Le Regioni, inutili carrozzoni politici

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Le Regioni, inutili carrozzoni politici

Di Fernando Cannizzaro (27-09-2012)

Le Regioni a Statuto ordinario sono nate nel 1970 con l’attuazione degli artt.117 ss della Carta Costituzionale quali Enti Pubblici Territoriali dotati di sovranità derivata,con funzioni proprie delegate e ripartite. L’intento era quello di creare un decentramento amm.vo sotto il profilo dell’autonomia finanziaria, amm.va  e legislativa alleggerendo il pesante apparato Statale. Sta di fatto però che col passare degli anni le Regioni sono diventati piccoli Stati nello Stato. Molte volte le previsioni in astratto  cozzano con la realtà che è diversa dalle belle idee.  Le Regioni costano miliardi di Euro l’anno e non producono niente. (vedi il Sole 24ore Costo della Politica Regione per Regione)

Diamo qualche altro dato statistico su  quanto ci costano le Regioni;

La CALABRIA, ad esempio,  ci costa tanto:

349 euro ogni cento abitanti, pari ad una cifra complessiva di 7.026.198 euro, il Consiglio regionale della Calabria si pone al dodicesimo posto di una classifica sul peso degli stipendi dei consiglieri sulla popolazione nella graduatoria pubblicata dal Sole 24 Ore sulla base di una propria elaborazione sui rendiconti dei Consigli regionali relativi al 2011 che, fanno sapere, non è comunque omogenea.

La Regione in cui gli stipendi dei consiglieri pesano di più é la Valle d’Aosta con 4.176 euro per ogni 100 abitanti;

la Regione che in termini assoluti spende di più è il Lazio con 24.150.000.

Per quanto riguarda i finanziamenti ai gruppi consiliari, l’analisi del Sole sul rendiconto relativo al 2011, indica in Calabria una spesa complessiva di 4.609.046 euro, che corrisponde a 229 euro ogni cento abitanti, e pone la regione all’ottavo posto dietro Molise, Trento, Valle d’Aosta, Liguria, Sardegna, Sicilia e Friuli Venezia Giulia.

In termini assoluti, la spesa più alta è sostenuta dalla Sicilia con 13.712.000 seguita dalla Lombardia (12.265.752),

I vitalizi, invece, in Calabria, nona nella graduatoria del Sole, pesano per 313 euro 100 abitanti, con un costo complessivo di 6.291.678. Anche in questo caso è il Molise a guidare la classifica, mentre per la cifra assoluta, chi spende di più è la Sicilia con 21.060.240, seguita da Sardegna (16.834.508) e Lazio (16.420.000).

Per quanto riguarda, infine, le spese per il personale, il Sole 24 ore attribuisce alla Calabria (undicesima) una somma di 571 euro per ogni 100 abitanti pari ad un spesa complessiva di 11.480.608. A guidare la classifica è la Valle d’Aosta (4.617 euro per ogni cento abitanti) mentre le Regioni che in termini assoluti spendono di più sono Sicilia (44.218.000), Campania (31.086.556) e Veneto (30.031.448).(tratto dal lametino.it) http://www.lametino.it/Ultimora/calabria-ecco-quanto-ci-costano-i-consiglieri-regionali.html

Dall’esame di questi dati statistici si vede chiaramente che i costi per la gestione delle Regioni  sono esorbitanti e, quel che pesa di più non sono controllabili. (vedi Regione Lazio e non solo Lazio) Da ciò si evince che qualcosa le Regioni, la producono: “LA CORRUZIONE”. Stando così le cose, lo Stato deve pensare seriamente a modificare la Costituzione ed abolire questi Enti inutili e dispendiosi. Non ha senso che vengano adottati  provvedimenti di contenimento della spesa e pseudo controlli sui finanziamenti (come prospettano i politici) perché sono espedienti che lasciano il tempo che trovano. Se lo Stato ha intenzione di bloccare definitivamente questo flusso incontrollato di danaro pubblico verso le Regioni deve muoversi su questi binari:

a)    Modificare la Costituzione e procedere speditamente all’abolizione delle Regioni che si sono rivelate inutili e dispendiosi carrozzoni politici. Verrebbero risparmiati fior di miliardi che potrebbero servire a far decollare immediatamente l’economia invece di far arricchire i politici corrotti;

b)    Adottare immediatamente la legge sulla Corruzione che sancisca una buona volta per sempre e senza mezzi termini l’incandidabilità dei soggetti che  si sono  resi colpevoli di questo reato e di altri contro la pubblica amm.zione (peculato, malversazione,ecc.) ;

c)    Abolire definitivamente il finanziamento pubblico dei partiti – come del resto è stato sancito dal Referendum del 1992, votato a larghissima maggioranza –   e non renderlo operativo mediante artifizi del tipo “rimborsi elettorali” affidando i  controlli sui finanziamenti  stessi a pseudo società esterne che dovrebbero dare garanzie di serietà, perché sono una vera e presa per i fondelli. Lo stesso discorso vale per il finanziamento dei gruppi parlamentari.

Se verranno adottati in tempi relativamente brevi i superiori provvedimenti ( ci rendiamo conto delle difficoltà e delle resistenze dei partiti nell’adozione di simili atti, ma sono necessari se si vuole uscire veramente da questo schifo)  lo Stato finalmente avrà fatto qualcosa di utile e vantaggioso per i propri cittadini. Tutto il resto è poesia e presa per il culo.

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