tutti i beni scoperti dai giudici di Palermo. Eppure, ad oggi, misteriosamente l’ex prete risulta proprietario di 83 ettari di uliveti e 14 di agrumeti a Carini. A nome del defunto e dei suoi familiari è registrato pure il possesso perpetuo (con l’antico sistema dell’enfiteusi) di altri 49 ettari di campagne e due fabbricati a Partinico.

Un viaggio attraverso nomi più o meno noti, che di certo riserverà non poche sorprese.

IL NOSTRO COMMENTO: San Francesco si spogliò di tutti i suoi beni per donarli ai poveri. L’Attuale Papa porta il nome di Francesco, ma solo il nome. Ma Tu guarda! Ironia della sorte! E’ circondato da un alto clero ricco. Perché non raduna tutti questi “Alti Prelati” e gli ripete 10 volte al giorno quanto disse Gesù nel Vangelo secondo Marco (Mc 10,17-30): “……..«Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!».«Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio»

Perché l’attuale Papa – che si fa chiamare Francesco – consente che milioni di persone in Africa ed in altre parti del mondo muoiano di fame ed il Vaticano nuota nelle ricchezze. Perché Papa Bergoglio non vende i beni della Chiesa che ammontano a miliardi di euro e li dona ai poveri salvandoli da sicura morte come, certamente, avrebbe fatto Gesù Cristo se fosse sulla Terra? Parlare è facile. Operare secondo i precetti del Vangelo è un “poco” più difficile. Non è vero Papa Bergoglio? Pulisca la Chiesa dal clero corrotto e pedofilo. Scomunichi i preti pedofili e non solo la mafia. Tolga quella orribile banca dello IOR che ricicla danaro sporco e cassi l’Opus Dei che non serve a niente. Abbia il coraggio di fare queste riforme che il suo predecessore e vivente Papa Benedetto XVI non ha avuto le “palle” di farle ed attualmente vive beato, felice e contento nella Chiesa di Cristo. Noi siamo cattolici e cerchiamo di osservare i comandamenti di Dio. Ma ci teniamo ben lontani di frequentare l’attuale Chiesa che sta diventando peggio dei Nostri politici. Cerchi di fare pulizia Papa Bergoglio. Dio gliene renderà merito. Ma la faccia! Se ci riesce!

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Categories: Religione

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2 replies

  1. I CARDINALI VESCOVI E PRETI RICCHI, SANNO BENISSIMO CHE LA RELIGIONE NON E’ COSA SERIA, BENSI’ HA BASI CAMPATI IN ARIA , QUESTI SONO INTELLIGENTI FURBI ATEI E SE NE FREGANO DEL INVENTATO VANGELO O DELLE PARABOLE MESSE IN BOCCA A GESU’ CRISTO, BASTI RIFLETTERE CHE CRISTO SI LIMITO’ A PRESENTARSI A QUATTRO IGNORANTI DI QUELL’EPOCA SU UN FAZZOLETTO DI TERRA , FREGANDOSENE DEGLI ALTRI POPOLI DEL MONDO. I PROFESSIONISTI RELIGIOSI GODONO DI UN BENESSERE NON INDIFFERENTE E ALLORA ATTACANO IL SOMARO DOVE VUOLE IL PADRONE.
    MAGO PROF. SILVA

  2. Sono peggiori dei politici. Il che è quanto dire!

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