Osama Bin Laden: lo Sceicco del terrore

image_pdfimage_print

OSAMA BIN LADEN STORY

Morto lo ‘SCEICCO DEL TERRORE’, ecco chi era il leader di Al Qaeda

Fonte:http://www.adnkronos.com

Roma, 2 mag. – (Adnkronos) – Il capo di Al Qaeda Osama Bin Laden era nato da madre siriana il 10 marzo 1957 a Riad, capitale dell’Arabia Saudita, diciassettesimo di cinquantadue fratelli. Il padre, Muhammad Bin Laden, un ‘self made man’ d’origine yemenita, era un ricco imprenditore che ha fatto fortuna nel settore dell’edilizia, godendo anche di stretti legami con la famiglia reale saudita. Legami che diventarono a dir poco imbarazzanti allorche’ lo sceicco si e’ trasformo’ nel super ricercato terrorista e leader di Al Qaeda, la principale organizzazione paramilitare creata e finanziata per compiere atti terroristici in tutto il mondo conto i ‘nemici’ dell’Islam.

Bin Laden era il ricercato numero uno negli Stati Uniti, che sulla sua testa avevano posto una taglia di 25 milioni di dollari, dandogli la caccia sin dagli attacchi alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001 tra Afghanistan e Pakistan, dove si riteneva fosse nascosto. In cima alla lista dei ‘most wanted’ in ogni parte del mondo dell’Fbi, per gli attentati alle ambasciate degli Stati Uniti a Dar es Salaam, in Tanzania, e Nairobi, in Kenya, che causarono la morte di oltre duecento persone ed altri attacchi in tutto il mondo.

Negli ultimi anni, attento a non lasciare tracce di se’, soffriva di un’insufficienza renale che, secondo alcune fonti, lo avevano costretto a curarsi in condizioni sempre piu’ precarie. Dal 2003 e’ comparso sempre piu’ raramente in messaggi audio e video per invocare la guerra santa contro gli invasori e l’Occidente, o per minacciare nuovi attacchi contro l’America, che ancora oggi porta le ferite di quell’11 settembre finanziato e rivendicato con esultanza. Secondo fonti di intelligence, la sua invisiblita’ mediatica era ormai una conferma indiretta del peggioramento delle sue condizioni di salute.

Cresciuto nell’insegnamento della cultura e della religione musulmana fedele alla Sharīa, ancora adolescente venne mandato a studiare in un college. Le specializzazioni, anche in chiave di un suo futuro inserimento nell’azienda paterna, furono economia e pianificazione amministrativa.

Nel 1979 si diploma in ingegneria civile all’Universita’ di Gedda. Nel 1971, quando aveva quattordici anni, visito’ insieme a due fratelli l’Universita’ di Oxford. Il periodo trascorso in Gran Bretagna del giovane Osama e’ documentato da alcune istantanee pubblicate dopo i fatti dell’11 settembre dalla stampa occidentale.

Alla morte del padre, Osama eredito’ un patrimonio dapprima stimato in 300 milioni di dollari, poi ridimensionato a meno di un decimo: 25 milioni di dollari.

Se esiste un momento nel percorso di crescita in cui il figlio di un facoltoso imprenditore diventa il Bin Laden che oggi l’Occidente teme questo e’ l’invasione delle truppe sovietiche in Afghanistan, nel 1979. Osama va in Pakistan, incontra i capi della resistenza e torna in Arabia Saudita per raccogliere il denaro necessario a finanziare i mujahidin, i combattenti che riuscirono a costringere l’Armata Rossa al ritiro.

Soprattutto dollari americani, come la Guerra Fredda imponeva davanti a minacce di squilibri dell’assetto mondiale, e con la benedizione di Riad e Islamabad.

Bin Laden allestisce campi d’addestramento in tutto il paese, la cui esistenza e’ documentata da alcuni video trovati dagli americani durante l’intervento militare nel 2001, creando un vero e proprio esercito che offre ai sauditi durante l’invasione irachena del Kuwait nel 1990, ma che Riad respinge, preferendo l’invio di truppe americane. Da quel momento gli Stati Uniti e i paesi alleati nella regione diventano i suoi nemici, i veri bersagli da colpire.

