Le ustioni

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USTIONI Fonte Video: RAI UNO

Fonte: www.saninforma.it

Cosa sono

Le ustioni sono lesioni provocate dagli effetti distruttivi sulla pelle causati dal calore (fiamma libera, corpi roventi o liquidi surriscaldati, raggi solari), da sostanze chimiche (es. acido muriatico, ammoniaca) o dalla corrente elettrica. In questa scheda si parlerà delle ustioni da calore mentre per alcuni altri tipi di ustioni si rimanda alle rispettive schede (Ustioni solari, Ustioni da sostanze chimiche).

La maggior parte delle ustioni da calore sono dovute al mancato rispetto di elementari norme di sicurezza.

E’ importante:

  • non accendere fuochi con l’aiuto di liquidi infiammabili come l’alcool;
  • prestare la massima attenzione in cucina quando in casa sono presenti bambini piccoli che possono ustionarsi con pentole d’acqua bollente, olio caldo ecc.

Come si manifestano

A seconda della gravità le ustioni vengono classificate in 3 gruppi:

  • Ustioni di 1° grado: sono le più lievi, con semplice arrossamento, bruciore e dolore per contatto. Non sono presenti vesciche. Guariscono rapidamente e non lasciano cicatrici sulla pelle.
  • Ustioni di 2° grado: oltre allo strato superficiale della pelle, viene colpito anche lo strato di tessuto immediatamente sottostante. Sono molto dolorose e sono presenti vesciche ripiene di liquido. Le ustioni meno gravi cicatrizzano nel giro di qualche settimana, quelle più profonde richiedono tempi più lunghi, spesso la guarigione è difficile e restano cicatrici permanenti.
  • Ustioni di 3° grado: sono le più gravi in quanto nell’area colpita la pelle è completamente distrutta in tutto in suo spessore. Il loro aspetto è però spesso meno impressionante delle ustioni di 2° grado. Non è presente dolore per la distruzione dei recettori nervosi e non ci sono vesciche. La guarigione richiede tempi lunghi e lascia cicatrici permanenti (cheloidi) a volte sfiguranti al punto da dover ricorrere ad interventi di chirurgia plastica.

La gravità dell’ustione dipende inoltre dall’estensione, dalla zona colpita e dalla causa che l’ha prodotta. Un’ustione di 3° grado ma di piccole dimensioni non rappresenta un pericolo per la vita. Al contrario, un?ustione di 2° grado molto estesa può avere una prognosi molto grave.

Anche la zona colpita è importante, soprattutto se interessa articolazioni o aree cutanee soggette a stiramento o parti delicate. Le ustioni che interessano il viso, gli occhi, le orecchie e i genitali richiedono sempre una valutazione specialistica.

Altri fattori che condizionano la gravità del danno sono il tipo e il calore specifico dell’agente ustionante. In genere le ustioni da liquidi sono più estese, quelle da solidi (per esempio, la marmitta del motorino) localizzate ma più profonde. Indipendentemente dall?estensione, sono considerate ”importanti” tutte le lesioni da caustici e da folgorazione che vanno sempre sottoposte a osservazione medica.

È facile intuire l’importanza del tempo di esposizione. Lesioni di uguale intensità (1° grado) sono provocate dal contatto per 6 ore con temperature di 45°C, per 2 minuti a 51°C, per un solo secondo a 60°C. Il contatto di un solo secondo con un corpo alla temperatura di 65°C è sufficiente a determinare una ustione di 2° grado.

Quali sono i rischi
L’ustione può infettarsi. Nei casi più gravi può esservi febbre, passaggio di batteri nel sangue e diffusione dell’infezione ad altre parti del corpo. Particolarmente a rischio sono i neonati e gli anziani sopra i 60 anni, soprattutto se portatori di malattie croniche (per esempio, il diabete).

