I rimborsi elettorali: non dovrebbero esistere…

image_pdfimage_print

Rimborsi elettorali: indagato Di Pietro La denuncia di un ex esponente Idv Gli illeciti riguarderebbero i rimborsi relativi alle elezioni europee del 2004, periodo in cui l’associazione Italia dei valori si sarebbe sostituita nella gestione dei fondi elettorali all’omonimo movimento politico

Fonte: Repubblica.it

ROMA – Truffa, in base all’articolo 640 del Codice penale: questo il reato per cui il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, risulta iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma. Il fascicolo che lo vede coinvolto riguarda i rimborsi elettorali incassati dall’Idv e a motivare il passaggio istruttorio, compiuto dal pm Attilio Pisani e dal procuratore aggiunto Alberto Caperna, è stata una denuncia presentata giorni fa da Elio Veltri, candidato sei anni fa alle elezioni europee in una lista collegata a Di Pietro.

Gli illeciti riguarderebbero i rimborsi relativi alle elezioni europee del 2004, periodo in cui, stando all’atto del giornalista e saggista, l’associazione privata Italia dei valori, costituita dallo stesso Di Pietro insieme ad altre persone, avrebbe incassato fondi elettorali al posto dell’omonimo movimento politico. L’operazione sarebbe stata messa in atto, sempre stando alla testimonianza di Veltri, attraverso una serie di false autocertificazioni.

A Piazzale Clodio ricordano però che in passato fascicoli originati da denunce di questo tipo sono finiti in archivio e che lo scorso dicembre Di Pietro ha sottoscritto davanti a un notaio un atto per sancire che nulla di illecito è stato commesso e che associazione e movimento politico Italia dei valori sono la stessa cosa. Non è comunque la prima volta che la magistratura romana viene investita di questioni relative ai rimborsi elettorali destinati all’Idv: nel marzo 2008 venne archiviata un’analoga inchiesta che prese spunto da un esposto presentato da Mario Di Domenico, anche lui ex esponente dell’Idv.

Da parte sua, il leader Idv ha commentato l’atto dovuto dicendo che “è sempre la solita storia, trita e ritrita, su cui già molte altre volte le procure della Repubblica si sono espresse, archiviando il caso. Quella di Roma non poteva non procedere, anche stavolta, a seguito del solito esposto”. Di Pietro ha annunciato che porterà le carte al pm “per dimostrare, ancora, che è tutto in regola, come peraltro accertato da tempo da plurime autorità giudiziarie, dall’Agenzia delle Entrate e dagli organi di controllo amministrativi e contabili. Ci vuole pazienza, ci sono persone che non si rassegnano alla propria sconfitta politica e continuano ad infangare gli altri”.

Il leader Idv ha anche annunciato che entro poche ore metterà sul suo blog, www.antoniodipietro.it, tutta la ricostruzione della vicenda, “allegando tutti i circa cento documenti che provano la realtà dei fatti”. “E’ importante – ha aggiunto – che si sappia che il denunciante, l’onorevole Veltri, è stato condannato a risarcire un danno di oltre 50mila euro per aver sostenuto accuse infondate nei miei confronti. Somma che, oltre tutto, non mi è stata pagata direttamente da Veltri, ma dalla casa editrice di Paolo Berlusconi”.



NOSTRO COMMENTO: auguro a Di Pietro che questa storia finisca come le altre archiviata. Una volta accertato che le accuse formulate risultano infondate sarebbe il caso che Di Pietro procedesse contro il denunciante per calunnia. E’ il minimo che possa fare! Non vedo però nell’ambito dell’IDV fare quadrato e sostenere l’On.Le Di Pietro. Come mai? Una riflessione però la voglio fare. Acclarato che vi è stato un REFERENDUM per abolire il finanziamento pubblico dei partiti e gli Italiani oltretutto hanno votato a favore con una grossa percentuale di voti, anche se,  i politici successivamente hanno, come al solito, aggirato l’ostacolo chiamandolo “rimborso”. In pratica, quello che è uscito dalla porta, è entrato poi dalla finestra. Allora mi chiedo: perché l’IDV che ha fatto della disonestà e degli inciuci fino ad oggi una crociata non RINUNCIA a questi rimborsi elettorali, peraltro, non voluti dai cittadini che si sono espressi, come già detto, con un REFERENDUM? BEPPE GRILLO LO HA FATTO! Perché non lo fa anche l’IDV?

print


Categories: Politica

Questo Articolo è stato visualizzato da 338 Utenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *