Tangentopoli venta’anni dopo

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Tangentopoli, Falcone, Borsellino: vent’anni dopo, il senso degli italiani per la legalità

Fonte:blogvoglioscendere


Pubblicato in data 27/giu/2012 da blogvoglioscendere

Se l’Italia non cresce, se gli investimenti esteri non arrivano, la colpa non e’ dell’articolo 18, ma dell’alto tasso di illegalità della nostra economia. Evasione fiscale, corruzione, truffe finanziarie, lavoro nero, sono le vere palle al piede che affossano il nostro paese. Ma nel conto va messa anche la criminalità organizzata: mafia, camorra, ndrangheta fatturano ormai piu’ di qualunque altro grande gruppo industriale italiano, e cioe oltre 100 miliardi all’anno. Soldi liquidi, che finiscono per inquinare anche l’economia sana. La prima grande “riforma” da fare per rilanciare lo sviluppo dunque, sarebbe proprio quella di instaurare un livello di legalità’ decoroso, da paese civile.
E’ questo il tema della serata del 25 giugno al teatro Elfo Puccini di Milano, che vede protagonisti tre celebri rappresentanti del pool milanese di Mani Pulite, Piercamillo Davigo, Francesco Greco e Antonio Di Pietro, e un esponente di spicco del pool palermitano di Falcone e Borsellino, Roberto Scarpinato. Assieme a Nando Dalla Chiesa e a Gianni Barbacetto, del Fatto Quotidiano, faranno il punto sullo stato della lotta alla corruzione e alla mafia.
Oggi Greco e’ l’ultimo superstite del pool di Mani Pulite rimasto alla procura di Milano, dove si occupa di criminalità economica e finanziaria. Davigo e’ giudice in Cassazione, Di Pietro leader dell’Italia del Valori. Per la prima volta dopo vent’anni saranno di nuovo insieme sullo stesso palcoscenico. Insieme a loro Roberto Scarpinato, negli anni Novanta a Palermo con Falcone, oggi procuratore generale a Caltanissetta.
Il titolo della serata e’ ”Tangentopoli, Falcone, Borsellino: vent’anni dopo, il senso degli italiani per la legalità”. A partire dalla trattativa Stato-Mafia, scaturita proprio dalle stragi del 1992 e 1993, e oggi al centro di una violenta polemica che vede Di Pietro in prima linea (mentre lo stesso Scarpinato e’ a capo di una delle procure che indagano sulla questione) fino alla nuova legge anticorruzione, su cui i sara’ interessante conoscere il parere dei magistrati che piu’ si occupano del tema, come Davigo e Greco.

NOSTRO COMMENTO: il fatto che a distanza di venti anni ancora non si sia venuto a capo di niente certamente non depone bene per l’Italia. Nei cittadini ormai è subentrato uno stato di rassegnazione che rasenta il gelo totale. Quando si tratta di politici da incriminare tutto si ferma e le indagini si bloccano come per incanto: questa si che è una VERGOGNA! In bocca al lupo Italia! Ai posteri l’ardua sentenza!

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Categories: Giustizia, Politica

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