S. Elia

image_pdfimage_print

S.Elia di Palmi (RC) Il Monte S. Elia, che dai suoi 579 m. d’altezza a strapiombo sul mare domina l’imbocco settentrionale dello Stretto di Messina, viene definito il “balcone sul Tirreno” poiché offre uno splendido panorama della Costa Viola, della Sicilia e delle Isole Eolie, della Piana di Gioia Tauro fino a Capo Vaticano. Incantevoli i tramonti.

Attraverso la Strada Statale che da Palmi porta ai Piani della Corona, immersa tra uliveti secolari, pini marittimi, e boschi di castagno si giunge al Monte Sant’Elia, baluardo naturale a sud-ovest di Palmi. Scrive Leonida Repaci: “.. Palmi .. ha un dio dalla sua, il monte sant’Elia dalla cui cima folta di pini si gode uno dei panorami più affascinanti del mondo. All’est l’Aspromonte con le sue ondate di ulivi saraceni che sommergono gli abitati; a nord la piana di Palmi e di Gioia, immenso vigneto che trova sul Petrace le prime avanguardie di agrumeti e di uliveti partiti da Amato e da Rosarno, dove la costa gira fino a capo Vaticano; a sud, tra calanche e golfi, tra spiaggette e stra­piombi, la Costa Viola, Bagnara, Scilla, lo Stretto, Messina, i monti Peloritani, l’Etna sul traverso; a ovest la Sicilia da Messina a Ganzirri, dalle Mortelle a Milazzo, con la propaggine delle Eolie e dello Stromboli, ultime quinte di uno scenario portentoso che, di notte, associa la luminara delle stelle alle luci delle lampare e delle navi di passo, mentre di giorno sfavilla a getto continuo, come se il mare, il cielo, lo scoglio, la barca, la fiumara, la montagna, la vegetazione, l’abitato, le persone, ricevessero per la prima volta la luce del sole”(1). Infatti da questo monte si possono scorgere contemporaneamente due vulcani in attività: lo Stromboli e l‘Etna. Di grande fascino i panoramici belvedere che si raggiungono percorrendo le viuzze che si snodano lungo la dorsale occidentale del colle. La rigogliosa vegetazione in cima al monte è costituita prevalentemente da pini, mentre i pendii sono ricoperti di macchia mediterranea. Qui, in sintonia con l’amenità del luogo, immersa tra i pini, sorge la piccola chiesa dedicata a Sant’Elia, il Santo che ha vissuto in eremo su questa cima e che ha dato il nome al monte. Di certo sappiano che il monte Sant’Elia nel IX secolo si chiamava Monte Aulina. Infatti quando Sant’Elia di Enna (juniore),  fondatore del monastero di Salina (attuale Saline Joniche RC), “Verso la fine del 902 … ritornò (da Amalfi) in Calabria e si fermò, non nel monastero di Salina, ma in un altro da lui stesso pochi anni prima costruito sul monte Aulina, oggi monte Sant’Elia in memoria del Santo. Questo monte soprasta la città di Palmi e dista un quarantacinque chilometri da Reggio dal lato di settentrione. Dimorando in questo monastero, il Santo nel 903 riceveva l’invito dell’imperatore Leone VI il Filosofo di recarsi a Costantinopoli. Appena avuto quell’avviso, previde che brevi erano i suoi giorni … Nel prender commiato, affollossi gran moltitudine di popolo d’ intorno a lui, e col versare copiose lagrime manifestavagli il dolore che sentiva per la sua partenza. Ed il Santo nel consolare quella devota gente, presagì la venuta in quei luoghi di un altro Elia. Il vaticinio si avverò in tutte le sue parti; giacché arrivato il Santo a Tessalonica, colà cessava di vivere il 17 agosto del 903. Il suo corpo per ordine dell’ istesso imperatore fu da Daniele trasferito al monastero di Aulina ed ivi tumulato. Ed allora divenne così celebre quel cenobio: come dice l’agiografo: ut omnium, quae in Italia sunt, monasteriorum clarissimum, ac celeberrimnum existeret: id enim tametsi antiquitate illis concedit, gloria tamen longe praestat. Cum enim novi Eliae sedes et quasi novum Carmelum fuisset, redditum est velati quidam deliciarum paradisus. Anche l’imperatore Leone volle concorrere con la sua generosità ad aumentarne il lustro e l’ importanza , poichè census et praedia libentissime attribuit. Avverossi ancora l’altro presagio, giacchè non andò molto che, in quei luoghi fermava la sua dimora un altro santo omonimo”. Infatti  “nel IX secolo, verso l’ 864 in Reggio di Calabria veniva al mondo un altro Elia” (2). La leggenda vuole che  “Sul monte un giorno, un uomo dal volto nero, con un gran sacco sulle spalle, si presentò al Santo Elia, che se ne stava in solitaria meditazione. L’uomo, che era il diavolo, aprì il sacco e mostrò al Santo una grande quantità di monete. Raccontò che aveva trovato l’ingente fortuna in un casolare abbandonato e pensava  di  poterla  dividere col Santo,  il quale,  invece,  prese le  monete e cominciò a lanciarle lungo la china: mentre rotolavano si tramutavano in pietre nere, di quelle che ancora oggi si possono reperire sul monte. Contrariato, il diavolo balzò in piedi, ma, all’improvviso, alle sue spalle si aprirono due grandi ali nere di pipistrello, con le quali egli si alzò in volo, planò sul mare e vi si tuffò sprofondando. Le acque gorgogliarono e schiumarono, si innalzò una nuvolaglia e, quando questa si fu dileguata, ecco che sul mare si delineò un’isola a forma di cono, dalla cui sommità incavata uscivano lingue di fuoco e fumo: era lo Stromboli col demonio imprigionato che soffiava fiamme e tuoni”(3). D’estate, al bagnante che si reca sulla piccola e caratteristica spiaggia, detta “La marinella” che si trova alla base del monte Sant’Elia, sul lato nord-occidentale,  in pochi minuti di auto può passare dal refrigerio della acque del mar Tirreno alle frescure dei pini del monte Sant’Elia, magari a pranzare nell’area pic-nic con barbecue

Fonte: www.maridelsud.com

Bibliografia

1. Leonida Repaci “La piana di Gioia: Il silenzio della storia”

2. G. Can. Minasi, Le chiese di Calabria, stab. tipografico Lanciano e Pinto, Napoli, 1896

3. www., Leggende sullo Stretto: L’origine di Stromboli, www. maridelsud.com

selia1 selia2 selia3 selia4 selia5 selia6 selia7 selia8 selia9 selia10 selia11 selia12 selia13 selia14 selia15 selia16

print



Categories: Foto

Questo Articolo è stato visualizzato da 752 Utenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *