Le Stimmate

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LE STIMMATE

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Fonte: www.cicap.org

Le stimmate sono segni sanguinanti alle mani, ai piedi, talvolta alla fronte e al costato, le quali indicherebbero che chi le porta partecipa della passione di Cristo al punto da mostrarne perfino gli stessi traumi fisici.
Da sette secoli le persone, uomini o donne, che presentano le stimmate sono in numero trascurabile (poche decine in tutto il mondo), eppure l’interesse che esse suscitano è grandissimo, come lo è quello per i miracoli e altre manifestazioni fisiche del misticismo.
Le stimmate dipendono chiaramente dalla cultura di chi le porta. Non sono noti esempi di stigmatizzati non cristiani. Esse si diffusero solo dopo San Francesco, primo stimmatizzato della storia, che le mostrò dal 1224. I segni dei chiodi nelle mani sono nelle posizioni in cui li raffigura l’iconografia tradizionale, ovvero nel centro del palmo, e non – come pare si usasse – nel polso.
Non si è nemmeno sicuri di come esattamente il fenomeno insorga. Non si hanno casi attendibili in cui degli scienziati abbiano visto delle stimmate in formazione, nè sono state eseguite osservazioni rigorose e ininterrotte per stabilire se esse sparivano naturalmente dopo un certo tempo.
Sono state avanzate alcune congetture, oltre a quella soprannaturale.
– Affezione dermatologica, fraintesa da soggetti predisposti a interpretarla come segno soprannaturale.
– Fenomeno psicosomatico. Nelle personalità isteriche sono comuni alcuni fenomeni psicosomatici (indotti sul corpo dalla psiche). Poiché esistono tratti della personalità simili tra molti mistici e gli isterici, anche per le stimmate si tratterebbe di fenomeni dovuti a suggestione o autosuggestione. Peraltro non è mai stato possibile provocare le stimmate tramite l’ipnosi.
– Lesioni autoinferte, più o meno consciamente: durante uno periodo di estasi, ma anche per frode deliberata a scopo di fama, lucro, o per un malinteso senso della fede.

LE STIMMATE

Fonte: /www.kryplos.com

L’uomo conosce il mondo esterno a lui con i suoi sensi, i suoi organi, con le sue percezioni; in una parola, con il suo vedere, sentire e toccare le cose. Si rende così conto di quello che c’è fuori di lui e poi, sulla base di quello che ha percepito e secondo l’idea che si è fatto del mondo esterno, reagisce e decide la risposta (idonea e opportuna) che deve dare, il comportamento da tenere, quello che deve fare.
Insomma, la sensorialità ci serve per muoverci e per vivere nel mondo.
La mente “apprezza”, apprende e conosce il mondo esterno e determina nel corpo le conseguenti e coerenti riposte necessarie. Il corpo reagisce e obbedisce agli ordini che la mente gli da’ in base a quanto ha così percepito; cioè il corpo per vivere nel mondo obbedisce, si conforma alle idee della mente; alle idee che questa se ne è fatta. Questa risposta di adeguamento e di adattamento alla realtà materiale esterna percepita si riferisce innanzitutto al comportamento esterno da seguire, come detto, ma riguarda anche tutta la vita interiore dell’uomo e questo sia a livello fisiologico che psicologico Alcune volte queste risposte sono coscienti e volontarie ma altre volte invece esse sono inconsce, non intenzionali e automatiche, con automatismi che si formano o addirittura si scatenano sotto il livello della coscienza e indipendentemente dalla volontà cosciente. Nell’uomo vi è così anche un meccanismo di reazioni inconsce (reazioni a idee inconsce) che determina, in questi casi automaticamente, le risposte somatiche, fisiologiche e psicologiche che egli da’. Sono effetti psicosomatici.
Con questi il corpo risponde e reagisce non necessariamente a una situazione obiettiva del mondo esterno ma solo alle idee e alle suggestioni della mente e a quello che crede la mente, indipendentemente da quella che è la reale situazione esterna e dalle sue effettive necessità.
Occorre tenere anche presente che ogni situazione obiettiva che ci si propone davanti e che dobbiamo affrontare è mediata dalla mente; è la mente che apprezza la situazione esterna, la giudica ed è sempre la mente che decide la risposta da dare. Ciò pertanto, i processi psicologici automatici (gli “automatismi“) sono al servizio della mente e dipendono da essa e da quanto percepisce o crede di percepire e non dalla realtà esterno oggettiva (per quello che essa è oggettivamente). Se la mente “crede” a un qualcosa, anche se le cose effettive nel mondo e nella realtà esterne stanno in modo diverso, il corpo si conforma, nelle sue risposte, a queste credenze della mente e non alla realtà oggettiva.
Lo psicologo francese Pierre Janet (1859-1947) studiò a fondo le nevrosi e, in particolare, quelle che comportavano come conseguenza – oltre al disturbo di livello psicologico e della personalità, e anzi proprio come espressione simbolica di esso – delle manifestazioni anormale somatiche e/o fisiologiche – cioè di livello fisico e organico.
Janet scoprì e teorizzò che alla base di queste nevrosi con effetti psicosomatici c’era un’idea inconscia, che si manifestava appunto attraverso quell’effetto e quel comportamento anomalo.
Secondo questa concezione, le idee fisse (o meglio, fissatesi nell’inconscio e da lì operanti) tendono a permanere nel tempo senza modificazioni e sono accompagnate da alcuni specifici movimenti del corpo ed espressioni corporali (gesti, tic, ammiccamenti, espressioni muscolari del viso o di altre membra, mosse, agitazione ecc.) che ne sono l’espressione simbolica e che rendono evidente e rivelano, se analizzate, l’emozione, la nevrosi, l’idea fissa sottostante. Del tutto conseguentemente, Janet sostiene anche che gli “spiriti” dello spiritismo sono (non sono altro che) le Idee del medium o di uno dei presenti disgregate e resesi autonome, alle quali il corpo del medium corrisponde, parlando (medianità a incorporazione) o scrivendo (scrittura automatica) ecc., come se fosse uno spirito dell’altra dimensione, un defunto o simili.
Tornando alle idee fisse, quando per un qualunque motivo una tale idea si riattiva e diviene dinamica, l’emozione che l’accompagna riaffiora e riesplode e viene a dominare la persona; si scatena così quella reazione (psicosomatica), quell’effetto, quel “tic” e comunque quell’espressione somatica e fisiologica che ne sono il suo simbolo.
Tutto questo è molto importante per comprendere il fenomeno delle stimmate, un fenomeno che comporta molte implicazioni di estremo interesse non solo sotto l’aspetto religioso (della fenomenologia religiosa) ma innanzitutto sotto quelli psicologico e parapsicologico, che ne contengono la spiegazione.
Volendoci limitare solo a quest’ultimo campo, che è quello che ci riguarda, dobbiamo ricordare, come premessa, che la ricerca parapsicologica conosce e ha studiato molti fenomeni che comportano modificazioni corporee, fisiologiche o sensoriali abnormi e straordinarie, a prima vista incompatibili e incomprensibili alla luce della fisiologia normale. Ricordiamo, ad esempio, le guarigioni spirituali, i cambiamenti fisiognomici del medium (“trasfigurazione”), l’elongazione, i cambiamenti di temperatura e di peso, la modificazione dei normali ritmi fisiologici ecc.
In particolare, ai fini dello studio e della teoria sulla stigmatizzazione, ci interessano le piaghe o ferite provocate dalla suggestione, anche quando non vi sono cause patologiche sufficienti ed efficienti a provocarle. Ovvero, viceversa, la loro assenza, pur sussistendo tali cause.
E’ stato provato che una persona, sotto suggestione ovvero in stato di trance, toccata da uno strumento innocuo e convinta invece che tale strumento sia rovente o atto a ferire, può recepire l’idea di prodursi una scottatura o una ferita, cosicché questa ferita o la calla da scottatura si forma effettivamente nel tessuto organico di quella persona. Cioè, la mente, “convinta” che il corpo è stato ferito o si è scottato, produce nel corpo la reazione tipica di quella causa (bruciatura, ferita), pur essendo inesistente quella causa. Viceversa, è stato pure provato che, sempre sotto suggestione, la persona, colpita veramente con oggetto da taglio o toccata con un ferro rovente e convinta invece che si tratti di un qualcosa di innocuo, non ne resta ferita o scottata e non si formano sulla carne la ferita o la scottatura. E’ l’idea (fissatasi nella mente) di essere o di non essere stato scottato o ferito quella che domina la mente e informa di sé il corpo e le sue reazioni psicosomatiche.
Più in generale, le idee altamente emozionali possono provocare delle dermografie (segni e disegni grafici sulla pelle) in persone molto suggestionabili. Questo effetto si determina tanto più quanto più la persona è vicina all’inconscio e sensibile alle sue idee (come avviene nei caratteri isterici; l’isterismo non significa altro che vicinanza ed estrema recettività verso le idee inconsce).
Nel caso delle stimmate, l’idea che domina la mente della persona è quella della Passione di Gesù Cristo.
E’ questa idea e la suggestione di essa che provocano l’attivazione psicodinamica dei processi fisiologici, biologici e organici che producono le “piaghe”, le ferite corporee tipiche della Passione: alle mani, ai piedi (i chiodi della crocifissione), al costato (il colpo di lancia di Longino), alla testa (da corona di spine), al torace e alla schiena (da flagellazione).
La dimostrazione che l’agente causale sta in un’idea archetipica ci viene, tra l’altro, dal modo di essere dalle ferite alle mani, che sono sulle palme, come è nell’idea tradizionale e nell’iconografia che si ha di esse, e non ai polsi, come invece avveniva realmente nelle crocifissioni (dato che se il condannato fosse stato inchiodato per le mani, queste, sotto il peso del corpo, si sarebbero lacerate e il corpo sarebbe caduto in giù sulla croce).
Inoltre, altri fenomeni paranormali si possono produrre nello stigmatizzato e accompagnarsi con quello proprio delle stimmate: estasi, proiezione astrale, bilocazione, guarigioni spirituali, precognizione, lettura dell’anima e così via.
Tipico, al riguardo, è soprattutto il caso di Padre Pio; ma anche tanti altri, come quello di Natuzza Evolo e di altri stigmatizzati.
La potenza suggestiva dell’idea della Passione, tanto forte e “convincente” da determinare le stimmate, deriva dalla meditazione “catturante” fatta su tale idea e dalla immedesimazione, altrettanto catturante, nella figura e nella sofferenza del Cristo e nel voler soffrire come Lui insieme a Lui (per la redenzione e la salvezza dei peccatori, del mondo, per essere simili a lui, per la propria salvezza).
Le stimmate sono sempre un fenomeno paranormale e comunque mistico (di una personalità e tipo psicologico aperto più al “sentire” e “partecipare” che al razionale); alcune volte (poche o tante, non importa), cioè non sempre sono anche un fenomeno e un segno di santità.
Vi è la santità quando lo stigmatizzato nella sua meditazione e immedesimazione si connette veramente con il Sacro che è nel suo profondo e nel quale si rispecchia il divino trascendente. In questo caso, veramente la persona si congiunge con la potenza divina, che interviene e scende dall’alto su di essa e la riempie di Sé.
Allora tutta la personalità del soggetto ne viene investita e tutta la sua vita ne viene cambiata nel senso della luminosità e dell’amore cristico; ed è questo aspetto di luminosità e di pienezza, e non le stimmate di per sé sole , che denota e caratterizza la santità; e che riveste, nel fatto, carattere primario.
Altre volte, invece, si deve parlare di stigmatizzazione di natura e di livello soltanto umano e non di santità. Ricorre questo secondo caso quando non avviene nella persona tutta quella trasformazione di vita di cui si è detto sopra.
In questo secondo caso, le idee suggestive sottostanti sono soltanto umane (imitazione, acquisto di prestigio, credere di essere un “inviato di Dio”, volontà di potenza e simili), sempre sulla base predetta di una labilità psicologica e facile sopraffazione da parte delle suggestioni dell’inconscio.
Queste idee suggestive dell’inconscio hanno per la loro potenza una grande capacità operativa nelle persone misticheggianti e che abbiamo chiamato isteriche, con effetti stigmatizzanti. Ma qui le stimmate stanno solo ad indicare la presenza nell’inconscio dell’idea dominante della Passione di Cristo e la soggezione a tale idea, con effetti psicosomatici paranormali. In tal caso, sono questi effetti – le stimmate, appunto – gli aspetti che, nel fatto, rappresentano l’elemento primario e assumono carattere primario ai fini della ricerca e dello studio del fenomeno; mentre nel caso della santità l’aspetto primario non sta nelle stimmate ma nella trasformazione che interviene in tutta la persona.


«CONVERSIONE ISTERICA»

E’ risaputo che certi grandi santi cristiani, che avevano il potere di far apparire sul loro corpo le stigmate di Cristo, ebbero le mani e i piedi trafitti.
Un po’ meno noto è invece che Cristo, in realtà, non ebbe le mani, ma i polsi trafitti dai chiodi, in quanto, secondo quanto hanno dimostrato gli studi contemporanei, è così che sarebbe stata praticata la crocifissione in quel tempo.
E’ dunque la forza della convinzione dei santi, influenzata dall’iconografia religiosa che si sbagliava riguardo alla esatta posizione dei chiodi, che sarebbe in grado di generare quell’effetto chiamato in psichiatria “conversione isterica“, fenomeno che sembrerebbe confermato dalla circostanza che i chiodi che talvolta appaiono sono di natura biologica.
[MT91 p. 181, con riferimento ai lavori di Herbert Thurston]


STIGMATE
UN MISTERO DEL NOSTRO TEMPO

Wendy D’Olive

Era l’anno 1224, quando in Umbria ad un frate di nome Francesco apparvero sul corpo le ferite della passione di Gesù Cristo. Da allora oltre 500 casi in Europa documentati.
Era il primo caso noto di stigmate (termine derivato da segno, marchio).
Per la Chiesa, come per la scienza, molte le ipotesi su come le piaghe si manifestino e perché, poche le certezze a riguardo di un fenomeno “scomodo” per qualsiasi cattedra di studio.
Ferite nel corpo e nell’anima anche per le istituzioni che ancora considerano “vero” solo un fenomeno che si può ripetere a piacere in laboratorio. E le piaghe sono lì, appaiono e scompaiono, a volte compagne di tutta una vita, secondo un calendario scritto con inchiostri misteriosi. Quale il significato per il singolo e per l’umanità? Estasi e ipnosi, cambiamenti di dominanza cerebrale, isteria, aspettative e immedesimazione per un riscatto planetario, devozione spinta agli eccessi. Molte le definizioni, ma si tratta comunque di un meccanismo che ha coinvolto anche atei e persone non vicine alle posizioni cristiano-cattoliche ufficiali. Segno dei tempi. Una ferita da leggere attraverso le crepe delle false ideologie e dei dogmi ammuffiti. Un monito a cercare di comprendere che siamo ancora agli inizi nel credere che l’uomo ha in sé una parte di divino e che molte cose vanno assimilate vedendole con gli occhi dell’anima invece che con quelli della ragione.
Diamo qualche nome ed un viso al mistero:
S. Francesco d’Assisi – Il Santo ebbe le stigmate alle mani e ai piedi.
Maria Marta Chambon – Dopo lo stato di estasi le stigmate si manifestarono ai piedi e successivamente sulla fronte. Praticò il digiuno assoluto.
Padre Pio da Pietrelcina – Recentemente beatificato, ebbe le stigmate ben visibili alle mani e al costato fino alla sua morte.
Teresa Neumann – Mani, piedi e fronte che sanguinavano ogni venerdi.
Tomasina Pozzi – Morta nel 1944. Considerata poco intelligente, venne allontanata dal convento. Ebbe le stigmate alle mani, sul costato e sulla fronte.
E ancora in passato: Santa Caterina da Siena, Elena Aiello, Gemma Galgani. Ai nostri giorni: Myrna Nazzour, la giovane siriana (di cui si è occupata la trasmissione televisiva “Miracoli”- Rete4) che trasuda olio di sicura origine vegetale e presenta le stigmate alle mani e ai piedi e la calabrese Natuzza Evolo.


Stigmatizzazione
[Universonline]

Le stigmate sono senza dubbio tra i misteri più antichi della religione Cristiana. Il termine deriva etnologicamente dalla parola greca “stigma”, che tradotto letteralmente vuol dire “marchio”. Con il termine stigmate si indica tutta una serie di piaghe che all’improvviso si manifestano sulle mani, i piedi, nel costato e sulla fronte, in genere tali segni si verificano su persone che dedicano tutta la propria vita per realizzare le opere di Dio. Questi “marchi”, infatti, sarebbero un segno divino, simili alle piaghe inflitte a Gesù Cristo prima e durante la sua crocifissione. I casi di persone stigmatizzate dall’inizio del cristianesimo sono stati numerosi, ne sono stati contati circa 350, ma solo in un caso il mondo ecclesiastico ha riconosciuto tale fenomeno come soprannaturale e divino, quello di San Francesco d’Assisi; fu il primo a portare le stigmate sul proprio corpo per oltre due anni, fino alla sua morte.
In alcuni santi queste piaghe, pur non essendo mai state ufficialmente riconosciute dalla Chiesa, sono state una grossa calamita per fedeli e non, anche quando si trattava di “stigmate invisibili”. E’ questo il caso di Santa Teresa d’Avila, che portò i segni misteriosi addirittura sul cuore: sul suo corpo non vi fu alcun segno di lacerazione per tutta la vita, ma lei scrisse in una composizione di “avere le stigmate impresse nel cuore”, non segni mistici, ma ferite vive, squarci aperti e dolorosi. Dopo la morte, il suo corpo fu sottoposto ad autopsia, e sul cuore furono effettivamente trovate cinque ferite, come lei stessa le aveva descritte. Secondo i medici, una sola di quelle lacerazioni sarebbe bastata per provocare una morte pressoché immediata. Santa Teresa convisse con quelle cinque piaghe sul cuore per ben 23 anni.
Anche di recente si sono manifestate le stigmate, e il caso più celebre è senza dubbio quello di Padre Pio. Il Frate di Pietralcina ha ricevuto i segni divini a 31 anni, nel 1918, mentre si trovava nel convento di San Giovanni Rotondo. Le ferite si manifestarono in forma mistica il 5 agosto, ma divennero visibili solo il 20 settembre. Egli stesso descrisse l’evento in un suo diario:
“Mi trovavo seduto in coro, dopo la celebrazione della Santa Messa, quando venni sorpreso da un torpore simile a un dolce sonno. Mentre ero in quello stato, vidi dinnanzi a me un misterioso personaggio, simile a quello visto la sera del 5 di agosto, ma questo aveva le mani e i piedi che grondavano sangue. La sua vista mi atterrì. Mi sentivo morire, e sarei morto se il Signore non fosse intervenuto a sostenere il mio cuore che sobbalzava nel petto. Quando il misterioso personaggio se ne andò, mi ritrovai con le mani, i piedi e il costato traforati che grondavano sangue. Temo di morire dissanguato, se il Signore non ascolta i miei gemiti e non toglie da me queste ferite. Mi lasci pure il dolore e lo strazio, ma mi tolga questi segni esterni, che mi sono di confusione e umiliazione indescrivibili e insostenibili.”
Padre Pio, dunque, non temeva il dolore delle piaghe, ma tutto ciò che esse comportavano: assalto dei giornalisti, scherno di alcuni confratelli (i quali credevano che si potesse auto-infliggere le lacerazioni) e infiniti esami medici, che mai riuscirono a spiegare quelle ferite vive e sanguinanti per cinquant’anni, né tanto meno poterono spiegare la loro improvvisa scomparsa alla morte del frate: sul corpo di Padre Pio, dopo il decesso, non restò alcuna cicatrice.
Ai giorni nostri molti sono gli stigmatizzati (o i presunti tali). La più attendibile sembra essere Natuzza Evolo, di Paravati, in Calabria. Le sue stigmate sono molto simili a quelle di Padre Pio, ma più profonde e più evidenti, soprattutto quelle delle mani, dove ogni anno il sangue disegna degli strani simboli a forma di croce. Nei suoi momenti di trance, inoltre, Natuzza, che non ha frequentato alcun tipo di scuola (neanche quella elementare) è in grado di parlare le lingue più strane di questo mondo, dal russo all’aramaico, tutto in presenza di specialisti ed esperti.
Come già detto, però, la Chiesa difficilmente si è esposta su questo argomento, proprio perché il fenomeno è troppo complesso perché gli si possa dare una spiegazione certa. La scienza, invece, non sembra avere dubbi: i parapsicologi giudicano le stigmate dei fenomeni isterici frutto di autosuggestione, e definiscono il problema con il termine “ideoplastia”, cioè una modellatura (dal grego “plassein”) ottenuta da un’idea (“eidos”, immagine). Ancora una volta, dunque, è aperto il dibattito tra scienziati e credenti. Chi avrà ragione?


Nuovo processo per le stimmate
Riconosciute solo quelle di San Francesco e Santa Caterina

( Anna Langone, La Stampa del 15 giugno 2002)

Padre Pio all’onore degli altari, ma non le sue stimmate.
Domani la Chiesa proclamerà santo il frate di Pietrelcina ma non riconoscerà la natura soprannaturale delle sue piaghe sanguinanti, cioè la manifestazione più venerata della sua santità. Il vice postulatore della causa di canonizzazione, padre Gerardo di Flumeri, che ha lottato perché il frate del Gargano bruciasse le tappe verso l’aureola (soltanto 18 anni, un record per la Chiesa), non si dà per vinto e vuole un nuovo processo.
Per questo, accanto alla Commissione composta da teologi, medici e biblisti, che già lavorano per insignire San Pio del titolo di dottore della Chiesa, dopo la canonizzazione se ne insedierà un’altra, di cui farà parte il presidente della Cei pugliese, monsignor Cosmo Ruppi. Nella storia della Chiesa solo San Francesco e Santa Caterina da Siena hanno ottenuto il riconoscimento della soprannaturalità delle loro piaghe, con documenti pontifici e, nel caso del Poverello di Assisi, con un’apposita liturgia, cioè la festa delle stimmate. San Pio da Pietrelcina sarebbe il terzo santo a raggiungere questo traguardo, ma soprattutto il primo sacerdote stigmatizzato. La Commissione per le stimmate condurrà anche accertamenti di carattere medico, lavorando sulle escare (le reliquie delle stimmate) di Padre Pio.
I componenti medici hanno già isolato il Dna di Padre Pio da campioni di escare sicure, conservate nel convento di San Giovanni Rotondo. Tuttavia, per i fedeli è difficile spiegare l’apparente contraddizione di cui è vittima Padre Pio, che portò sul suo corpo i segni evidenti delle piaghe di Gesù per circa mezzo secolo. La risposta? Quella tecnica è che la Chiesa, per proclamare i santi, non si basa sui carismi, che per Padre Pio pure erano tanti: oltre alle stimmate, c’erano la bilocazione, i profumi dei fiori, le tante malattie cui nessun uomo sarebbe sopravvissuto.
Per la Chiesa, un santo viene fatto dalla «eroicità delle virtù», oggetto del decreto di canonizzazione. Padre Pio è diventato beato il 2 maggio ’99 per il miracolo su Consiglia De Martino, la donna campana salvata da morte sicura dopo la rottura del dotto toracico. È salito sul gradino della santità per un secondo miracolo accertato, compiuto dopo la beatificazione, con la guarigione, nel gennaio 2000, del piccolo Matteo Colella di San Giovanni colpito da meningite fulminante.
Fin qui l’ufficialità della Chiesa, ma Padre Pio, nonostante i giudizi negativi sulle stimmate che hanno riempito gli archivi del Santo Uffizio, ha dalla sua importanti testimonianze, che avvalorano la veridicità delle stimmate. Tra di esse c’è l’affermazione di Paolo VI in un discorso ai frati negli Anni ’70 (poi incisa sulla tomba di Padre Pio) che definisce «Padre Pio rappresentante stampato delle stigmate di Nostro Signore». Poi la liturgia seguita nelle Messe dalla beatificazione in poi, con la lettura della lettera di San Paolo ai Galati: «Io porto in me le stigmate di Nostro Signore».


RIVELAZIONI DI UN MISTERO

(Silvano Fuso)

Nel suo celebre Dizionario filosofico, Voltaire scrive:
Molti fisici sostengono che in tal senso non ci sono miracoli, ed ecco le loro argomentazioni……Un miracolo è la violazione delle leggi matematiche, divine, immutabili, eterne. In base a questa sola definizione, un miracolo è una contraddizione in termini…..Perché mai Dio farebbe un miracolo? Per venire a capo d’un certo disegno riguardo ad alcuni esseri viventi. Egli direbbe dunque: “Con la creazione dell’universo, con i miei decreti divini, con le mie leggi eterne, non sono riuscito ad attuare un certo disegno, cambierò le mie idee eterne, le mie leggi immutabili, per cercare di eseguire quanto non ho potuto fare per mezzo di esse”. Sarebbe una confessione di debolezza, e non di potenza. Sarebbe in lui, a quanto pare, la più inconcepibile contraddizione. Pertanto, osare attribuire a Dio dei miracoli significa in effetti insultarlo (ammesso che degli uomini possano insultare Dio): è come dirgli “voi siete un essere debole e incoerente” [Voltaire, Dizionario filosofico (voce “Miracoli”), vol. II, Rizzoli, Milano 1966].

Nonostante le ineccepibili argomentazioni che Voltaire attribuisce a “molti fisici”, le religioni sono piene di eventi prodigiosi attribuiti all’intervento diretto della divinità. Nei testi sacri delle varie confessioni, nelle agiografie dei santi e nelle tradizioni popolari si fa continuamente riferimento a eventi straordinari con lo scopo di confermare l’esistenza della divinità, la sua potenza, il suo interesse per l’umanità e la sua sete di giustizia o di vendetta nei confronti di chi disobbedisce alle sue leggi. L’uomo primitivo aveva sviluppato nei confronti della realtà una visione magico-animistica e interpretava tutto in termini miracolistici. Qualunque evento naturale era interpretato come un’azione diretta della divinità. Lo sviluppo della scienza ha fatto perdere il carattere miracolistico a gran parte dei fenomeni, ma all’interno delle religioni l’idea di miracolo è sopravvissuta ed è considerata come qualcosa che va al di là della possibilità di indagine della scienza. In realtà, invece, la scienza può benissimo indagare sui miracoli, visto che si tratta di fenomeni empirici che rientrano quindi nel suo dominio di competenza. Mentre la scienza non può minimamente pronunciarsi su questioni tipicamente metafisiche, come ad esempio l’esistenza o la non esistenza di Dio, sui miracoli il discorso è diverso [sui rapporti tra scienza e fede si può vedere: R. Stannard, La scienza e i miracoli, Longanesi, Milano 1998 e C. Allègre, Dio e l’impresa scientifica, Raffaello Cortina Milano 1999]. La scienza ha il dovere di studiare tutto ciò che è suscettibile di indagine empirica. La scienza inoltre non può accettare tra le sue categorie quelle del mistero e dell’inspiegabilità. Un fenomeno inspiegato può essere ritenuto tale soltanto momentaneamente, sulla base delle conoscenze disponibili, ma non si può escludere a priori che prima o poi si troverà il modo di interpretarlo.
Ciò premesso, poniamoci la seguente domanda: tra tutti i presunti miracoli che compaiono nelle varie religioni esistono realmente casi in cui la scienza deve necessariamente sospendere il giudizio? Esistono, insomma, eventi veramente inspiegati che richiedono per lo meno l’attesa di una futura interpretazione? Tutti i casi sui quali è stato possibile indagare con gli strumenti della scienza hanno ricevuto, in realtà, un’interpretazione perfettamente naturale, senza bisogno di tirare necessariamente in ballo interventi trascendenti. Gli unici casi sui quali la scienza non può dire nulla sono solamente quelli sui quali non è stata possibile un’indagine diretta, o perché si tratta di eventi appartenenti a un passato remoto o perché la stessa indagine è stata volontariamente impedita dalle autorità religiose poiché ritenuta sacrilega. Senza voler peccare di presunzione, tuttavia, l’applicazione di un semplice principio di induzione suggerisce buone ragioni per pensare che anche in questi casi un’indagine di tipo scientifico avrebbe potuto fornire una spiegazione dei fenomeni di tipo non miracolistico. Inoltre, anche nel caso dei miracoli, non bisognerebbe mai dimenticare una regola fondamentale del metodo scientifico e del pensiero razionale: l’onere della prova spetta a chi fa l’affermazione. Quindi non è la scienza che deve dimostrare la non sovrannaturalità di un fenomeno, ma è chi sostiene l’esistenza di un miracolo che dovrebbe fornire prove concrete a favore della sua sovrannaturalità.
Per rispondere alla domanda specifica del lettore, se per “rivelazione di un mistero” ci si riferisce ad affermazioni tipicamente metafisiche, come già accennato, la scienza non può che sospendere ogni giudizio. Se invece vengono coinvolti fatti empirici si ricade nei miracoli propriamente detti e valgono pertanto le precedenti considerazioni.
Per quanto riguarda padre Pio, nessuno dei miracoli che gli vengono solitamente attribuiti è mai stato oggetto di controlli scientifici rigorosi e pertanto si può senz’altro affermare che relativamente ad essi non è mai stata data alcuna dimostrazione certa. Un discorso particolare meritano le stimmate, che rappresentano sicuramente una delle manifestazioni più clamorose attribuite a padre Pio e ad altri santi.
Le stimmate sono piaghe che apparirebbero sul corpo di persone particolarmente devote che riprodurrebbero le ferite inflitte a Gesù Cristo durante la Passione. Generalmente esse sono localizzate sul palmo delle mani, sui piedi e sul costato. Non mancano tuttavia localizzazioni differenti (ad esempio sulla fronte, in corrispondenza della corona di spine di Cristo). Secondo molti credenti esse sarebbero il segno tangibile di un intervento diretto di Dio che vuole in tal modo manifestarsi ai suoi fedeli più pii.
Se si vuole analizzare questo singolare fenomeno con occhio critico [si veda, ad esempio: A. De Vincentiis, Estasi. Stimmate e altri fenomeni mistici, Avverbi Roma 1999] e con l’intento di fare chiarezza, la prima cosa da fare è accertarsi dell’esistenza reale del fenomeno ed eliminare tutti i possibili casi fraudolenti. In effetti sono noti numerosi casi di stimmate autoinflitte con metodi artificiali. Ad esempio, una mistica del trecento di nome Elisabetta di Herkenrode venne sorpresa in diverse occasioni mentre si feriva volontariamente per procurarsi i segni della Passione. Un caso analogo è quello della coeva Lukardis di Oberweimar che si feriva mani e piedi volontariamente. Non mancano veri e propri giochi di prestigio. Ad esempio nel 1928, il tedesco Paolo Diebel riusciva a lacrimare sangue procurandosi preventivamente minuscoli fori invisibili nella congiuntiva. Inoltre riusciva a far apparire false stimmate sulle mani attingendo il sangue da una ferita alla gamba appositamente realizzata e tenuta adeguatamente nascosta. Al di là degli imbrogli, tuttavia, sembra che in alcuni casi le stimmate compaiano spontaneamente sul corpo di alcuni mistici, anche se l’apparizione delle stimmate non è mai sta osservata su soggetti sottoposti a controlli accurati. Come abbiamo già avuto modo di chiarire, la scienza non può dichiarare inspiegabili questi eventi adducendo gratuiti interventi soprannaturali e ha il preciso dovere di indagare il fenomeno e di trovare una interpretazione naturalistica. Un utile contributo può derivare dalla psichiatria, dalla psicologia e dalla medicina psicosomatica. I casi più studiati e per i quali l’ipotesi della frode volontaria appare meno probabile sono quelli di Teresa Neumann (1898-1962) e di padre Pio (1887-1968). La biografia di entrambi questi personaggi mette in evidenza numerosi episodi di problemi di tipo psicosomatico e di autolesionismo, che hanno preceduto il manifestarsi delle stimmate. Gli psicologi parlano di nevrosi isterica per indicare un grave stato psicopatologico che produrrebbe una vasta sintomatologia sia psichica che fisica. In particolare essa determinerebbe fenomeni di conversione, ovvero la manifestazione fisica di conflitti psicologici. Se le tipiche conversioni si manifestano con cecità, sordità e paralisi, sembra comunque plausibile ipotizzare che esse determinino pure fenomeni di vasocongestioni che possono dar luogo a piaghe epidermiche localizzate in vari punti del corpo. Alcuni studi sembrerebbero aver dimostrato che alcuni soggetti in stati alterati di coscienza (ad esempio ipnosi) possono effettivamente somatizzare alcune convinzioni (ad esempio, un soggetto al quale sotto ipnosi era stata applicata su un braccio una moneta a temperatura ambiente, facendogli però credere che fosse incandescente, mostrò una piaga tipica da bruciatura). Se l’origine di queste piaghe può essere spontanea è tuttavia anche vero che i soggetti che le posseggono possono in qualche modo contribuire al loro mantenimento anche con mezzi puramente fisici. Ad esempio, sembra abbastanza plausibile che padre Pio [sulla vita e l’opera di padre Pio si veda l’opera critica: M. Guarino, Beato impostore. Controstoria di padre Pio, Kaos, Milano 1999] usasse tintura di iodio per impedire la rimarginazione delle sue ferite (questo non significa necessariamente che fosse in mala fede: potrebbe averlo fatto per prolungare la sofferenza che, secondo lui, il Signore gli aveva inflitto). A favore dell’origine psichica e comunque non sovrannaturale delle stimmate vi è anche un’altra considerazione. Tutti gli stimmatizzati del passato presentavano le piaghe sui palmi della mano. Attualmente la maggior parte degli studiosi (credenti e non) ritiene che sia materialmente impossibile crocifiggere un uomo inchiodando le mani, poiché esse si lacererebbero sotto il peso del corpo. Sembra ormai certo che nell’antichità le crocifissioni avvenissero piantando i chiodi nei polsi. Se le stimmate fossero inflitte direttamente da Dio, sarebbe difficile giustificare una simile svista. Al contrario se le stimmate, essendo di origine psichica, derivano dalle convinzioni del soggetto e dalle credenze diffuse nella sua epoca e nella cultura cui appartiene, l’errore appare del tutto comprensibile.
Al di là del loro aspetto miracolistico, tuttavia le stimmate, come del resto tutte le altre fenomenologie psicosomatiche, rappresentano un interessante settore di indagine, relativamente al quale la scienza medica deve percorrere ancora parecchia strada.
Per concludere, penso possa essere utile al lettore il seguente comunicato stampa, diffuso dal gruppo pugliese del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) in occasione della recente beatificazione di padre Pio.