Espulso nel 1994 dall’Arabia Saudita che lo priva della cittadinanza, Bin Laden fugge in Sudan, dove viene accolto dal governo islamico di Khartoum, nonostante Washington eserciti pressioni perche’ si proceda all’espulsione.

Osama vi resta cinque anni, quelli necessari a preparare la guerra all’America, proclamata nel 1998 con gli attentati alle ambasciate statunitensi di Tanzania e Kenya. Ma e’ l’11 settembre la data che fara’ di lui il ricercato numero 1 nel mondo. L’attacco ai centri nevralgici di un paese che non aveva mai conosciuto l’aggressione straniera all’interno del proprio territorio diventa uno spartiacque. George W. Bush dichiara guerra al terrorismo e ad Osama Bin laden, una ”caccia costante” che il presidente americano, al suo secondo mandato, aveva ribadito con fermezza.

L’ultima localizzazione ufficiale di Bin Laden risale al 2001, quando l’intelligence americana e pachistana lo segnalano nella zona di Kandahar, Afghanistan. I tentativi di trovare e catturare Osama da parte dei contingenti militari americani in azione in Afghanistan non ebbero successo, nonostante massicci attacchi aerei compiuti nell’area di confine tra Afghanistan e Pakistan, in special modo nella zona montuosa ricca di grotte di Tora Bora, nella quale si riteneva che il capo di Al Qaeda potesse essersi nascosto.

Il leader di Al Qaeda ad oggi era ancora una minaccia, come piu’ volte Bush si e’ sforzato di ricordare durante i suoi interventi sulla lotta al terrorismo internazionale di matrice islamica. Nel marzo 2005 spuntarono le minacce all’America durante una conversazione telefonica intercettata dall’intelligence americana tra Bin Laden ed il terrorista giordano Abu Musab Al Zarqawi, suo braccio destro in Iraq, ucciso in un raid dell’aviazione americana a Baquba, a nord di Baghdad.

”Lavoriamo notte e giorno per smantellare la sua rete – aveva dichiarato allora il presidente – e per assicurarlo alla giustizia”. L’ultima volta che Osama ha mostrato la sua faccia agli americani e’ stato a pochi giorni dalle presidenziali americane del 2 novembre 2004. ”La sicurezza del vostro paese non e’ ne’ nelle mani di Bush ne’ in quelle di Kerry, ma solo nelle vostre – aveva minacciato il leader di al Qaeda – La continuazione della politica americana portera’ ad un nuovo 11 settembre, a nuovi spargimenti di sangue”.

Una delle registrazioni audio attribuite ad Osama, immessa su un sito internet islamista, risale allo scorso 30 giugno. Nel suo ultimo proclama Bin Laden ha commemorato Al Zarqawi, definendolo ”leone della Jihad”, prima di tornare nell’ombra.

Nel 2010 il governo americano ammise “la mancanza di elementi di intelligence” sul luogo in cui si nascondeva Barack Obama che – disse – si sospettava si trovasse in Afghanistan o Pakistan.

Sono del gennaio dello stesso anno due dichiarazioni audio attribuite al leader di Al Qaeda. Nella prima il terrorista si assumeva la responsabilita’ per il fallito attentato al volo della NorthWest Airlines tra Amsterdam e Detroit compiuto il giorno di Natale 2009 ad opera del cittadino nigeriano Umar Farouk AbdulMuttallab e annunciava nuovi attacchi contro gli Stati Uniti. Poi, a meno di una settimana di distanza, un nuovo messaggio audio diffuso da Al Jazeera in cui il terrorista condannava gli Stati Uniti ed altre nazioni industrializzate per i cambiamenti climatici.

Infine, nel gennaio di quest’anno, era arrivata una registrazione audio attribuita a Bin laden in cui si avvertivano i francesi esortandoli a ritirare le truppe dall’Afghanistan minacciando in caso contrario l’uccisione di due giornalisti francesi sequestrati dai militanti.

print


Categories: Politica, Primo piano

Questo Articolo è stato visualizzato da 407 Utenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *