Le cicatrici

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Riduzione delle cicatrici/ Fonte Video: RAI UNO

Fonte:www.chirurgia-plastica-estetica.it

Che cos’è una cicatrice?

La cicatrice è il tessuto che colma le ferite e le perdite di sostanza dei tessuti e degli organi. Il tessuto cicatriziale, infatti, si forma tutte le volte che si verifica un’interruzione della continuità della cute (epidermide e derma) in seguito ad un evento patologico o traumatico.

Esistono diversi tipi di cicatrici?

Esistono fondamentalmente due tipi di cicatrici patologiche: il cheloide e la cicatrice ipertrofica.

  • Il cheloide è una vera e propria neoformazione, spessa, arrossata, pruriginosa o dolente che ha origine da una cicatrice, ma si sviluppa sempre oltre i confini della cicatrice da cui deriva. I cheloidi si formano molto raramente, possono comparire ovunque, ma si sviluppano soprattutto a livello toracico in corrispondenza dello sterno, sui padiglioni auricolari e a livello delle spalle e sono più frequenti nella popolazione di colore.
  • La cicatrice ipertrofica spesso viene scambiata per un cheloide, ma a differenza di questo il tessuto cicatriziale in esubero rimane all’interno dei confini della cicatrice che si presenta arrossata e rilevata. Spesso si accompagna ad una sintomatologia pruriginosa e talvolta a dolore locale.

Da quali fattori dipende la migliore o minore qualità di una cicatrice?

La qualità delle cicatrici, sia che si formino per eventi traumatici che in seguito ad interventi chirurgici, dipende in larga parte dal modo in cui la cute di un soggetto tende a guarire e in misura minore dal tipo di evento che ne ha determinato la formazione e dalle precauzioni adottate durante la fase di guarigione.
Le variabili che influenzano la formazione di una cicatrice sono molteplici: in generale, i soggetti con carnagione chiara hanno maggiore probabilità di presentare cicatrici di buona qualità rispetto ai soggetti con carnagione scura (mediterranea). Inoltre in alcune regioni del corpo le cicatrici tendono per costituzione a risultare più evidenti, come ad esempio nella regione toracica, dietro le orecchie e sulle spalle.
Esistono tuttavia delle situazioni in cui la probabilità di formazione di una brutta cicatrice sono indipendenti dalle caratteristiche del soggetto, come nel caso di esiti cicatriziali da ustione di II grado profondo o di III grado o in seguito a traumi complessi.

E’ possibile eliminare le cicatrici?

A differenza di quanto comunemente si pensi, le cicatrici sono dei segni permanenti che non possono essere eliminati con nessuna tecnica chirurgica, ma soltanto migliorate.

Quali trattamenti si possono effettuare per migliorare le cicatrici?

Le cicatrici cheloidee e quelle ipertrofiche possono essere migliorate sia mediante trattamenti medici che chirurgici.
Prima di ricorrere ad un intervento chirurgico di revisione della cicatrice sono usualmente presi in considerazione tutti gli altri possibili trattamenti medici volti a migliorare l’aspetto della cicatrice, soprattutto nel caso di cicatrici poco evidenti in cui l’intervento chirurgico potrebbe dare scarsi risultati.
In ogni caso, prima di ricorrere ad un intervento di revisione della cicatrice è necessario attendere circa un anno dall’evento che ne ha determinato l’origine. Durante questo periodo, infatti, la cicatrice va incontro a numerose trasformazioni che la rendono molto evidente soprattutto nei primi 3 mesi, fino a maturare e arrivare ad una conformazione definitiva.

Quali sono i trattamenti medici e chirurgici utilizzati per correggere le cicatrici?

I trattamenti medici della cicatrice sono:

  • Massaggio ripetuto più volte al giorno.
  • Compressione continua (ove questo risulti possibile).
  • Occlusione con fogli di gel di silicone o pomata con gel di silicone.
  • Iniezione di cortisonici.
  • Dermoabrasione
  • Trattamenti laser.
  • Trattamenti con basse dosi di radiazioni.

I trattamenti chirurgici della cicatrice consistono nella:

  • Escissione “intralesionale”.
  • Escissione completa.

Il tipo di tecnica chirurgica adottata dallo specialista per migliorare le cicatrici da trattare varia a seconda del tipo di cicatrice, della sua ampiezza e dalla regione corporea interessata.
Notevoli speranze di miglioramento sono riposte in una nuova tecnica chirurgica che utilizza tessuto autologo (cellule proprie) che prende il nome di Recell.
Le opzioni chirurgiche possibili devono essere discusse esaurientemente con il paziente che deve conoscere con precisione quali possono essere le sue aspettative di miglioramento.

Quali trattamenti chirurgici sono indicati per le cicatrici cheloidee e per quelle ipertrofiche?

I trattamenti chirurgici delle cicatrici variano a seconda che si tratti di cicatrici cheloidee o ipertrofiche.
Il trattamento chirurgico del cheloide, a cui si giunge di solito dopo una serie di tentativi con terapia medica, prevede l’escissione cosiddetta “intralesionale” della formazione, ossia senza la sua completa asportazione. Seguendo tale tecnica è stato visto che la probabilità, comunque sempre alta, che si riformi un cheloide delle stesse dimensioni si riduce.
Il trattamento chirurgico della cicatrice ipertrofica prevede, invece, l’escissione dell’intera cicatrice. Anche in questo caso, comunque, la probabilità che si riformi una cicatrice di qualità scadente è alta, essendo le caratteristiche soggettive della cute del paziente l’elemento determinante nell’insorgenza di cicatrici patologiche.

Riduzione delle cicatrici

Che cos’è una cicatrice?

La cicatrice è il tessuto che colma le ferite e le perdite di sostanza dei tessuti e degli organi. Il tessuto cicatriziale, infatti, si forma tutte le volte che si verifica un’interruzione della continuità della cute (epidermide e derma) in seguito ad un evento patologico o traumatico.

Esistono diversi tipi di cicatrici?

Esistono fondamentalmente due tipi di cicatrici patologiche: il cheloide e la cicatrice ipertrofica.

  • Il cheloide è una vera e propria neoformazione, spessa, arrossata, pruriginosa o dolente che ha origine da una cicatrice, ma si sviluppa sempre oltre i confini della cicatrice da cui deriva. I cheloidi si formano molto raramente, possono comparire ovunque, ma si sviluppano soprattutto a livello toracico in corrispondenza dello sterno, sui padiglioni auricolari e a livello delle spalle e sono più frequenti nella popolazione di colore.
  • La cicatrice ipertrofica spesso viene scambiata per un cheloide, ma a differenza di questo il tessuto cicatriziale in esubero rimane all’interno dei confini della cicatrice che si presenta arrossata e rilevata. Spesso si accompagna ad una sintomatologia pruriginosa e talvolta a dolore locale.

Da quali fattori dipende la migliore o minore qualità di una cicatrice?

La qualità delle cicatrici, sia che si formino per eventi traumatici che in seguito ad interventi chirurgici, dipende in larga parte dal modo in cui la cute di un soggetto tende a guarire e in misura minore dal tipo di evento che ne ha determinato la formazione e dalle precauzioni adottate durante la fase di guarigione.
Le variabili che influenzano la formazione di una cicatrice sono molteplici: in generale, i soggetti con carnagione chiara hanno maggiore probabilità di presentare cicatrici di buona qualità rispetto ai soggetti con carnagione scura (mediterranea). Inoltre in alcune regioni del corpo le cicatrici tendono per costituzione a risultare più evidenti, come ad esempio nella regione toracica, dietro le orecchie e sulle spalle.
Esistono tuttavia delle situazioni in cui la probabilità di formazione di una brutta cicatrice sono indipendenti dalle caratteristiche del soggetto, come nel caso di esiti cicatriziali da ustione di II grado profondo o di III grado o in seguito a traumi complessi.

E’ possibile eliminare le cicatrici?

A differenza di quanto comunemente si pensi, le cicatrici sono dei segni permanenti che non possono essere eliminati con nessuna tecnica chirurgica, ma soltanto migliorate.

Quali trattamenti si possono effettuare per migliorare le cicatrici?

Le cicatrici cheloidee e quelle ipertrofiche possono essere migliorate sia mediante trattamenti medici che chirurgici.
Prima di ricorrere ad un intervento chirurgico di revisione della cicatrice sono usualmente presi in considerazione tutti gli altri possibili trattamenti medici volti a migliorare l’aspetto della cicatrice, soprattutto nel caso di cicatrici poco evidenti in cui l’intervento chirurgico potrebbe dare scarsi risultati.
In ogni caso, prima di ricorrere ad un intervento di revisione della cicatrice è necessario attendere circa un anno dall’evento che ne ha determinato l’origine. Durante questo periodo, infatti, la cicatrice va incontro a numerose trasformazioni che la rendono molto evidente soprattutto nei primi 3 mesi, fino a maturare e arrivare ad una conformazione definitiva.

Quali sono i trattamenti medici e chirurgici utilizzati per correggere le cicatrici?

I trattamenti medici della cicatrice sono:

  • Massaggio ripetuto più volte al giorno.
  • Compressione continua (ove questo risulti possibile).
  • Occlusione con fogli di gel di silicone o pomata con gel di silicone.
  • Iniezione di cortisonici.
  • Dermoabrasione
  • Trattamenti laser.
  • Trattamenti con basse dosi di radiazioni.

I trattamenti chirurgici della cicatrice consistono nella:

  • Escissione “intralesionale”.
  • Escissione completa.

Il tipo di tecnica chirurgica adottata dallo specialista per migliorare le cicatrici da trattare varia a seconda del tipo di cicatrice, della sua ampiezza e dalla regione corporea interessata.
Notevoli speranze di miglioramento sono riposte in una nuova tecnica chirurgica che utilizza tessuto autologo (cellule proprie) che prende il nome di Recell.
Le opzioni chirurgiche possibili devono essere discusse esaurientemente con il paziente che deve conoscere con precisione quali possono essere le sue aspettative di miglioramento.

Quali trattamenti chirurgici sono indicati per le cicatrici cheloidee e per quelle ipertrofiche?

I trattamenti chirurgici delle cicatrici variano a seconda che si tratti di cicatrici cheloidee o ipertrofiche.
Il trattamento chirurgico del cheloide, a cui si giunge di solito dopo una serie di tentativi con terapia medica, prevede l’escissione cosiddetta “intralesionale” della formazione, ossia senza la sua completa asportazione. Seguendo tale tecnica è stato visto che la probabilità, comunque sempre alta, che si riformi un cheloide delle stesse dimensioni si riduce.
Il trattamento chirurgico della cicatrice ipertrofica prevede, invece, l’escissione dell’intera cicatrice. Anche in questo caso, comunque, la probabilità che si riformi una cicatrice di qualità scadente è alta, essendo le caratteristiche soggettive della cute del paziente l’elemento determinante nell’insorgenza di cicatrici patologiche.

Come si svolge la visita pre-operatoria?

Il trattamento chirurgico delle cicatrici è un intervento molto personalizzato che, come tale, necessita di un’accurata visita specialistica.
Durante la prima visita il chirurgo dovrà valutare la qualità e le dimensioni della cicatrice e illustrarvi i risultati estetici che è possibile concretamente ottenere.
Il chirurgo dovrà inoltre valutare le vostre condizioni di salute per escludere la presenza di alterazioni (quali problemi di coagulazione o di cicatrizzazione, pressione alta, ecc.) che potrebbero influire sul risultato estetico dell’intervento.
Al termine della visita il chirurgo, d’accordo con voi, sceglierà la procedura chirurgica più indicata al vostro caso.
Prima dell’intervento riceverete istruzioni specifiche relative all’alimentazione pre e post-operatoria, all’assunzione di farmaci, alcool e sigarette.

Che tipo di anestesia viene praticata?

L’intervento chirurgico di revisione della cicatrice viene generalmente eseguito in anestesia locale in regime di day hospital ed ha una durata variabile in relazione alla cicatrice da trattare.

Qual è il decorso post-operatorio?

Al fine di ottenere il miglior risultato possibile, è importante che dopo l’intervento chirurgico di revisione della cicatrice seguiate scrupolosamente tutte le indicazioni che il chirurgo di volta in volta vi darà.
Nel periodo postoperatorio è consigliata l’applicazione di presidi medici a livello della nuova cicatrice durante la sua fase di maturazione al fine di ridurre al minimo la possibilità della formazione di una cicatrice di cattiva qualità.
Le modalità e i tempi di tali trattamenti vi verranno illustrati dallo specialista in occasione dei controlli ambulatoriali.
La ripresa di una normale attività è strettamente dipendente dal tipo di intervento a cui sarete stati sottoposti.
Per semplici revisioni di piccole cicatrici effettuate in anestesia locale, di solito già dal giorno successivo all’intervento si possono riprendere le normali occupazioni quotidiane.

Che tipo di risultato si può ottenere con l’intervento di revisione della cicatrice?

Il risultato estetico varia dalla risposta del singolo paziente ed è condizionato da diversi fattori (tipo di carnagione, zona del corpo interessata, ecc.).
Il risultato è permanente e sarà definitivamente raggiunto a distanza di circa un anno dall’intervento

NOSTRO COMMENTO: la decisione circa l’eliminazione di una brutta cicatrice è un fatto strettamente personale lasciato, ovviamente, alla libera valutazione del paziente stesso.

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Categories: Medicina e Psicologia

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2 replies

  1. Ritengo davvero utile questo articolo…

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