Cosa si deve fare

  • Il primo soccorso ha come obiettivo quello di raffreddare e detergere la zona ustionata. L’immersione prolungata (almeno 10 minuti) in acqua fredda riduce l’arrossamento e il gonfiore, diminuendo l’estensione del danno e alleviando contemporaneamente il dolore. Se la parte ustionata è coperta da indumenti, rimuoverli con estrema attenzione: meglio tagliare la stoffa piuttosto che sfilarli.
  • Le ustioni più lievi (1° grado) non richiedono particolari interventi. Il più delle volte sono sufficienti a ridurre il dolore impacchi ripetuti con acqua fredda. Se questo non basta, può essere utile l’applicazione di una crema anestetica (es. Ortodermina), tenendo presente il rischio di possibili sensibilizzazioni da contatto. Se il dolore è molto intenso si può far ricorso a un farmaco antiinfiammatorio non steroideo con attività analgesica come l’aspirina, l’ibuprofene (es. Moment) o il diclofenac (es. Novapirina) oppure al paracetamolo (es. Tachipirina) per via orale. In seguito, per lenire bruciore e prurito residui, può essere impiegata una crema cortisonica a bassa potenza come l’idrocortisone (es. Lenirit), purché la cute sia integra e solo per un breve periodo di tempo.
  • Le ustioni più gravi (2° grado superficiali) devono essere deterse e disinfettate con una soluzione antisettica a base di clorexidina (es. Neoxene), clorossidante elettrolitico (es. Amuchina 10%) o povidone iodio (es. Betadine) dopo aver asportato eventuali frammenti di pelle distrutti dall’ustione. Sconsigliate le tinture, le soluzioni di acido borico o l’alcool denaturato.
  • Qualora si formassero delle bolle, queste vanno aperte forandole con ago sterile (passato alla fiamma), facendo defluire il liquido, senza però togliere la pelle che forma il tetto della bolla. La pelle della vescica potrà essere delicatamente rimossa dopo alcuni giorni tagliandola con forbicine disinfettate con cura.
  • L’area va medicata con una garza grassa (es. Adaptic, Jelonet, Non-ad), ricoperta con garza sterile e poi fasciata con una benda, senza mai comprimere troppo la parte colpita. Anche Fitostimoline e Connettivina garze vanno considerate nulla più che semplici garze grasse: non è infatti dimostrato il presunto effetto coadiuvante dei processi riparativi tessutali dei principi attivi in esse contenuti.
  • La medicazione all’inizio andrà rinnovata giornalmente per rilevare l’andamento dei processi riparativi; in seguito ogni 3-4 giorni sino alla guarigione che in genere avviene in 2 settimane, disinfettando sempre accuratamente la parte. L’accurata detersione e disinfezione delle lesioni scongiura il rischio di infezioni e rende inutile l’impiego di antibiotici topici.
  • E’ importante ricordare che:
      • non si deve cospargere l’ustione di olio, perché impedisce una accurata pulizia della lesione e, ostacolando la dispersione di calore, favorisce la macerazione della pelle e fa aumentare il rischio di infezioni;
      • non impiegare creme antibiotiche senza aver prima consultato il medico;
      • non impiegare acido borico, alcool denaturato, sostanze coloranti, tutte tossiche per le cellule.
  • Nelle ustioni più gravi (2° e 3° grado) il trattamento è di pertinenza medica. Non applicare prodotti di alcun tipo sull’ustione e far bere acqua se il soggetto avverte sete intensa. Trasportare immediatamente il soggetto ad un Pronto Soccorso.

quando rivolgersi al medico

  • Per tutte le ustioni di 2° e 3° grado.
  • Per le ustioni che interessano parti delicate del corpo, come il viso o l’addome.
  • Se compare febbre elevata, sopra i 39° C.
  • In caso di ritardo nella guarigione nonostante gli interventi effettuati.
  • In caso di infezione della parte ustionata.
  • Quando il paziente è anziano, è ammalato di diabete o è un bambino al di sotto dei 3 anni di età.

NOSTRO COMMENTO: Chi ha un’ustione seria deve subito ricorrere al medico

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Categories: Medicina e Psicologia

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