Inciuci: la storia si ripete!

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Inciuci: la sinistra, ancora una volta, in soccorso al Cavaliere. La storia si ripete.

di Fernando Cannizzaro 23 dicembre 2009

Facciamo un passo indietro nel tempo. Ricordate come il PCI barattò Rai3 con le TV di Berlusconi? La vicenda risale al lontano 1984 quando Craxi, con un decreto legge aveva permesso alle televisioni di Silvio Berlusconi di continuare la loro attività, aggirando il divieto per le tv locali di trasmettere a livello nazionale. Altro dato cruciale: in quello stesso anno Walter Veltroni era responsabile delle Comunicazioni di massa del PCI. Il PCI al momento dell’introduzione di tale decreto “pro-Silvio” si stracciò le vesti ma, poco tempo dopo, nel febbraio 1985, quando ci fu la conversione in legge di tale decreto, il PCI garantì il numero legale rinunciando all’ostruzionismo nonostante la scadenza del decreto a poche ore dalla discussione parlamentare. Quale fu il motivo che ammansì le posizioni della sinistra?Risposta: Il Baratto e, cioè, la concessione alla sinistra di un Canale televisivo: RAI TRE.

La riprova è data da questo video di Violante datato 28 febbraio 2002 che rievoca la garanzia data a Berlusconi nel 1994 che non sarebbero state toccate le televisioni. Guardate il video.


Andiamo avanti! A dicembre 1994 la Corte Costituzionale aveva stabilito che il Cavaliere doveva scendere da tre a due TV, pertanto, o cedeva rete Quattro o la trasferiva sul satellite. La Lega di Bossi, intanto, faceva crollare il suo Governo. Pare che il gruppo Berlusconi macinato dalla concorrenza RAI avesse contratto debiti oltre misura (circa 4500 miliardi delle vecchie lire). Ad Aprile del 1996 Prodi aveva vinto le elezioni ed era ritornato sul tema del conflitto di interessi. D’Alema, invece, si accordava col Cavaliere per salvare Mediaset con la legge Maccanico che mandava a farsi benedire la pronuncia della Consulta concedendo una proroga a tempo indeterminato alle tre reti del Cavaliere, il quale, essendo passati oltre due anni e avendo ottenuto quello che gli serviva (niente conflitto d’interessi!) faceva saltare la Bicamerale. Ancora una volta come si vede la sinistra aveva soccorso Berlusconi. Sono sempre gli stessi attori: D’Alema, Violante ed il Cavaliere. La storia si ripete.

Che succede oggi? Niente di nuovo rispetto a ieri. D’Alema propone un “inciucio” (Anche se questo termine D’Alema lo contesa, sempre inciucio è) Su questo inciucio il PD si spacca. Vediamo come la pensano quelli che contano nel PD.

BERSANI: NO a leggi ad personam tipo il legittimo impedimento. NO al processo breve che considera anche questa una legge ad personam oltre che un’amnistia generale.

Si dichiara pronto però a discutere insieme le riforme istituzionali, costituzionali e sociali, irritandosi per i continuai attacchi di Di Pietro

VIOLANTE sostiene che nell’ambito di una riforma Costituzionale si può discutere il rapporto giustizia-politica: prima NO. Violante e compagni, infatti, non sono favorevoli a sostenere alcuna legge che stabilisca il blocco di un processo nei confronti di un cittadino chiunque esso sia. Lo dice chiaramente e senza mezzi termini lo stesso Violante a Ballarò del 22.12.2009. Guardate lo stralcio del Video Violante a Ballaro’


E allora ? Allora, come oggi, la storia non cambia sono sempre gli stessi soggetti che prendono dai capelli (si fa per dire!) il Cavaliere. Conseguentemente il povero cittadino da qualunque parte si giri trova giustizia con la “in” Tutto questo per non far processare il Cavaliere! Vi sembra poco!

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Categories: Politica, Primo piano

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