La storia della Camorra (Lucarelli)

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La storia della Camorra di Carlo Lucarelli

La Camorra nasce all’inizio del 1800 e probabilmente il termine deriva dalla contrazione di “capo di morra”. La  morra è un gioco d’azzardo che si faceva in strada e che prevedeva scommesse e vincite, dando luogo spesso a litigi e violenze. Il primo ruolo del camorrista quindi è quello di regolare il gioco ricoprendo il ruolo di arbitro per evitare che la situazione degenerasse in violenza. Col passare del tempo col termine “camorrista” si definisce una persona che fa un certo tipo di attività: principalmente come di diceva all’epoca “trova l’oro dai pidocchi”, ovvero prende tangenti dal mercato della prostituzione, dalle attività commerciali ed aiuta gli usurai a recuperare i crediti. Fin dall’inizio, a differenza dei mafiosi, il camorrista, si mostra, si esibisce, si veste in maniera appariscente con vestiti con vestiti costosi e indossa gioielli. Personaggi di spicco della primissima fase della Camorra sono, tra gli altri, Ciccillo Tagliarello, Ciccio Cappuccio e Aniello Auriello. Già nel 1800 la Camorra è potente e già in questo periodo lo Stato è molto combattuto tra combatterle e servirsene. Nell’immediato dopo guerra, Napoli ha più di un milione di abitanti, sembra essere tornati al tempo dei Borboni. I bombardamenti hanno cancellato ogni attività produttiva. Regnano sovrani il contrabbando e la borsa nera che trovano ingenti risorse negli abbondanti aiuti americani che arrivano ogni giorno al porto in gran quantità. Charles Poletti, americano, responsabile del Governo militare di Napoli, parla de “i mille misteri di Napoli” e si rende benissimo conto della situazione di illegalità che si è creata, ma lascia fare perché “almeno così la gente mangia”.

Dalla tolleranza si passa ad una situazione di illegalità diffusa. Finita la guerra ed iniziata la ricostruzione le attività di contrabbando si esauriscono in tutto il Paese tranne a Napoli. Prospera soprattutto quello di sigarette, gestito da Lucky Luciano, dai fratelli Giuliano e da Margherita Zaza. Un’altra caratteristica di Napoli da quel periodo è il mercato ortofrutticolo di Corso Novara gestito da un uomo della Camorra, il cd. “presidente dei prezzi”. Questo personaggio imponeva l’andamento degli scambi e della quotazioni dei prodotti ortofrutticoli e il giro d’affari intorno a questi mercati poteva arrivare anche ad alcuni miliardi. Uno di questi è stato Pasquale Simonetti detto “ Pascalone e Nola” , spostato con Pupetta Maresca. Per dare un’idea  della caratura di “Pascalone e Nola”  si pensi che si permise addirittura di schiaffeggiare Lucky Luciano all’ippodromo di Pomigliano. Pascalone sara ucciso da un suo rivale, “Totonno ‘e Pomigliano”, che voleva prendere il suo posto come “presidente dei prezzi”. Pupetta Maresca ucciderà poi “Totonno” proprio in Corso Novara, sparandogli numerosi colpi di pistola in pieno giorno. La storia della Camorra continua poi con l’arrivo  di Cosa Nostra e del Clan dei Marsigliesi a Napoli, quando era in fuga da una dura repressione poliziesca, mentre Cosa Nostra aveva capito che dove passano le sigarette possono passare pure armi e droga. Inoltre, inspiegabilmente, alcuni grossi calibri mafiosi furono spediti a Napoli in soggiorno obbligato. Arrivano quindi Michele Greco e Luciano Leggio che si legano ai Maisto, ai Nuvoletta ed ai Michele Zaza. Poi agli inizi degli anni settanta arriva Raffaele Cutolo, detto “O Professore”. Cutolo ha trenta anni ed ha già conosciuto il carcere, avendo ucciso un ragazzo che aveva offeso la sorella Rosetta. Il suo progetto è quello di riunire tutte le famiglie di Camorra per contrastare Cosa Nostra, creare una struttura verticistica e istituire un rituale di iniziazione e un giuramento segreto. Nel 1971 viene arrestato nuovamente e sarà proprio lì che recluterà, grazie al suo carisma, la maggior parte dei suoi uomini. Nasce così la NCO, la Nuova Camorra Organizzata, che si propone di gestire in esclusiva i traffici illeciti e le attività criminali della regione. Il quartier generale di Cutolo sarà un Castello ad Ottaviano, un enorme palazzo di 350 stanze nel suo Paese natale. I luogotenenti più importanti di Raffaele Cutolo sono Corrado Iacolare, Enzo Casillo, Pasquale Barra detto ‘O animale’ e soprattutto sua sorella Rosetta. Cutolo è molto abile a gestire contatti e aderenze tanto che per lui il carcere diventa quasi una residenza di lusso. Quando ha bisogno di più libertà di movimento con l’aiuto di perizie psichiatriche da parte dei medici compiacenti ottiene il trasferimento al manicomio giudiziario di Aversa. In carcere si spinge fino a minacciare e a schiaffeggiare il Vice direttore di Poggioreale, Giuseppe Salvia, che sarà poi ucciso su mandato della sorella Rosetta. Il legami della Camorra col potere sono un capitolo molto importante della storia della criminalità campana. Questi rapporti, di solito sommersi, emergono prepotentemente durante il sequestro dell’Assessore del Comune di Napoli, Ciro Cirillo, rapito il 27 aprile 1981, dalle brigate rosse e liberato 89 giorni dopo in seguito al pagamento di un riscatto di un miliardo e 450 milioni. In quel periodo nel carcere di Poggioreale transiteranno personaggi delle forze dell’ordine, dei servizi segreti ed uomini politici per trattare con Cutolo. Lo Stato che dovrebbe combatterlo gli riconosce un ruolo importante nella trattativa per la liberazione di Cirillo.

Umberto Ammaturo, Capo della Squadra mobile di Napoli, verrà ucciso da un Comandante delle brigate rosse il 15 luglio 1982. Ammaturo stava conducendo un’inchiesta sulla trattativa Cirillo e sull’intreccio tra criminalità organizzata e politica.

Un altro capitolo importante è il terremoto del 23 novembre 1980 che colpisce con scosse violentissime la Campania e la Basilicata. L’emergenza per la ricostruzione è necessaria ma produce anche meno controlli e maggiore discrezionalità. Questa unita alla pioggia di soldi che si riversa sulla Campania – si parla di 50 miliardi di lire – ha significato un’espansione senza precedenti della NCO. Devono, comunque fare i conti con il cartello di famiglie più vicine a Cosa Nostra, i Nuvoletta, i Bardellino, Carmine Alfieri, Michele Zaza che si riuniscono nella Nuova Famiglia. L’atteggiamento verso i fondi per la ricostruzione è diverso: la NCO è per l’accaparramento immediato, mentre la Nuova Famiglia è più lungimirante e ha una mentalità più imprenditoriale. Fondano Istituti di credito, assumono il controllo del calcestruzzo, idispensabile per qualsiasi opera infrastrutturale sul territorio, trasformando le famiglie in vere e proprie holding. Si cercò un accordo tra le famiglie “emergenti” della provincia e Cutolo, attraverso la mediazione della famiglia di Totò Riina e Leoluca Bagarella, ma tutto risultò inutile e si scatenò una sanguinosissima guerra di camorra che solo nel primo anno fece più di 400 morti. La guerra si concluse con la vittoria della Nuova Famiglia. A questa fece seguito un’altra spaventosa guerra di camorra che contrappose i Nuvoletta e i Gionta con i loro alleati. (Fonte: Carlo Lucarelli).


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Categories: Giustizia, Mafia, Primo piano

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