Bersani: cosa cambia?

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La Segreteria Bersani: cosa cambia?

(di Avv.Fernando Cannizzaro 27 ottobre 2009)


pdstoryIn data 25 ottobre 2009, Pier Luigi Bersani è stato eletto Segretario del PD con il 52% dei voti rispetto a Dario Franceschini 34,2% e ad Ignazio Marino 13,8% . Cosa significa in termini politici l’elezione di Bersani a Segretario del PD? Per far meglio intendere ai lettori il significato di questa elezione andiamo ad esaminare la struttura interna del PD e le varie correnti esistenti. Nell’ambito del PD convivono diversi orientamenti politici e correnti di pensiero. Diamo uno sguardo all’interno:

PD STORY:

Il Partito Democratico (PD) è un partito che viene fuori dall’unione, se così si può dire, di tre partiti: Il partito Comunista Italiano, la Democrazia Cristiana ed il Partito Socialista. In Europa il PD si trova in un rapporto di collaborazione con il Partito del Socialismo Europeo con cui ha formato l’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento Europeo. Il partito è nato il 14 ottobre 2007 attraverso le elezioni primarie per la scelta del segretario nazionale e dell’Assemblea Costituente. Il partito si presenta agli elettori come l’erede del’ULIVO, una coalizione di partiti nata nel 1995 con l’obiettivo di trovare una sintesi fra le tradizioni della socialdemocrazia, del cristianesimo sociale, del liberalismo sociale, dell’ambientalismo e del socialismo democratico, tenute insieme da un dichiarato europeismo. L’attuale leader come abbiamo già detto, è Pier Luigi Bersani eletto dopo le primarie del 25 ottobre 2009 e succeduto a Dario Franceschini che è stato Segretario sin dal 21 febbraio 2009. Walter Veltroni è stato il primo Segretario Nazionale dalla fondazione (14 febbraio 2007) al 17 febbraio 2009 data delle sue dimissioni in seguito alla sconfitta delle elezioni regionali sarde. Romano Prodi, invece, ideatore dell’ULIVO, già Presidente del Consiglio dei Ministri (prima di Berlusconi e dopo la scivolata ad opera di Mastella), è stato presidente del partito dalla sua fondazione sino al 16 Aprile 2008.

Breve sintesi delle correnti politiche all’interno del PD:

Democratici di sinistra (DS) (Fassino)

I DS provenivano in massima parte dalla tradizione politico-culturale del Partito Comunista Italiano che, attraverso la successiva esperienza politica del PDS (1991-1998), hanno abbracciato l’ideologia socialista e riformista A guidare la fase costituente del partito è stato Massimo D’Alema; dal ’98 al 2001 il segretario è stato Walter Veltroni, dal 2001 fino allo scioglimento avvenuto nel 2007, segretario è stato Piero fassino. D’Alema ha ricoperto la carica di presidente fino al IV congresso del partito (2007), quando ha rinunciato alla carica.

Il partito è stato soggetto fondatore dell’Ulivo e dell’Unione, all’interno del centro sinistra italiano. Nell’ambito del progetto ulivista, il partito aveva stretto un rapporto di collaborazione con i centristi della Margherita. Il 14 ottobre, dopo le decisioni del IV congresso, è confluito nel Partito Democratico.

A livello internazionale, i DS aderivano al Partito del Socialismo Europeo e all’Internazionale Socialista. Il colore ufficiale del partito era il rosso.

Rifondazione Comunista (Bertinotti ecc..)

Il Partito della Rifondazione Comunista (PRC), meglio noto come Rifondazione Comunista, è un partito politico della Sinistra radicale italiana, fondato nel 1991.

Nato in contrarietà allo scioglimento del Partito Comunista Italiano, ha intensificato gradualmente i suoi rapporti con i partiti del centro-sinistra, dapprima nell’Alleanza dei Progressisti (1994), poi attraverso patti di “desistenza” con L’Ulivo (1996). Ha fornito appoggio esterno al Governo Prodi 1 ma, dopo averne provocato la caduta, ha interrotto questa collaborazione per poi contribuire a fondare una nuova coalizione di centro-sinistra, L’Unione nel 2005. Nel 2008, insieme agli altri partiti della sinistra radicale, ha promosso la formazione del cartello La Sinistra Arcobaleno.

Il principale esponente del partito è stato Fausto Bertinotti, che ne è stato segretario per 12 anni (dal 1994 al 2006 fino alla sua elezione a Presidente della Camera dei deputati nella XV Legislatura. Da luglio 2008 il segretario è Paolo Ferrero.

Democrazia e Libertà la Margherita Gruppo Teodem (DL) (Rutelli)

Rutelli nel Maggio del 2005, dopo il buon risultato della Margherita alle elezioni regionali, si apre nel Partito (che continua a sostenere il progetto della Federazione dei Riformisti) un acceso dibattito sulla presentazione di una Lista Unitaria per le elezioni politiche del 2006. Nell’ottobre del 2005, dopo il successo di partecipazione delle elezioni primarie dell’Unione, l’Assemblea Federale del Partito approva all’unanimità di promuovere una lista unitaria alla Camera dei Deputati, basata innanzitutto su un’intesa tra DS e DL e guidata da Romano Prodi.

Nel gruppo dei DL Margherita è inserito il Teodem è il nome di una corrente interna al Partito Democratico di stampo democristiano e cristiano-sociale.

Ne fanno parte alcuni parlamentari cattolici, in precedenza membri di Democrazia e Libertà – La Margherita, che si sono caratterizzati per un forte attivismo nel campo dei temi etici, a partire dal referendum sulla procreazione medicalmente assistita, l’opposizione ai DICO e le dure critiche alle norme anti-omofobia incluse nel Trattato di Amsterdam. Del gruppo fanno parte cinque deputati (Luigi Bobba, Paola Binetti, Enzo Carra, Marco Calgaro e Donato Mosella e sette senatori (Benedetto adragna, Emanuela Baio Dossi, Egidio Banti,Dorina Bianchi, Cristina De Luca, Luigi Lusi e Antonio Papania, tutti molto vicini a Rutelli, loro mentore politico

Socialisti democratici Italiani (SDI) (Boselli)

Socialisti Democratici Italiani (SDI) era un partito politico italiano socialdemocratico nato sulle ceneri del Partito Socialista Italiano (PSI).

La fondazione dello SDI avvenne il 10 maggio 1998 a Fiuggi, dalla fusione tra alcuni movimenti socialisti direttamente discendenti da PSI e PSDI. Questi sono: i Socialisti Italiani, ciò che rimane del Partito Socialista Democratico Italiano nonché una parte del Partito Socialista e della Federazione Laburista. Ne è stato leader Enrico Boselli sin dalla costituzione.

Il partito è stato membro della coalizione del centro-sinistra italiano, denominata L’Unione, e della federazione di stampo radical-socialista della Rosa nel Pugno. A livello internazionale, aderiva al Partito del Socialismo Europeo e all’Internazionale Socialista.

Lo SDI è stato impegnato nel percorso della Costituente Socialista che ha dato vita, nel 2008, al Partito Socialista.

Italia dei Valori (IDV) (Di Pietro);

Italia dei Valori – Lista Di Pietro (conosciuto semplicemente come Italia dei Valori, acronimo di IDV è un movimento politico italiano fondato il 21 marzo 1998 da Antonio Di Pietro, ex-magistrato fra i principali protagonisti dell’inchiesta Mani Pulite, indagine che nei primi anni del 1990 portò alla luce a livello nazionale un sistema di potere politico fondato sulla corruzione.

Il partito si propone di raccogliere e dar voce a settori della società italiana di diversa matrice politica e ideologica uniti dalla riproposizione della cosiddetta “questione morale”. A livello europeo il partito è membro del Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformisti, che nell’ultimo decennio si è aperto a partiti di centro di diversa estrazione.

RADICALI (Pannella)

I radicali Italiani, invece, hanno presentato i propri candidati nelle liste del PD, collocandosi all’interno del gruppo parlamentare dopo le elezioni, ma non confluiti nel partito.