COMUNICATO DEL GRUPPO PUGLIA SU PADRE PIO

In occasione dall’avvenuta beatificazione di padre Pio e delle numerosissime richieste di pareri pervenute al nostro Gruppo, da parte di interessati all’argomento, il Cicap-Puglia (Gruppo pugliese del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) esprime la propria posizione circa le manifestazioni paranormali attribuite alle vicende del frate cappuccino Beato padre Pio da Pietrelcina.
Il nostro Gruppo non ha alcuna posizione né sulla figura del Beato né sui fenomeni di fede, ma vuole dare la propria versione, secondo razionali canoni scientifici, su quelle manifestazioni mistico-paranormali considerate vere ma inspiegabili da gran parte della comunità dei fedeli.
Innanzitutto, riteniamo che i presunti fenomeni di bilocazione attribuiti al frate, siano la conseguenza di suggestioni, illusioni ed errate interpretazioni da parte di testimoni che, per motivi di fede, non hanno potuto formulare ed esprimere un giudizio critico sulle proprie esperienze.
Lo stesso semplice argomento è perfettamente applicabile alle presunte guarigioni miracolose. Esse sono presentate da molti organi di informazione senza alcun criterio di controllo, con il rischio di essere distorte e mal interpretate.
Su tali fatti, la medicina ha consolidate posizioni che riconoscono nelle guarigioni “inspiegabili” meccanismi che non hanno nulla a che fare con il sovrannaturale, ma che si riferiscono a ben noti fenomeni, per l’approfondimento dei quali rimandiamo alla letteratura medica specializzata.
Un commento certamente autorevole al di sopra di ogni sospetto, ha recentemente fatto notare come il vero “miracolo” di padre Pio sia stata la nascita e lo sviluppo, in territorio arretrato e periferico, di un grande avanzato ospedale che eroga quella assistenza che deriva proprio dalla medicina a cui abbiamo appena fatto riferimento.
Inoltre, riteniamo che sia profondamente diseducativo attribuire al sovrannaturale altri eventuali avvenimenti che, per la loro rarità e complessità , possono risultare tuttora non spiegati o compiutamente conosciuti.
Infine, consideriamo le stimmate la conseguenza di processi patologici (ad es. malattie infettive qualche decennio addietro molto più diffuse che oggi, ovvero rare alterazioni di emocoagulazione) magari in un contesto di forte reattività psicosomatica e di ricorrenza di micro-traumatismi locali protratti.

NOSTRO COMMENTO: Durante l’ipnosi, in psicoterapia, si sono verificati casi di stimmate. E’ probabile che la nostra mente durante un periodo di estasi produca stimmate. Voi che pensate?

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