NOSTRE CONSIDERAZIONI

Abbiamo voluto dare al lettore un quadro molto sintetico dell’’organizzazione interna del secondo partito d’Italia per meglio intendere quanto sia difficile gestire e governare una Struttura così complessa e piena di correnti al suo interno. Il compito che aspetta Bersani non è per niente facile. Sono dell’avviso che troverà – al di là delle dichiarazioni di intenti pre-elettorali molte ostilità ad opera delle correnti che spirano nel PD. Non dimentichiamo che nel PD hanno preso grossi scivoloni gente come Veltroni, Prodi e ora lo stesso Franceschini, superato da Bersani, alla guida del Partito. Ma quale è la buccia di banana che causa queste scivolate ? Mah! A nostro modo di vedere sono molti i fattori che non consentono il decollo unitario del PD all’interno e l’aumento dei voti all’esterno. Esaminiamone alcuni.

Innanzitutto l’elezione di Bersani alla Segreteria di partito anche se Bersani ha raggiunto il 52% dei consensi è sempre una figura che viene etichettata come uomo di D’Alema. Questo non sta bene ad alcune correnti d’aria che spirano all’interno. Ad esempio Rutelli, il quale, ha già approntato le valigie ed è pronto a migrare verso altri lidi. Non si sa bene ancora dove approderà… forse UDC dicono i maligni???? Assieme a Lui c’è il gruppo dei “Teodem” (sopra menzionato) che molto probabilmente gli terrà compagnia. C’è poi l’ex Segretario Franceschini che a parole dice di appoggiare Bersani ma di fatto cosa farà? Certamente per qualche tempo darà il suo appoggio (anche per non smentirsi) ma, a nostro avviso, non sarà un appoggio duraturo. Non dimentichiamo che Franceschini è un uomo dell’ex DC. E con questo ho detto tutto. Romano Prodi ormai ha dichiarato di fare il “nonno” e non vuole sapere niente di politica. Poi, se non è interessato in prima persona, e, non è Lui che comanda: NON SE NE PARLA! Chi rimane: quelli della sinistra riformista di Bertinotti ecc. Ma dove sono? Chi li ha visti? Sono stati spezzati via alle elezioni scorse ed ancora si leccano le ferite. Ci sarebbe Di Pietro (IDV). Di Pietro, però, fà una opposizione troppa tosta al Cavaliere. E’ da quando faceva il PM di Mani Pulite che vuole incastrare il Cavaliere (anche per togliersi qualche DiPietruzza dalla scarpa dopo le richieste fatte, all’epoca, da Previti per le accuse mosse da Gorrini. Dove, per la verità, Di Pietro è uscito pulito! ) ma non ci riesce. Proprio per questa opposizione rigida e maniacale verso il Cavaliere, Di Pietro non è ben visto nel PD, Bersani compreso. Ma non ha dove andare al di fuori del PD. Rimane in attesa di eventi. Intanto si oppone. Poi si vedrà! Ma insomma chi rimane con Bersani? Solo Bersani e D’Alema. Soli? Si. E perché? Perchè la colpa non è di Bersani ma è del sistema che è superato e non lo vogliono capire in nessun modo. Fosse anche Franceschini Segretario o qualche altro, sarebbe stata la stessa identica cosa. Che fare allora? Occorre uscire immediatamente fuori dalla logica dei partiti e degli uomini che vi stanno dentro. Finchè verranno proposti nell’ambito del partito gente che ruota al suo interno non ci sarà ricambio e tutto tornerà come prima. Anzi peggio! Cerchiamo di renderci conto che ormai questa classe politica ha fatto il suo corso. Sarà la storia a giudicarla. Bisogna trovare un ricambio di gente fuori che non sia già inquinata dalla politica cambiando immediatamente il sistema elettorale e proponendone uno nuovo dove tutti i cittadini dovranno essere scelti al di fuori dalle le logiche dei partiti e assicurando a chiunque la possibilità di candidarsi con esclusione di elettori già candidati al Parlamento o indagati. Questo tanto per iniziare. Il resto si vedrà dopo. Ovviamente ci rendiamo perfettamente conto delle grosse difficoltà per raggiungere tale traguardo, ma questo, a Nostro modestissimo avviso è il solco da percorrere. Il resto è Poesia e presa in giro. Alla prossima…

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Categories: Esclusivi, Primo piano

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4 replies

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